domenica 10 luglio 2011

INFORTUNIO SUL LAVORO: COSA FARE

Da un mesetto a questa parte, mi sto facendo una cultura su cosa fare in caso di infortunio sul lavoro.
Siccome un blog deve servire anche a condividere informazioni, ecco un riassunto su quanto ho imparato sulla mia pelle, nella speranza che ciò possa essere d'aiuto ad altri.
Innanzi tutto, è importante sottolineare che non devono trascorrere più di 24 ore tra quando uno si fa male e quando si reca al Pronto Soccorso per farsi visitare, quindi meglio farlo subito.
Trascorse le 24 ore, infatti, sono cavoli tuoi, nel senso che se anche ti sei fatto male mentre lavoravi, ti toccherà metterti in malattia e nessuna assicurazione ti risarcirà eventuali danni.
Fatta la premessa, ci si reca in ospedale, dove è necessario specificare subito che si vuole essere visitati per un infortunio. E' necessario fornire i nostri dati e verificare scrupolosamente che vengano riportati correttamente.
Una volta visitato, ti viene consegnato il referto del Pronto Soccorso in cui devono essere riportati i tuoi dati, le circostanze che hanno causato l'incidente, gli esami svolti, la diagnosi, la prognosi (cioé i giorni) e eventuali terapie ed esami da eseguire. Anche qui bisogna essere molto attenti a verificare che tutto sia scritto correttamente, perché se ve ne andate via e ve ne accorgete soltanto dopo, potrebbe cominciare una piccola odissea che vi porterà via inutilmente del tempo: infatti se il medico ha sbagliato a scrivere per esempio i vostri dati, sappiate che solo lui li potrà correggere. In un ospedale i dottori lavorano su turni e quindi si alternano. Trovare proprio quello che vi ha visitato proprio può non essere così semplice; in più, mentre voi siete lì ad aspettare che lui vi corregga l'errore, lui sta visitando altre persone, quindi non aspettatevi il tappeto rosso e rassegnatevi ad aspettare che trovi un po' di tempo per voi. Ovviamente, per lui la faccenda non è così urgente come per voi.
Per quanto riguarda me, ovviamente l'errore c'era, ma me ne sono accorto quasi subito, quindi ho rimediato in dieci minuti.
A questo punto, dopo aver consegnato o fatto avere al vostro datore di lavoro il modulo di denuncia di infortunio sul lavoro che l'ospedale vi ha rilasciato (anche qui: controllate che sia tutto giusto), potete recarvi a casa e godervi il meritato riposo per il periodo che vi è stato accordato.
Fino a qui la procedura è più o meno identica per tutti.
Da qui in poi, ho imparato alcune cose interessanti, anche se per puro caso.
Sapete per caso se il vostro medico di famiglia e specializzato in medicina del lavoro?
Se si, siete a cavallo, perché tutti i certificati successivi ve li farà lui sia che il vostro infortunio si sia risolto entro il termine stabilito dal medico dell'ospedale, sia che invece non siate ancora guariti e abbiate bisogno di prolungare la convalescenza.
In caso contrario, potete scegliere tra due diverse soluzioni, una più comoda, l'altra più (legalmente) corretta.
Se optate per la comodità, potete comunque rivolgervi al medico di famiglia, che per la modica cifra di 50 Euro cadauno, vi rilascerà i certificati necessari alla chiusura e/o prosecuzione dell'infortunio.
Se invece (come me) ritenete paradossale il fatto di dover pagare per tornare a lavorare, dovrete rivolgervi all'Inail: in questo caso, mi permetto di dare qualche consiglio, basato sulla mia esperienza personale.
Qualche giorno prima che scadano i vostri giorni di inabilità al lavoro, telefonate al numero verde 803-164 o consultate il sito http://www.inail.it/, per sapere quale è la vostra sede di competenza. Già che ci siete, chiedete se la vostra pratica risulta aperta, perché in caso contrario non verrete visitati e questa non è una ragione sufficiente per giustificare un mancato rientro al lavoro. Tenete presente che, come in tutti gli uffici pubblici, la tecnologia è antidiluviana, quindi i sistemi informatici sono lenti: per farla breve, può essere che il vostro incidente a loro non risulti, per cui, o richiamate tutti i giorni, oppure vi fate consegnare dal vostro datore di lavoro una copia della denuncia che lui deve aver inoltrato entro due giorni dal fatto e con quella vi presentate da loro.
Ovviamente, io ho dovuto seguire la seconda strada, salvo scoprire una volta lì che la pratica era stata aperta: beh, una copia in più di un documento può sempre servire.
Superati gli scogli burocratici, si può finalmente essere visitati e qui bisogna mettersi in coda, perché per la prima visita non ci si può prenotare: chi primo arriva, meglio alloggia.
Le visite vengono fatte dal lunedì al venerdì, solo la mattina.
Il medico vi visita, vi chiede come è successo il vostro infortunio e poi vi dirà se potete tornare a lavorare, o se avete ancora bisogno di riposo e cure, nel qual caso vi dirà anche se sono necessarie ulteriori terapie o visite specialistiche, che vi farete prescrivere dal vostro medico di famiglia (in questo caso, gratuitamente). Se vi prolunga il periodo di infortunio, vi dirà anche il giorno e l'ora in cui tornare.
Ricordatevi sempre di portare con voi a tutte le visite tutti i documenti relativi all'incidente: verbale di Pronto Soccorso, elenco delle medicine prescritte, terapie e visite specialistiche effettuate.
Questo è quello che ho imparato sin qui. Se aumenterò la mia cultura sull'argomento, posterò le ultime novità.

5 commenti:

  1. Grazie Bastian, ottimo lavoro. Hai visto mai... !

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  2. devo dire ottimo articolo completo ed esauriente dopo una vita di lavoro oggi 37 anni di contributi ho aperto prima pratica infortunio e gia c,e da ridere aziende impreparate......

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  3. tante cose sbagliate!!!!!!!!!!!!!1 io sono infortunio tuttora mai pagato 50 euro medico!!! e fatto denuncia dopo 38 ore e mi anno aperto infortunio altro che 24 ore informati meglio prima di parlare!!!

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  4. grazie per il consiglio arrivederci

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  5. per un errore al pronto soccorso hanno scritto sul referto che si è trattato di un infortunio sul lavoro, ma non è così..perciò è stata inviata la segnalazione all inail..io sono disoccupato..cosa devo fare?

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