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lunedì 5 dicembre 2011

SE LORO S'INCAZZANO, IO POSSO ESSERE TRANQUILLO





Prima c'era Berlusconi. Lo spread schizzava alle stelle, l'Europa era incazzata con l'Italia e la Marcegaglia diceva che così non si poteva andare avanti. Si diceva che avere interessi del 7% sul debito non sarebbe stato assolutamente sostenibile: ci sarebbe stato l'Armageddon.

Poi è caduto Berlusconi: è arrivato un governo tecnico non eletto da nessuno. L'Europa ha cominciato a calmarsi un po'. Lo spread è rimasto alto, ma si è cominciato a dire che, se anche gli interessi sul debito si fossero mantenuti al 7% per un po', non sarebbe successo niente di male. La Marcegaglia ha cominciato ad essere un po' più tranquilla.

Adesso di Berlusconi non si parla più (non tanto quanto prima). Il governo Monti ha varato la sua manovra economica. La Marcegaglia è contenta e lo spread è improvvisamente crollato.

Non so voi, ma io comincio a pensare che la mia tranquillità e il mio benessere siano inversamente proporzionali a questi fattori...

lunedì 19 settembre 2011

PAOLO BARNARD : "IL PIU' GRANDE CRIMINE". L' AGGIORNAMENTO 1

Il 18 Ottobre dell'anno scorso, il giornalista Paolo Barnard pubblicava in rete questo primo aggiornamento del suo lavoro "Il più grande crimine":


"La Commissione Europea ha appena passato una direttiva che multa gli Stati dell'Eurozona per lo 0,2% del PIL se non si adeguano ai parametri del Patto di Stabilità (deficit al 3% del PIL e debito al 60%), quei parametri che sono stati disegnati appositamente per paralizzare i governi nel loro compito di creare ricchezza per i cittadini, e per distruggere i mercati europei su cui le nostre famiglie dipendono per il lavoro e per vivere. Il risultato di questo ennesimo crimine contro la nostra vita vera è riassunto dall'economista Joseph Halevi (Sydney Univ.) così: "Siccome è ora chiaro che la UE, e l'Eurozona in particolare, non potranno generare più alcuna spesa significativa, accade che la domanda ora sta appesa disperatamente alla spesa a deficit interna ed esterna degli USA. Come ha detto Krugman, è l'unica cosa che sopravvive al momento".Tradotto: con la produzione pubblica di ricchezza e di posti di lavoro totalmente paralizzata in Europa da un disegno criminoso, dobbiamo tutti - persone, figli, aziende, lavoratori, anziani - sperare che gli USA continuino a spendere, perché sono l'unica fonte di domanda di beni e servizi che ancora funziona. Se si spegne quella siamo fottuti. Cioè, calano gli stipendi, schizza alle stelle la già stellare cassa integrazione, i licenziamenti galoppano, milioni di italiani perdono i diritti, perché da disperati si è ricattati da chiunque. L’economista Micheal Hudson (Univ. of Missouri, Kansas City) aggiunge: “In gioco ci sono proposte per cambiare radicalmente le leggi e la struttura della società europea. Se le forze anti-lavoro avranno successo, spezzeranno l’Europa, che diventerà una palude morta col mercato interno a pezzi. Siamo a questo punto di gravità, è un colpo di Stato finanziario in piena regola”.
La Caritas ha appena pubblicato il suo rapporto sulla Povertà ed Esclusione Sociale in Italia e vi si legge che oggi le persone che vivono sotto la soglia  di “forte fragilità economica” nel nostro Paese sono 8.370.000. Naturalmente dovremo aspettare che si arrivi ai bollini per un pasto caldo al giorno, come già accade negli USA a 40 milioni di cittadini, per accorgerci che sarà il caso di smettere di preoccuparci da veri fessi esagitati (caro popolo viola) per la messa in onda di Santoro o per le presunte malefatte di una marionetta senza potere reale".

Tutto chiaro?
Bene, allora pensiamo all'accordo sull'innalzamento del tetto del debito Usa di un mese e mezzo fa: dopo un lungo braccio di ferro tra Obama e il Congresso, tutti hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.
Il temuto default degli Stati Uniti non ci sarebbe stato, grazie all'accordo raggiunto in extremis con cui veniva deciso questo benedetto aumento.
I Repubblicani hanno esultato, poiché in cambio Obama ha dovuto impegnarsi a non aumentare le tasse: tradotto, i ricchi, che grazie agli sgravi fiscali introdotti da Bush Jr. pagavano meno dei poveri, continueranno a pagare meno.
In più, l'accordo prevede un drastico taglio della spesa pubblica, cioè una notevole diminuzione della spesa a deficit: se effettivamente la "domanda sta appesa disperatamente alla spesa a deficit interna ed esterna degli Usa", forse dovremmo prepararci ad una catastrofe, le cui cifre saranno certo peggiori di quelle della Caritas di un anno fa.

mercoledì 14 settembre 2011

I NUOVI PADRONI





"Il problema del rapporto con la Cina è questo: ci stanno mangiando vivi. Le merci che vanno in Cina hanno i dazi cinesi le merci che arrivano in Europa, no. Io voglio per molti anni i dazi e le quote nel nostro Paese, fino a che ci saremo riconvertiti dal punto di vista industriale".
Con questa lapidaria affermazione il ministro dell'economia Tremonti spiegava, nel Marzo 2006, che si dovevano imporre i dazi alle importazioni cinesi, altrimenti l'Italia sarebbe stata cannibalizzata dalla potenza economica dagli occhi a mandorla.
Oggi, cinque anni dopo, di dazi non si parla più. Anzi, è notizia di questi giorni che l'Italia avrebbe avviato frenetiche trattative per vendere ad un fondo sovrano cinese una consistente parte del proprio debito pubblico.
Berlusconi e Tremonti hanno forse deciso di proclamare la dittatura del proletariato?
Per ora, pare non sia così.
Più semplicemente, i conti pubblici stanno sempre più irrimediabilmente colando a picco, per cui si tenta di raschiare il fondo del barile, nella speranza di fermare (finora senza risultato) l'affondamento.
Dato che ormai la situazione è, eufemisticamente parlando, disperata, qualunque ciambella di salvataggio, di qualsiasi provenienza, è bene accetta.
Ovviamente le motivazioni della potenza asiatica non sono dettate da scopi filantropici, bensì da puri calcoli di convenienza: alla Cina non conviene la fine dell'Euro.
Chiaro quindi che questa disponibilità all'acquisto dei debiti italiani dovrà essere ripagata in futuro in qualche modo.


 


Torna alla mente questo vecchio manifesto elettorale e la battuta di Grillo sul bambino cinese, che non è il figlio della coppia, ma il loro datore di lavoro.
Che anche questa volta la fantasia superi la realtà?