venerdì 8 luglio 2011

DEFAULT : CI SIAMO ?

Mentre gli esperti ormai dicono chiaramente che la Grecia è fallita e in Europa si discute su quale sia l'eutanasia migliore per l'agonizzante stato ellenico, noi viviamo sempre avvolti in una bolla di sapone, che non ci consente di comprendere come la festa stia per finire anche da noi.
Già solo il fatto che una manovra finanziaria pesante come la nostra venga decisa oggi, ma inizierà a produrre i suoi effetti fra due anni, dovrebbe indurre la gente a porsi qualche domanda: è sempre più evidente- e le vicende borsistiche di oggi lo testimoniano- che questa manovra (giusta o sbagliata che sia, non importa) dovrebbe produrre effetti immediati e non futuri. Il fatto che venga posticipata è solo un espediente (patetico, tra l'altro) che i nostri politici adottano per non doversi assumere la responsabilità per gli errori commessi dal '94 ad oggi.
In altre parole, la nostra classe dirigente ha deciso scientemente di continuare a vendere fumo all'opinione pubblica per impedire una rivolta violenta in stile greco, nella speranza, infondata, che la situazione migliorasse per non meglio precisati fattori esogeni, che avrebbero consentito di continuare a mungere la vacca fino all'ultima goccia: il problema, purtroppo per noi, è che il latte non è illimitato e ormai è praticamente finito.
Per rendersene conto, basta mettere a confronto la nostra politica economica con le decisioni suicide che il governo greco sta attuando, nella speranza di evitare un default non più procrastinabile.
A questo proposito, ecco alcuni elementi estratti dall'articolo di Federico Simoncelli pubblicato sul Fatto del 29 Giugno.

 Entità della manovra: Ventotto miliardi e altri più di 50 che dovranno arrivare dalle privatizzazioni, il tutto su base quinquennale. Non è simile alla nostra?

TAGLI
  • Arriva un ulteriore taglio degli stipendi pubblici, questa volta soprattutto di quelli dei funzionari di grado più elevato che guadagnano fino a 18 mensilità. Brunetta ieri parlava di tagli agli stipendi, anche se lui, democraticamente, intende tagliare tutti gli stipendi, non solo quelli più elevati.
  • Per snellire il sovradimensionato settore statale greco è poi previsto un accorpamento degli enti, cioè una ulteriore riduzione del numero dei dipendenti. Per farlo, serviranno delle modifiche costituzionali, che renderanno possibile per il Governo licenziare con ammortizzatori sociali i lavoratori in esubero. La Gelmini con la scuola si è mossa per tempo. L'accorpamento con modifica costituzionale degli enti pubblici mi ricorda molto la proposta del PD per abolire le province. Che il fine sia lo stesso?.
  • L’obiettivo è quello di attuare 150mila tagli entro il 2015, il 20 per cento della forza lavoro statale. Beati loro, da noi i dipendenti pubblici sono 3 MILIONI e 500 MILA: pensate al 20 per cento di loro disoccupati.
  • La soglia di esenzione fiscale per i greci poi scende da 12mila a 8mila euro. Noi partiamo avvantaggiati.
AUMENTI
  •  Cresceranno le tasse sul gasolio da riscaldamento e le accise sulla produzione di benzina. A noi raccontano che è per colpa dell'arrivo di migliaia di profughi, che però in Grecia non arrivano. Saranno mica balle tipo il complotto giudaico-massonico tanto caro ai nazisti?
PRIVATIZZAZIONI
  • Nel 2011 verranno messi in vendita i pacchetti azionari che il governo detiene in aziende come Dei, la società elettrica statale, nella compagnia delle lotterie e in quella delle corse dei cavalli, nel porto del Pireo, nelle società che gestiscono l’acqua e le fognature ad Atene e Salonicco, nelle ferrovie statali. Da noi hanno tentato di privatizzare la gestione dell'acqua e stanno liberalizzando il trasporto ferroviario.
Io di economia non ci capisco quasi niente, ma non vi sembra che ci siano troppe coincidenze?


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