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mercoledì 5 febbraio 2014

MISERIA E NOBILTA'. E UN PIZZICO DI GOSSIP ( CHE NON GUASTA MAI )

Mi è capitato stamattina di guardare per una decina di minuti un programma di Rai 1 che credo si chiami Magazine di Unomattina. O almeno questo era ciò che si deduceva dalle scritte in sovraimpressione.
Il servizio che stava andando in onda era già iniziato e trattava delle persone che a causa della crisi compravano pagandoli la metà i prodotti vicini alla data di scadenza. Le loro facce non erano felici. Alcuni intervistati sembravano anche vergognarsi un pochino di essere costretti a farlo. Tutti però alla fine riconoscevano che in fondo però ciò che acquistavano non era poi tanto male. Seguiva intervista al commerciante che con sorriso bonario si beava della propria filantropia. Forse tanto filantropo non è, visto che comunque non li regala, ma comunque è sicuramente un gesto positivo. E non è poi nemmeno 'sta gran novità visto che all'estero lo fanno da anni, vendendo i prodotti al venti percento del loro valore iniziale.

Comunque, fine servizio e rientro in studio. Colpevolmente mi sono distratto per qualche secondo, perché quando il brusio del televisore ha catturato di nuovo la mia attenzione c'erano la conduttrice, la Cancellieri (non la ministra della giustizia, la giornalista) e un'altra tizia con un'inquietante pettinatura rosso fuoco. Mi aspettavo stessero commentando il servizio. Invece nel volgere di pochissimo tempo la Cancellieri con sguardo rapito e viva partecipazione stava beatificando lo sfarzo, l'eleganza e l'esclusività della collezione di Armani, mentre l'Erinni rossa piazzata al suo fianco sosteneva che tutte le donne guardano le modelle che sfilano con indosso quelle opere d'arte per carpire i migliori segreti per il proprio trucco.

Ora io non so chi abbia deciso l'ordine degli argomenti trattati. Però mi domando: possibile che quel qualcuno non si sia reso conto della provocazione insita nella sua scelta? Perché passare dal mostrare la miseria all'enfasi subitanea per lo sfarzo è una provocazione bella e buona. Almeno per me. A meno che uno o una non vestano Armani, si identificheranno di più in quelle persone che per mangiare comprano i cibi in scadenza. Dopodiché si ritrovano 'ste due tizie che con sorrisi beati ricordano di quando, poco tempo fa, erano in America ad ammirare il gusto e la classe del grande stilista. Ma come fai a non incazzarti?

E per finire, ciliegina sulla torta, terminato anche questo imprescindibile argomento, il cazzeggio totale: la nuova pettinatura di Mario Balotelli. Che abbia smesso di essere il bravo ragazzo che avevamo visto negli ultimi tempi, si chiede la giornalista?

Che caxxo me ne potrebbe fregare a me, mi chiedo io?

giovedì 3 ottobre 2013

PUNTI DI VISTA



Questo bellissimo collage l'ho ripreso da qui, in cui per inciso trovate anche un interessante grafico dell'andamento del pil italiano dal 1980 ad oggi.
Se proprio si vuole, è possibile aggiungere anche la puttanata di Letta



E, se ancora non basta, ad abundantiam, ci si può sparare anche un Saccomanni



Ci si potrebbe domandare fino a che punto uno può essere disposto a farsi prendere per il c...
... e la risposta - ovvia - sarebbe: tanto!...

Ci si potrebbe consolare pensando che noi Italiani abbiamo nel dna lo statalismo fascista ("lo stato è fonte di eticità"), per cui ciò che ci dice lo stato per bocca dei suoi rappresentanti è giusto a prescindere...
( E il fascismo ha rappresentato export d'eccellenza )...

Epperò ci si potrebbe anche domandare: se lo stato per bocca dei suoi rappresentanti (e di quelli sopra di loro) ci avesse detto fin dall'inizio "cari concittadini, abbiamo imboccato un tunnel di cui conosciamo l'inizio ma non la fine", quanti ultimi (?) sacrifici saremmo stati disposti a sopportare?

E' STATO DAVVERO UN BLUFF ?

Cosa ha ottenuto oggi Berlusconi?

Alla luce del sole, ha fatto in modo che i malpancisti del suo partito uscissero allo scoperto, sputtanandoli a tal punto che ora sono costretti ad andare fino in fondo e a fondare un gruppo autonomo. Il tutto con la fattiva collaborazione di Bondi e Brunetta che gli hanno retto il gioco (e infatti si guardano bene dal dimettersi, segno che la loro figuraccia era voluta).

Appoggia il governo per spirito di pacificazione, assicurando l'elemento puramente numerico della maggioranza e lasciando ad altri quello politico, cioè la responsabilità di tutto ciò che verrà fatto o meno da qui in avanti. In questo modo prepara il proprio martirio in caso di decadenza, andando contro i suoi stessi interessi immediati.

Sottobanco sicuramente avrà ottenuto qualcosa di inconfessabile, che però al momento rimane del tutto oscuro. Però è sicuro che un giocatore d'azzardo come lui non si sarebbe prestato a questa pantomima senza niente in cambio.

Tutti sicuri che abbia davvero perso?

sabato 28 settembre 2013

L'IMPORTANZA DI SCEGLIERE I MATERIALI QUANDO SI FABBRICA




Si racconta che un piccolo gerarca fascista grande adoratore del vate D'Annunzio volesse a tutti i costi incontrarlo per abbeverarsi alla fonte della sua saggezza.
Tanto fece e brigò che, alla fine, grazie all'opera di un comune amico,riuscì a farsi ricevere al Vittoriale dove il poeta si era autoesiliato da tempo, rifiutando ogni contatto col mondo esterno.
Il piccolo gerarca poté così finalmente coronare il suo sogno di passare un'intera giornata con uno dei personaggi che più davano lustro all'italica stirpe.
Discettando di nobili argomenti, ad un certo punto il piccolo gerarca chiese adorante cosa il vate del fascismo pensasse del glorioso regime.
Il poeta si alzò e con un cenno della mano invitò l'ospite a seguirlo.
In silenzio attraversarono una dopo l'altra le grandi stanze del Vittoriano fino a che sostarono davanti ad una piccola porticina.
D'Annunzio l'aprì e invitò lo stupefatto ospite ad entrare con lui in un piccolo gabinetto di servizio. Poi si diresse verso il water e indicando all'interno esclamò:” Con la merda, non si fabbrica”.

Sono mesi che, ogni tanto, mi veniva voglia di scrivere un post politico. Poi ci pensavo su un po' e mi dicevo che in fondo era una perdita di tempo. Anche perché la qualità dello spettacolo cui assistevo e assisto è andata via via deprimendosi. E francamente era un'eventualità che ingenuamente consideravo difficile.
Ho raggiunto un tale livello di repulsione che ultimamente sui giornali on line mi limitavo a leggere i titoli politici, saltando a pié pari il testo.
Stasera ho saputo che i ministri Pdl si sono dimessi in massa e ho fatto la cacchiata di leggere. In sostanza Tizio dà la colpa a Caio, che accusa Sempronio, che incolpa TizioCaio, che prendilasciraddoppi, che titelefonoono, che l'ivalimulatareslirpef...

Insomma, alla fine mi è tornato in mente questo aneddoto che lessi secoli or sono su un libro di cui non ricordo titolo o autore ( forse Petacco? ) e che però ha il merito di riassumere secondo me benissimo il livello politico in cui siamo e la qualità di ciò a cui assisto e - temo - mi toccherà assistere ancora.

mercoledì 18 luglio 2012

CONTRORDINE !!!

 

di Debora Billi
Crisi

Avevo letto anch’io il mirabolante elenco delle riforme di Hollande, quello che si è poi rivelato una bufala originata da Repubblica. Lo avevo visto sul blog di Modigliani, quindi tendevo a fidarmi: ma non volendo prendere in giro i lettori, contavo di farne un post che linkava tutte le fonti originali per ogni singola riforma riportata.
Mi sono risparmiata la fatica: pare non sia vero nulla o quasi. Non avrei trovato fonti, avrei perso ore dietro un sogno. Perché quelle riforme sembrano davvero appena uscite da un libro dei sogni

Continua

domenica 15 luglio 2012

VOI SIETE QUI - NOI DEL CENTRO ANZIANI "AI PINI"



Di tutte le riflessioni, le analisi, i commenti, le elucubrazioni e i retroscena sulla ricomparsa di Silvio Berlusconi ce n’è una che spiega tutto in una riga. “Lei è un militante del PdL?”, chiede il cronista a un signore cammellato in pullman a un convegno. E quello: “No, io sono del centro anziani Ai Pini”. Basta, chiuso, finito. Persino Altan non avrebbe potuto fare di meglio.

Ma poi, pensandoci, non siamo un po’ tutti del centro anziani Ai Pini? Non siamo un po’ tutti in gita con il sacchettino del pranzo, il miraggio che ci vendano qualche pentola a poco prezzo, la speranza di divagarci un po’? Sì, è così. Siamo in viaggio premio verso l’Idaho dove andiamo a tentare la bella figura con i potenti del mondo, quelli veri, quelli che hanno inventato Apple, o Microsoft, o Facebook, noi che abbiamo inventato al massimo la Fornero.

E quella volta che siamo stati caricati su un pullman per vedere la strabiliante modernità dell’Europa con la sua moneta unica e imbattibile, e siamo tornati tristi e stanchi rimirando le rovine? E quando ci hanno raccontato di uno strabiliante rilancio, Fabbrica Italia, investimenti per 20 miliardi sull’auto e poi marameo e chi si è visto si è visto? E non siamo noi, alla fine, quelli del viaggetto rigenerante nei territori del welfare 2.0 dove sì, d’accordo, un po’ meno diritti per chi ce li ha (aveva), ma sai che cuccagna poi per i precari?

E ogni volta noi del centro anziani Ai Pini ci siamo messi in fila e siamo saliti sul torpedone ebbri di speranza, incoraggiati dagli imbonitori dei grandi giornali. E ogni volta siamo tornati stanchi e assetati, spossati e delusi. Non ci hanno nemmeno venduto le pentole, ci hanno solo dato il volantino della prossima gita organizzata dalla Bce: coraggio, più flessibili e stipendi più bassi e dopo vedrete che figata!

E ora eccoci qui ad aspettare la prossima gita, la prossima fregatura concepita per il nostro bene, ci mancherebbe. Noi, noi del centro anziani Ai Pini, le vere vittime di “devastazione e saccheggio”, noi che torniamo da ogni gita con meno soldi, meno diritti, meno prospettive, meno speranze e meno giustizia.

E pure senza pentole.

FONTE

sabato 30 giugno 2012

CUI PRODEST ?



Il crollo dell'Euro provocherebbe problemi enormi alle già fragili economie di Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagne e Italia.
Ma quali sarebbero le conseguenze per la Germania? "Sarebbero catastrofiche anche per Berlino", scrive Der Spiegel, citando uno studio del ministero delle finanze tedesco.

Le previsioni sono così negative, aggiunge il settimanale, che gli esperti del ministero "hanno deciso di non rendere pubblico il documento, per paura che facesse crescere ulteriormente i costi per il salvataggio della moneta unica".

Il crollo dell'Euro, infatti, "provocherebbe la fine del miracolo economico della Germania, con il fallimento di molte banche e imprese, costrette a cancellare dai loro bilanci diversi crediti e partecipazioni in altre aziende".

Secondo lo scenario dipinto dal ministero, "durante il primo anno senza Euro il pil tedesco crollerebbe del 10 per cento e il numero dei disoccupati salirebbe sopra i cinque milioni".

A quel punto la Germania dovrebbe rinunciare per anni al pareggio di bilancio, perché le entrate fiscali calerebbero, mentre lo stato sarebbe costretto a spendere miliardi per salvare le banche e sostenere i disoccupati.

Questo articolo di Der Spiegel, tratto dalla rivista Internazionale, spiega bene i pilastri su cui oggi si basa l'Unione Europea.

Primo, si basa sul principio, per nulla solidale o democratico, che comanda il più forte. Cioè è la Germania che detta le regole, perché con il sistema attualmente in vigore è lo stato europeo che ne trae i più cospicui vantaggi.

Secondo, ci dice che, stando così le cose, la Germania si avvantaggia, a condizione che altri stati, chi più (la Grecia) chi meno (Spagna, Irlanda, Portogallo), siano in una equivalente situazione di difficoltà. Il sistema in questo modo raggiunge un livello di equilibrio: maggiori sono i vantaggi di un elemento, altrettanto grandi devono essere le difficoltà dell'altro.

E' anche chiaro che questo sistema per funzionare necessita della partecipazione di tutti gli elementi. La defezione anche di uno solo ne determinerebbe il collasso irreversibile.
Metaforicamente, stiamo parlando di una nave che sta affondando il cui capitano obbliga il resto dell'equipaggio a morire con lui.

Oggi abbiamo in Europa un concetto di spazio vitale che, a differenza di settant'anni fa, non si appoggia più sulla forza militare ma su quella economica. La Germania ha bisogno di quello spazio vitale per espandersi a discapito degli altri.

Settant'anni fa il progetto non riuscì e quando Hitler si rese conto che l'ideale nazionalsocialista era destinato a crollare, in ossequio alla teoria dell'evoluzione delle specie, diede ordine di fare della Germania un ammasso di macerie, poiché il popolo tedesco si era dimostrato debole e di conseguenza era giusto che si autoannientasse.
Oggi lo spazio vitale sta dando vistosi segni di cedimento. In quest'ottica, l'ammonimento della Merkel che se crollasse l'Euro non si potrebbero garantire altri settant'anni di pace è una ben concreta minaccia, visto da dove arriva.

martedì 26 giugno 2012

TRATTORIA EUROPA




Fiducia a tappe forzate sulla riforma del lavoro, la cosiddetta "boiata Fornero".
Monti ha radunato i partiti che sostengono la sua maggioranza e li ha pregati di non rompere le balle, perché lui deve presentarsi al prossimo summit europeo con i compitini fatti, se no lo bocciano. E lui non vuole ripetere l'anno.

E mentre B. spara le sue cacchiate, Bersani dà del folle a chi pensa di uscire dall'Euro. Ovviamente senza spiegare cosa ci sarebbe di così geniale nel non abbandonare la nave che affonda.

Intanto questa sera i ministri economici europei si incontrano a cena, dove, tra una portata e l'altra, cercheranno di trovare l'ennesima toppa per procrastinare ulteriormente l'inevitabile tracollo e la relativa resa dei conti.

E' vero che non c'è posto migliore di una bella tavolata tra amici per imbastire una discussione. Però non mi sembra molto di buon gusto il fatto che chi dovrà prendere decisioni così importanti, lo faccia sempre mentre si abboffa come un porco.

Più che vertici Europei, mi sembrano percorsi enogastronomici.

lunedì 5 dicembre 2011

CAMUSSO, MA DI CHE PARLI ? MONTI FA LA COSA GIUSTA, NON C'E' N'E' ALTRE



Non sto ironizzando né provocando. Prendo in mano l’Italia di oggi, Stato membro dell’Eurozona che usa una moneta straniera che si chiama Euro, che le viene fornita interamente da prestatori privati, senza alcun appoggio della Banca d’Italia. E in effetti questa Italia, così messa, deve, per sopravvivere, pareggiare i bilanci come minimo. Ma non solo. Deve arrivare al surplus di bilancio, cioè lo Stato dovrà tassarci molto di più di quello che ci dà come ricchezza finanziaria. Questo significa che dovremo tutti diventare più poveri, e soffrirne le orrende conseguenze sociali. Non si scappa. Monti e Draghi in questo hanno ragione, la loro ricetta non fa una grinza, è, tecnicamente parlando, un obbligo ineludibile. Anzi, è troppo tenera. E, di nuovo, non sto ironizzando.

Esiste una regola aurea in economia che stabilisce questo, e ve lo spiego in sequenza:

-       un Paese con moneta NON sovrana come siamo noi, per poter onorare gli interessi sui suoi titoli di Stato emessi (i BOT, BTP…) deve pagare un tasso d’interesse sui quei titoli non di molto superiore al tasso della sua crescita economica. Esempio: se quel Paese cresce al 2%, non può pagare tassi al 5, al 6, al 7,5 % ecc. Se no prima o poi fallisce. Noi stiamo crescendo quasi zero, e paghiamo tassi d’interesse dal 6 al 7%. Semplificando, è come se uno guadagnasse 1 soldo ma dovesse pagare un affitto di 6 soldi. Come fa?

-        L’Italia dell’Euro non sovrano deve dunque trovare la differenza (soldi) in qualche modo, se no fallisce. E dove li può trovare? Monti, che non è un impreparato, lo sa bene: deve incassare tasse al netto, tagliare la spesa pubblica, e/o generare un forte aumento dell’export. Vediamoli:

-       le tasse al netto sono prelievi da parte dello Stato sui nostri conti correnti, prelievi che devono essere superiori a ciò che lo Stato versa nei nostri conti correnti. I tagli alla spesa pubblica sono la logica conseguenza di quanto appena detto, poiché la spesa pubblica è proprio ciò che lo Stato versa nei nostri conti correnti. L’aumento dell’export è la terza mossa, che però non elimina le altre due ovviamente. Vediamola:

-       per esportare di più di quando importiamo, quindi per incassare Euro al netto, l’Italia deve produrre cose a prezzi competitivi. Per essere competitiva ha tre strade: una non esiste più, perché necessitava di moneta sovrana, che non abbiamo più; la seconda è calare il costo del lavoro in fabbrica, così che i nostri prodotti costino un po’ meno di quelli dei rivali stranieri. La terza è di, ovviamente, far sì che gli italiani desiderino meno prodotti esteri (Iphone, Audi, Chanel, Sony, benzina…), perché se noi ne vogliamo invece tanti l’Italia non riuscirà mai a esportare più di quanto importa e quindi a incassare i soldi al netto che servono per il debito. E come si fa a convincere noi italiani a voler meno cose estere? Siamo troppo viziati, l’unica è impoverirci, punto. Monti lo sa, è un esperto, e questo fa.

Riassumendo: l’Italia dell’Euro in effetti, e non ironizzo, deve trovare denaro per pagare i tassi sul suo debito, e ne deve trovare tanto, poiché la differenza fra la sua crescita economica e i tassi che paga è enorme (crescita quasi 0%, tassi quasi 7/8%). Quel denaro lo possiamo solo trovare tassandoci, tagliando la spesa pubblica, cioè impoverendo gli italiani, e impoverendo ancor di più gli stessi italiani così da ridurre le importazioni e pagare di meno gli operai, per esportare di più di quanto importiamo, e incassare la differenza. Non se ne esce. Anzi, come ho scritto nel titolo, la pura matematica ci dice che Monti è stato troppo leggero, e lui sa benissimo che dovrà essere molto più pesante nei sacrifici che ci imporrà in futuro (leggete sotto).

Non voglio dipingere, qui, lo psicopatico criminale Mario Monti come un bravo e intelligente servo dello Stato. E’ un golpista, l’ho già detto e ridetto in altri scritti. Ma tu, Susanna Camusso, devi capire che dato l’Euro, ripeto, CHE DATO L’EURO, dato il fatto che l’Italia oggi non può più onorare qualsiasi deficit semplicemente “facendosi staccare un assegno dalla propria Banca Centrale” (Wynne Godley, 1997) denominato nella sua moneta sovrana che era la Lira, dato questo orrendo arrangiamento monetario chiamato da tutti voi “la modernità” quando il tuo centrosinistra ce lo portò a Roma, non ci sono altre soluzioni cara Susanna. Monti fa l’unica cosa tecnicamente possibile, e anzi, dovrà imporre ancor più sacrifici, lacrime e sangue.

La tua, Camusso, è retorica vuota e ignorante. La cosa più vuota che il tuo vuoto scatolone affarista e mafioso chiamato CGIL abbia mai pronunciato nella sua storia. Prendi per i fondelli milioni di lavoratori facendo la scenetta dell’indignata che inorridisce di fronte all’iniqua manovra, e il tuo scatolone nazionale non dice una sola parola sull’unica reale causa di questa catastrofe d’impoverimento, che risponde al nome di Euro. Che leader che sei. Ma ditemi voi, con sindacati così chi ha bisogno dei capitalisti? Fanno tutto da soli.

Ora e di nuovo. Mi si critica perché grido “dovete studiare!, studiare!”. Guardate la Camusso. Fa pena, non sa quello che dice, né perché sta accadendo ciò che sta accadendo al lavoro italiano ed europeo. Ed è per questo motivo, replicato da tutti i suoi predecessori, che il sindacalismo di sinistra è un carrozzone perdente, fatto di perdenti umiliati ormai anche dai padroncini di provincia. Monti invece sa quello che fa con una perizia spaventosa. Terso, chirurgico, preparatissimo, avanti di cento passi da qualsiasi mossa gli altri possano fare. Perché studia. E rincresce dirlo, ma, dato l’Euro, sta facendo la cosa giusta.

Ora le brutte notizie per chi ha fegato. Ma prima una nota: immaginate quanti sindacalisti avranno letto queste righe. Immaginate quanti di loro busseranno alla porta del loro superiore per dire “la deve leggere la Camusso questa cosa qua”. Risposta: zero, nessuno.

Il fatto è che le cose però si complicheranno anche per Monti, e lui lo sa benissimo già oggi. E per due motivi: detto e premesso tutto quanto spiegato sopra, e in particolare la necessità di portare gli interessi sui titoli di Stato italiani in parità (o quasi parità) con il tasso di crescita economica, il problema che si affaccerà per Mario sarà questo: 1) l’impoverimento generale di tutta l’Italia (risparmi, investimenti, produzione) dovuto all’austerità, porterà ad una prima entrata di liquidità in cassa, ok, ma poi necessariamente a un calo della crescita economica, per forza. E allora Mario si troverà con quel maledetto coefficiente tassi d’interesse/crescita che si sballa di nuovo per via del calo del numerino relativo appunto alla crescita. 2) Lo stesso impoverimento generale causerà crollo dei redditi familiari e d’azienda, che significano però anche calo del gettito fiscale (tasse). Meno tasse significa meno soldi nelle casse di Roma per pagare il deficit. Risultato: Mario Monti si troverà con un cane che si morde la coda, e mentre da una parte darà un colpo per raddrizzare il cerchio, dall’altra il cerchio picchierà sul muro storcendosi di nuovo. E che farà a quel punto Mario? Ve lo metto per iscritto: farà quello che hanno sempre fatto tutti i robotizzati umanoidi della scuola economica Neoclassica e Neoliberista, cioè prescriverà ancor più dosi del veleno che ci starà ammazzando. Come fa Obama in USA, come fa il FMI in Estonia e in Irlanda, in Grecia, in Africa ecc.

Fino a che saremo morti. E pure lui, ma prima di quello si sarà fatto un passaggio da Nomura o alla JP Morgan per incassare una pensione multimilionaria con 3 o 4 anni di contributi (non 300 come chiede a te), tanto quanto sarà stato necessario per annientare l’Italia.

(So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete.)

giovedì 1 dicembre 2011

" QUELLI CHE VEDIAMO OGGI SONO LE CAMICIE BRUNE. LE SS DEVONO ANCORA ARRIVARE "


Nulla di quanto è scritto di seguito è Fanta Horror. Sono un giornalista con delle responsabilità, non un folle che ama spaventare la gente.

Dovete andare in Africa per sapere cosa vi aspetta. Africa sud sahariana. I pacchetti di austerità di cui oggi si parla come ‘rimedio’ alla crisi di credibilità dei nostri governi in Eurozona, furono disegnati, esattamente come si disegna un motore, 35 anni fa dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). Non si chiamavano austerità, ma Structural Adjustment Programmes (SAPs). Tagli a tutto il settore pubblico e spesa pubblica, privatizzazioni, tasse, isteria da deficit, allungamento età pensionabile, finanziarizzazione della società, ecc. Lo scopo: depredare alla morte i Paesi africani che stavano organizzando il proprio riscatto col New International Economic Order all’inizio degli anni ’70. E così fu. Non li hanno cambiati di una virgola quei programmi, solo il nome: austerità. Oggi gli esecutori di questi crimini sociali in Europa rispondono ai nomi di Ollin Rehn, Herman Von Rompuy, Draghi, Monti ecc. Essi sono le Camice Brune. Ora torniamo in Africa, perché dovete conoscere le nostre prossime SS.

Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, la prima presidente africana, ha da tempo incontrato le SS finanziarie. Sei anni fa esse hanno impugnato il debito sovrano e privato della Liberia, e oggi stanno uccidendo il Paese, letteralmente. Sono i Vulture Funds, tradotto: I Fondi degli Avvoltoi, gruppi di speculatori specializzati in recupero crediti su scala gigantesca. Ecco cosa possono fare all’Italia.

L’Italia farà default, fallirà e uscirà dall’Euro. Questo è certo nell’ordine del 99,9%. Se in un mondo magico l’Italia che torna alla lira si armasse di Modern Money Theory, programmi di piena occupazione, pieno Stato Sociale, spesa a deficit in moneta sovrana (la nuova lira), e tutte le altre misure descritte a fondo ne Il Più Grande Crimine, non avrei più ragione di scrivere oltre. Sonni tranquilli per 60 milioni di italiani. Ma è una favola. Accadrà l’esatto contrario, e quindi continuo a scrivere.

Le solite Camice Brune saranno al timone a Roma. Uno dei problemi più gravi sarà come onorare il debito bancario e privato, ovvero: i debiti delle banche italiane verso creditori esteri e italiani, e soprattutto i debiti di cittadini e aziende (mutui, prestiti ecc…) verso le banche in generale. Ci saranno frotte di creditori furiosi, da placare. In breve tempo sarà chiaro che l’Italia del default non potrà ripagare il 100% dei debiti sopra descritti. Per i creditori le strade saranno due: o ficcarsi in litigi legali per 20 anni e più, oppure vendere i propri crediti ai Vulture Funds, i Fondi degli Avvoltoi. Questo accadrà, non sappiamo in quale misura, ma accadrà, e inaugurerà l’entrata delle SS finanziarie in Italia. Per me e per voi saranno dolori veri, ma veri, vita di tutti i giorni nella pena di una povertà mai più vista dagli anni ‘50. Ecco come lavorano le SS finanziarie.

Prima cosa, le Camice Brune al governo immediatamente si piegheranno al diktat del FMI di sostenere il più possibile le richieste dei creditori. Palazzo Chigi darà il semaforo verde, nessun reale intervento di politica sovrana a difesa dei cittadini, se non misure ‘cosmetiche’. Una quota di creditori, a quel punto, venderanno il proprio credito verso di noi cittadini e aziende agli Avvoltoi, scontato del 50-70% circa. Cioè: i Vulture Funds pagheranno 30.000/50.000 euro un credito che valeva 100.000 euro. In quel momento essi diverranno i legali proprietari del debito di un italiano, di un’azienda italiana, di centinaia di migliaia di italiani e migliaia di aziende. Di seguito: agiranno come un clan di Camorristi che ha comprato il debito di un barista da un prestatore privato. Gli piomberanno addosso con ogni mezzo legale e terrorismo economico per succhiargli tutto ciò che possono, sempre però sulla base del 100% del debito. Cioè: il beneficio della resa del creditore originale, che si è accontentato di incassare solo del 30% del suo credito, non verrà trasferito al debitore.

Voi persone per bene non capite cosa significhi trovarsi debitori di un Vulture Fund, di un avvoltoio. Siete abituati al volto del vostro cassiere all’Unicredit, al Monte dei Paschi. Anche tu, imprenditore, non sai come prende allo stomaco il fiato di un SS finanziario quando lo devi ricevere nel tuo ufficio. E sarà inutile dall’interno del Lager economico Italia volgere lo sguardo al governo, ai sindacati, alle Regioni. Il debito sovrano dell’Italia del default sarà stato trasferito, con decisione del Consiglio Europeo, sotto la giurisdizione britannica o dello Stato di New York, per cui a Roma sarà la Notte dei Lunghi Coltelli, cioè il resto delle SS finanziarie del FMI, della UE dei tecnocrati alla Rompuy e Draghi, saranno impegnate a ripulire i palazzi governativi per sempre. Inutile neppure pensarci a loro.

Questo è il quadro assai probabile, vicino al certo. L’economista americano Michael Hudson ha scritto: “C’è ora il pericolo che i Vulture Funds si stabiliscano in cima alla piramide della legalità internazionale, da dove possono opprimere intere nazioni”.

Non ci credete? Liberia e Islanda, andateci, basta un volo. Lì è accaduto, ora, now. And they are bleeding.

(Lo so che svelare queste cose vi causa ancor più impotenza e disperazione. So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco. Ma il mio mestiere è raccontare ciò che vedo.)

venerdì 25 novembre 2011

MA NON ERAVAMO IN EMERGENZA ?





E' ormai passata più di una settimana da quando il governo Monti si è insediato. In tutto questo tempo non un provvedimento è stato varato. Per di più, il governo stesso non è ancora completo, dato che mancano tutti i sottosegretari.

Nel frattempo, le cose stanno velocemente precipitando. Siamo passati dal definire il tasso d'interesse dei titoli di Stato al 7% come assolutamente insostenibile per l'economia di un paese, a dire che anche se per un po' sarà così, non è certo la fine del mondo. Cosa sia cambiato nel frattempo, resta un mistero.

A questo punto, mi domando quale sia stata la necessità di far dimettere Berlusconi, fare delle consultazioni alla velocità della luce e nominare Monti, se alla fin fine anche il nuovo governo tentenna allo stesso modo del vecchio.

Se il fattore tempo era così fondamentale come tutti dicevano, allora rimane un mistero come, in una situazione che tutti definiscono d'emergenza, non venga preso in fretta alcun provvedimento, ma si perda tempo a presentare le future decisioni ovunque tranne dove queste avranno effetto.

Le ipotesi che mi vengono sono tre.

 La prima, più tradizionalista, dice che i provvedimenti saranno così "impressionanti" da non poter essere presentati in pompa magna, alla luce del sole. Meglio aspettare le vacanze di Natale, per vararle alla chetichella mentre tutti saranno a tavola a fare ginnastica con le mandibole.

La seconda, complottista, dice che si sta lasciando apposta precipitare le cose, per fare apparire le ormai famose "lacrime e sangue" come l'unico rimedio possibile.

La terza invece è quella che fa sorgere il dubbio che in realtà le decisioni non vengono prese a livello di governi nazionali, ma in ambiti sovranazionali. In questo caso, non solo non importa poi molto chi governa, ma bisognerebbe anche interrogarsi su quanto i popoli possano influire su queste decisioni. La qual cosa, potrebbe anche indurre a chiedersi se effettivamente siamo d'accordo a delegare il potere di decidere a persone che non eleggiamo, o se piuttosto non sarebbe stato più corretto chiedere prima il nostro parere.

lunedì 21 novembre 2011

OGGI NON HA SENSO. DOMANI E' IL TUO LAVORO DI OGGI


Non ha nessun senso seguire gli eventi di questo governo ora. Ciò che farà a breve è scontato. Ci aggancerà in via definitiva al velivolo che sta precipitando a spirale verso lo schianto e che si chiama Austerità, cioè meno spesa pubblica, cioè deflazione economica, cioè disoccupazione montante, cioè debito pubblico che aumenta per finanziare gli ammortizzatori sociali, cioè ancora più sfiducia dei mercati, cioè tassi sui nostri titoli che saranno sempre più alti, cioè altre chiamate per ancor più Austerità, e il giro a vite infernale ricomincia da capo. Naturalmente tutto condito in Euro, cioè The Ultimate Armageddon Currency. Poi, appunto, ci sarà lo schianto dell’Eurozona, appena prima del quale verrà espulsa la Grecia, poi noi, poi la Spagna, poi la Francia, poi la Germania, che sarà quella che spegnerà le luci prima di saltare per ultima dalla carcassa dell’aeromobile. Ok, questo è banale e scontato. Riporto, a chiusura di questa introduzione, una frase stupenda nella tragedia, trovata nel blog dell’economista americano L. Randall Wray, e che recita: “Chiunque abbia comprato dei titoli di governi dell’Eurozona è stato, nelle memorabili parole di Kenneth Boulding, o un filantropo o un idiota. Probabilmente entrambi”. Chiunque stia considerando di farlo domani… nooo, nessuno, alla fine i mercati sono sì tonti, ma non così tonti.

Ma è domani che conta. Perché già ora i grandi investitori (leggi i golpisti) si stanno attrezzando per infliggerci un destino confronto al quale la condizione economica dell’Italia di oggi sembrerà la Belle Epoque. Dimenticate oggi, dimenticate Monti, la patrimoniale, la non patrimoniale, ICI non ICI ecc. Allora, per essere semplice: quando l’Italia sarà costretta a saltare dall’aereo che precipita a spirale, dovrà sperare di poter azionare il paracadute. Ma i mercati stanno attrezzandosi per tranciarle i cavi. I consigli sull’uso del tronchese li ha illustrati la banca giapponese Nomura Holdings, a firma di Jens Nordvig. Per essere semplice:

Saltare dall’aereo = lasciare l’Euro e riprendersi la Lira.

Azionare il paracadute = poter ri-denominare il proprio debito esterno in Lire per poterlo poi negoziare coi creditori a condizioni di almeno sopravvivenza.

I mercati tranciano i cavi = stanno operando affinché la giurisdizione legale del nostro debito esterno sia spostata dall’Italia alla Gran Bretagna. Così per noi sarà impossibile ri-denominare il debito in Lire e siamo fottuti, ma fottuti come nessuno si immagina. Lo dovremo ripagare tutto in Euro, e a quel punto, con una Lira che sarà per forza svalutata a causa del panico generale, sarà come avere le casse piene di cipolle e dover pagare una Ferrari in dollari comprandoli a forza di tonnellate di cipolle. Significa che dovremo fare, con la nostra nuova Lira sovrana, il triplo dello sforzo. E questo in sé non è la vera fine del mondo. La fine del mondo sarà che il governo di allora sarà troppo ignorante, o troppo in malafede, e non adotterà mai le politiche di Spesa a Deficit Positiva che ci potrebbero salvare, parte dell’approccio della Modern Money Theory che ha salvato per esempio l’Argentina dopo il fallimento (le politiche spiegate ne Il Più Grande Crimine 2011). Nooo… figuriamoci.

Il governo di allora dirà: Austerità! E i milioni di italiani che si sono appena schiantati al suolo, verranno imbarcati a calci su un altro aereo che parte con le ali segate. E tutto ricomincerà da capo.

Ok, non deprimetevi: basta fare i cittadini ed esercitare la propria funzione sovrana, chiedendo ai politici di fare le cose come si deve. Semplice.

p.s. The Institute of International Finance, la lobby bancaria di Washington che raccoglie una quantità di squali finanziari che neppure il Pacifico potrebbe contenerli, è già attivamente al lavoro a distribuir tronchesi. Ma non ditelo in giro, se no poi Oscar Giannino gli dà dei Templari del pianeta di Monghuz, e quelli lo querelano.

venerdì 18 novembre 2011

DIECI PICCOLI INDIANI

Intervento di Nigel Farage, presidente del gruppo Europa della LIbertà e della Democrazia al Parlamento Europeo

"Eccoci qua, sull'orlo di un disastro finanziario e sociale e abbiamo oggi nella stanza le quattro persone che sarebbero dovuti essere responsabili. Abbiamo ascoltato i discorsi più ottusi e tecnocratici che abbia mai sentito. Siete tutti a negare! Secondo qualsiasi misuratore oggettivo, l'Euro è un fallimento. E chi è il responsabile? Chi è in carica di voi? La risposta è ovviamente: "Nessuno di voi, perché nessuno di voi è stato eletto. Nessuno di voi ha una legittimazione democratica per il ruolo che ricoprite in questa crisi." E in questo vuoto, seppur controvoglia, è entrata in scena Agela Merkel e viviamo ora in un'Europa dominata dalla Germania. Un'eventualità che il progetto europeo intendeva escludere. Una situazione per prevenire la quale chi ci ha preceduto ha pagato un caro prezzo in sangue. Io non voglio vivere in un un'Europa dominata dalla Germania e non lo vogliono i cittadini europei. Ma voi avete avuto un ruolo in tutto ciò. Perché quando il primo ministro Papandreou si è alzato e ha usato il termine "referendum" lei, signor Rehn lo ha descritto come una "violazione della fiducia", e i suoi amici qui si sono radunati come un branco di iene attorno a Papandreou, lo hanno fatto rimuovere e rimpiazzare con un governo-marionetta. Che spettacolo Assolutamente disgustoso è stato. E non soddisfatti, avete deciso che Berlusconi doveva andarsene. Così è stato rimosso e rimpiazzato da Monti, un ex commissario europeo, un architetto del disastro dell'Euro, un uomo che non era nemmeno membro del Parlamento.
Sta diventando come un romanzo di Agatha Christie, dove stiamo cercando di capire chi è il prossimo che sarà fatto cadere. La differenza è che noi sappiamo chi sono i cattivi. Voi tutti dovreste essere ritenuti responsabili di ciò che avete fatto. Dovreste essere tutti licenziati. E devo dire, signor Van Rompuy, 18 mesi fa quando ci siamo incontrati per la prima volta, mi ero sbagliato sul suo conto. La definii un "assassino silenzioso delle democrazie degli stati nazionali". Ora non più, lei è piuttosto chiassoso nel suo operare, non crede? Lei, un uomo non eletto, è andato in Italia e ha detto: "Questo non è il tempo per le elezioni, ma è il tempo delle azioni". Per Dio, chi le dà il diritto di dire queste cose al popolo italiano?"

domenica 13 novembre 2011

ADDIO AL DIGITALE TERRESTRE








Il primo a volere il "digitale terrestre", è stato lui, il Cavaliere...





... i suoi fedelissimi, col tempo, hanno recepito il messaggio e si sono accodati...














Adesso, Silvio si è pentito e ci dice addio...


sabato 12 novembre 2011

DALL'INTERNAZIONALE SOCIALISTA, ALL'INTERNAZIONALE LIBERISTA: UN VERO E PROPRIO GOLPE





Diciamolo chiaramente: delle dimissioni di Berlusconi nessuna forza politica italiana può arrogarsi il merito. Mai viste delle opposizioni più imbelli di quelle, scandalosamente conniventi, che ci sono state in questi anni.

Il Cavaliere è stato dimissionato solo e unicamente dai grandi potentati neoliberisti e neomercantilisti sovranazionali, che ormai lo avevano individuato come l'ostacolo da rimuovere sulla strada dell'asservimento italiano. Ora che la missione pare essere compiuta, ci aspettano sangue, sudore e lacrime.

Che la soluzione a questa crisi politica sia la nomina di Mario Monti premier, io personalmente non lo penso proprio. Ci siamo liberati, almeno per il momento, dell'incarnazione italiana del "conflitto d'interessi", per metterci in casa un conflitto più ampio, su scala internazionale: ci ritroveremo un premier che è un non disinteressato affine di quelle lobbies economiche e finanziarie che sono state alla base dell'attuale situazione. Dopo l'Internazionale Socialista, è venuto il momento dell'internazionale neoliberista.

Per di più, con il fatto di aver nominato Monti senatore a vita, il grande Napolitano ha fatto entrare vita natural durante Goldman Sachs, Bilderberg e Trilaterale dentro le nostre istituzioni. Questi ci stringono il cappio al collo e il presidente della repubblica, invece di ergersi come unico e ultimo baluardo della Costituzione e dei cittadini, gli stende il tappeto rosso e si schiera apertamente a difesa dei grandi potentati sovranazionali, che calpestano ogni giorno di più la sovranità nazionale: un golpe in piena regola, attuato mediante il tradimento della Costituzione che il presidente giura di difendere.

Adesso, ci dovremo preparare alla farsa del "governo di larghe intese": nessuno - media, opinionisti, ecc. - fa notare come queste intese siano veramente molto ristrette, altro che larghe. E' vero che andare al voto adesso vorrebbe dire farlo con una legge elettorale francamente impresentabile.
Ma è altrettanto vero che le forze politiche attualmente presenti in parlamento rappresentano solo e unicamente il fronte liberale, lasciando totalmente prive di rappresentanza tutte le altre istanze non liberali. Per tacere anche di quelle correnti di pensiero che sono addirittura contrarie alla politica filo europeista.
In pratica, stando così le cose, la scelta si restringe tra l'essere ferocemente liberisti e un liberismo leggerissimamente più annacquato: quando si dice la libertà di scelta.

P.S. Due simpatiche coincidenze per i "complottisti"

Come mai Monti è diventato senatore a vita in concomitanza con l'arrivo degli osservatori finanziari dell'Europa?

Cosa mai si saranno detti oggi il presidente del consiglio "in pectore" e il capo della Bce Mario Draghi?

CARNE DA PESCECANI ( VOI )



La scoperta è di quelle agghiaccianti, e ci arrivo fra un attimo. Ma il senso di disperazione di chi scrive è che non so più a chi appellarmi. Questo colpo di Stato finanziario in Europa sta vomitando orrori su orrori man mano che gli si scava all’interno. Il mio lavoro è di scoprire e rendere pubblico ciò che scopro, ma per chi? Chi ha la determinazione di agire? Non voi, non i politici, non i sindacati, non la Chiesa. Chi allora? Chi? Ora la scoperta.


I greci sono spacciati, non possiamo far più nulla. Dobbiamo lasciarli andare e vederli morire, come fossimo i pochi che sono riusciti a salire sull’ultima scialuppa rimasta e che devono rassegnarsi ad abbandonare gli altri naufraghi ai pescecani che li stanno già dilaniando. Lo so, è orrendo allontanarsi mentre quelli urlano da non poter sopportare. Non abbiamo scelta. I criminali dall’Unione Europea, leggi i financialnazisti tedeschi e i financialVichy francesi, hanno firmato la condanna a morte dei greci nel summit europeo del 26 ottobre, dove all’insaputa della stampa e delle televisioni la seguente clausola è stata imposta di forza ad Atene:

La giurisdizione legale sui titoli di Stato greci ancora in circolazione (cioè non ripagati) passa dalla sovranità greca a quella inglese.

Traduco: la Grecia non è più padrona del proprio debito, che da ora è gestito legalmente dalla Corona britannica sotto leggi britanniche.

Conseguenze: Primo, la Grecia può essere ora trascinata in tribunale dai suoi creditori senza poter esercitare uno straccio di difesa sovrana con le proprie leggi. Parlamento e giustizia greci valgono ormai meno di nulla. Secondo, la Grecia in questo modo non potrà più rinegoziare il proprio debito per salvare la nazione. Non lo potrà fare né in Euro, né in Dracme (cioè proporre ai creditori di accontentarsi di rimborsi inferiori in Euro o di rimborsi in Dracme). Infatti non è più legalmente proprietaria del suo debito, e verrebbe massacrata dai creditori che per farlo userebbero le leggi di un altro Paese (notoriamente e sfacciatamente pro-business). Ma questo significa soprattutto che NON PUO’ PIU’ ABBANDONARE L’EUROZONA, perché la condizione essenziale del default sovrano è di poter poi dire al mondo intero: “Rinegozio il MIO debito alle MIE condizioni e con la MIA moneta”. L’hanno chiusa dentro a chiave, hanno buttato la chiave, e lì deve morire. Fermi: parliamo di sofferenze vere, gente vera, oggi, e destini troncati. Crimini contro l'umanità.

La cosa che fa urlare di furia è anche che fra l’altro questa condanna a morte gli è stata imposta in cambio di un pacchetto di aiuti che sono proprio ciò che ne torturerà l’economia lentamente fino al decesso, perché sono le… famose misure di austerità che sono oggi piombate anche qui da noi. I greci sono perduti.

Mi rimane solo una magrissima speranza: che il sadismo franco-tedesco, dopo aver macellato milioni di famiglie greche, irlandesi, portoghesi e italiane, inizi a divorare se stesso, collassando anche la scialuppa dove troneggiano Francia e Germania, che forse comincinano già ora a rendersene conto.

E rimaniamo noi. Cioè voi, perché io la mia parte la faccio. Lavoro gratis per queste battaglie, rischio il vilipendio del Capo dello Stato un giorno sì e uno no, rischio le querele che mi portano via la casa, rischio i manganelli quando vado a urlare a Prodi “delinquente” in pubblico, rischio un bossolo in una busta di carta nella buca delle lettere, certo, perché questi non scherzano, e poi  ho perso reddito, fama, e ciò che amavo fare nella vita, cioè le inchieste in giro per il mondo. Ma voi. Voi su quella scialuppa, ancora interi, adulti vaccinati, che messi di fronte alla fine dei vostri figli in un’Italia kosovizzata state lì inermi, laureati, diplomati, occupati, macchinati, Ipaddati, bravi a tirare scapaccioni ai vostri bambini, ma lì imbelli di fronte al Potere e solo capaci di scrivere a me “Dott. Barnard, ma cosa possiamo fare?”. Cosa potete fare? Siate uomini! Siate donne! E se non sapete difendervi per sopravvivere allora schiattate. Vergognatevi. Carne da pescecani.

(e smettete di scrivermi)

venerdì 11 novembre 2011

COSA ACCADE ORA E COME REAGIRE




Il colpo di Stato si compone della fase scardinante e del regime successivo. Di norma la prima implica un attacco frontale alla democrazia che spaventa e sconquassa, i blindati nelle strade e le bombe sui palazzi di governo. Nel caso del colpo di Stato finanziario che ha oggi terminato la democrazia italiana post bellica, l’equivalente sono stati l’attacco dei mercati e le bombe in termini di titoli italiani sganciati a tappeto in una vendita furiosa. La seconda fase è quella che segue, il regime vero e proprio. Le cose si calmano in apparenza, ma i golpisti sono nel palazzo e iniziano le razzie e i crimini contro i diritti umani. Nel caso del colpo di Stato finanziario che ha oggi terminato la democrazia italiana post bellica, l’equivalente saranno la demolizione della ricchezza pubblica (residua) da trasferire alle elite, dei diritti del lavoro per il beneficio di chi vuole pagare un italiano come un cinese, e dell’economia stessa, poiché tali politiche possono solo soffocare la Aggregate Demand che è vitale per qualsiasi sistema economico. Saranno 40 anni di sofferenza sociali indescrivibili per milioni di noi, che non inizieranno a mordere giovedì prossimo, ma neppure tanto in là. Mario Monti, golpista criminale al soldo di e contiguo con Goldman Sachs, la Coca Cola Company, il Bilderberg e  le lobby finanziarie europee, è già al timone. Napolitano, che non chiamo Presidente perché è un lurido traditore della patria, ha steso il tappeto rosso.
Perdonate se non entro nei dettagli del saccheggio prossimo, leggete il Più Grande Crimine 2011, è tutto spiegato.
Ora, sul cosa fare ci sono tre strade. Ma nessuno le percorrerà. Voi che leggete, e in generale tutti i cosiddetti impegnati, non avete più alcun attributo maschile funzionante, siete drogati di pc e del tutto inutili, patetici inutili chiacchieroni online. In politica, e lo so da fonti interne ad essa, non ci capiscono un tubo di questo colpo di Stato, manco sanno di cosa si parla. Inutili anche loro. *
* (Bossi credo sappia tutto, ma scommette sulla sua Padania come neo-lander tedesco che vivrà ricco e felice nel mezzo di Calcutta. Sbaglia tutto, non ha capito che i tedeschi sono nazisti nel DNA, infatti è la terza volta in 100 anni che tentano di distruggere noi ‘untermenschen’ d’Europa: prima e seconda guerra, e con la loro BCE che non fa il suo lavoro. Bossi, sei scemo, fammi togliere sta soddisfazione, ma voi leghisti… ma proprio coglioni stellari a credergli)
Le soluzioni.
1) La BCE fa il suo lavoro. Per placare il panico dei mercati - dovuto solo al fatto che sanno che il nostro debito pubblico è pagabile in Euro, cioè una moneta che noi non possiamo emettere per cui non possiamo garantire di pagare puntuali i nostri titoli di Stato – la BCE può fare il suo lavoro, che dovrebbe essere di comprare tutti i titoli di Stato di qualsiasi Stato dell’Eurozona in difficoltà, e senza limiti di acquisto. Come è noto, se i titoli di Stato vengono acquistati in massa, il loro valore aumenta e i tassi che il Paese che li ha emessi deve pagare su di essi calano (e per quel Paese è un bene). Ok, in questo momento l’Italia emette titoli di Stato, e lo deve fare per trovare sti maledetti Euro per pagare le sue spese (visto che non lo può emettere). Oggi l’Italia paga interessi su questi titoli a livelli usurai e questo la strangola, e inoltre la sospinge in un circolo vizioso orrendo, dove più paga interessi e più la sfiduciano e più la sfiduciano e più paga interessi, e daccapo. Ok. La BCE compra in massa titoli italiani (ma lo stesso con Grecia, Portogallo e Irlanda) e questo fa calare gli interessi, l’Italia respira. I mercati si tranquillizzano, poiché se la BCE fa questo, loro sanno che in caso di difficoltà sarà la BCE a comprargli i titoli italiani che hanno in tasca, non ci perderanno, e quindi si calmano ancora di più. Se si calmano, toneranno a prestarci i soldi a interessi decenti. Domanda: può la BCE fare questo? Ci dicono che è vietato dai Trattati europei come il Lisbona. Risposta: i trattati sono ambigui su questo, ma alla fine una decisione politica può sbloccare tutto, basta che la prendano. Domanda: la BCE ha i soldi per fare questo? Risposta: la BCE può inventarsi tutti gli Euro del mondo e di quell’altro mondo pure, non ha limiti e può comprare tutti i titoli di questo mondo e di quell’altro, a patto che siano in Euro. Questo fa, per esempio, la FED (banca centrale) americana, che si è inventata 27 trilioni di dollari (avete un’idea di quanti siano?) dal nulla 4 anni fa e ha comprato titoli americani tossici senza fine. Inflazione in USA oggi? Microscopica, nessun problema. Domanda: perché la BCE, allora, non ci salva in questo modo? Risposta: perché è dominata dalla Germania, e se ci salva il progetto neonazi di dominarci come ‘untermenschen’ salta. Sto esagerando i toni? No. Hai le prove? Sì. Theo Weigel, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato di aver voluto l’Euro in questo modo e senza salvaguardie per nessuno. Draghi e gli altri criminali tecnocrati europei, ma anche Prodi e compagnia, sanno tutto e hanno partecipato. Draghi che oggi sta al timone della BCE ha già detto No!, la BCE non salva nessuno. Gradirei che Carla Del Ponte annotasse, per il prossimo processo all’Aja contro questi assassini per crimini contro l’umanità.
Detto questo, va annotato che la soluzione appena accennata sopra non risolve il problema centrale di questa tragedia, cioè l’esistenza dell’Euro non sovrano per alcuno Stato che lo usa. Per cui rimarrebbe inalterata la maledizione dei Tesori dell’Eurozona che devono prendere in prestito ogni singolo Euro che spendono per noi e per altri. Quindi la soluzione sopraccitata è da considerarsi come una soluzione d’emergenza per fermare l’emorragia, una specie di rianimazione, ma non la cura.
2) Creare gli Stati Uniti d’Europa. Questo invece curerebbe il male principale, ma poi ne introduce un altro tale e quale. Per rendere l’Euro sovrano, per far sì che i mercati sappiano che l’Eurozona ha Ability to Pay (vedi sopra), e per far sì che si spezzi la dipendenza dai prestiti dei privati per poter acquisire la nostra moneta, si crea un governo centrale d’Europa con un ministero del Tesoro centrale che lavora con la BCE come fa Washington con la FED. A quel punto ok, l’Euro sarà sovrano di questi Stati Uniti d’Europa e gli Euro saranno creati dal governo centrale senza prenderli in prestito da nessuno. Naturalmente quelli che oggi sono gli Stati come Italia, Olanda, Germania ecc., cioè teoricamente separati e indipendenti, diventeranno Stati federali come la California, il Missouri, la Florida ecc. Qual è il problema? Bè, primo che voglio vedere se ce la facciamo culturalmente dopo secoli a dissolverci in un unico Stato e a obbedire tutti al suo governo a Bruxelles. Ne dubito. Poi, e soprattutto, dato che questa sarebbe proprio la definitiva perdita di qualsiasi sovranità degli Stati membri (ancor più di ora), cosa succede se al governo centrale europeo comandano le elite criminali della finanza come accade oggi con Obama-Sachs negli USA? (Obama è controllato da Wall Street che se lo comprò in campagna elettorale, come dimostrai allora) E c’è da dire che se giudichiamo dal precedente che abbiamo, cioè il nostro governo europeo ‘di fatto’ che è la Commissione di Bruxelles, interamente in mano alle lobby finanziarie come ERT, BE, Lotis, TABD ecc., non c’è da stare tranquilli. Sarebbe una catastrofe, perché come ho sempre detto avere una moneta sovrana è indispensabile, ma se poi il governo non la spende a deficit per tutelare noi persone (modello MMT), siamo punto daccapo. C’è da scommettere con certezza che un governo degli Stati Uniti d’Europa oggi farebbe esattamente quello che fanno, o fecero, a Washington, cioè: spendere a deficit solo per salvare il c…  alle banche, ma non un centesimo per la gente; oppure seguire l’isteria contro il deficit e tassare i cittadini più di quanto spendono per loro per pareggiare i bilanci (modello Clinton), cioè disastro di impoverimento generale. No, questa opzione 2) non mi convince.
3) Abbandonare l’Eurozona, tornare alla Lira sovrana. Ok, l’Italia dice “Ciao a tutti me ne vado, e l’ultimo che esce da sta stanza mefitica spenga la luce”. Significa rompere drammaticamente con gli obblighi italiani ratificati col Trattato di Lisbona e altri. Significa fare un default in Euro. Senza dubbio questo è drammatico. Avete presente l’Argentina del default? Ecco. Però un attimo, continuo. Di sicuro questo comporterebbe il collasso istantaneo della capacità dell’Italia di ottenere prestiti in Euro, comporta il fatto che il nostro debito viene convertito in nuove Lire, che proprio a causa del terremoto default varranno molto poco, per cui il debito in termini di numeri si gonfierà come un pallone. Poi la Germania di certo tenterà di scatenarci addosso ricatti commerciali, con ritiro d’investimenti da parte di molti ecc. Di certo sarà durissima rinegoziare tanti crediti privati dicendogli pari pari “Sorry, non ce n’è più, o accettate la metà, un  terzo, di quello che vi dobbiamo, o ciccia”. Le  banche italiane dovranno subire terremoti, di sicuro, e si trascineranno dietro quelle europee. Noi italiani dovremmo prepararci per un periodo di vacche molto, molto magre. Ma poi… Indovinate cosa?
Bè, sentite, i mercati non sono scemi né ideologici, e sono a-morali, nel senso che chiunque tu sia o qualsiasi cosa tu abbia fatto, se gli fai far soldi ti amano. Ok, i mercati capiranno nel giro di molto poco che l’Italia ha ora la sua moneta sovrana, e che quindi ha recuperato la fondamentale Ability to Pay, cioè possiamo garantire di pagare puntuali i nostri titoli di Stato senza problemi. Il debito gonfiato come un pallone non conta più se noi possiamo sempre onorarlo. Poi i creditori alla fine diranno: “Ok, meglio incassare qualcosa piuttosto che nulla”, è già successo molte volte ed è in fondo la regola del Libero Mercato, rischi e magari perdi tutto, pace. Ma gli stessi creditori sanno che in futuro, con la nostra recuperata moneta sovrana, questo rischio non ci sarà più, e possono recuperare investendo nelle nuove Lire che saranno di certo onorate. Quindi i tassi sulle nuove emissioni di titoli italiani cominceranno a scendere, e scendere e scendere, non immaginate quanto. Poi: i mercati sanno anche che questo Bel Paese che ha recuperato la sua Ability to Pay ha anche una ricchezza invidiabile, è moderno, ha aziende brillanti, ha banche meno decotte di tutte le altre europee, ha un risparmio privato immenso, sa produrre a livelli tedeschi se vuole. Interessante. Poi il nuovo governo italiano della nuova Lira può applicare, spendendo a deficit la sua moneta emessa dal nulla, il piano di Piena Occupazione della Modern Money Theory School of  Economics (MMT), che porta al lavoro tutti i disoccupati, e questo aumenta la nostra produttività. Sempre spendendo a deficit, lo Stato delle nuove Lire può offrire pieno Stato Sociale, può fare investimenti in infrastruttura e modernizzazione, e questo sarà denaro che ritorna nelle riserve delle banche bastonate, che si rizzeranno. Le due cose appena dette aumentano la nostra attrattiva per gli investitori, che pensano “Umm, interessante questo ricco Paese rinnovato, investiamo, e compriamo titoli, questa volta può pagare puntuale”. Risultato: quello che è successo in Argentina dopo il catastrofico default. Hanno recuperato moneta sovrana, hanno mandato affanc… gli USA e il Fondo Monetario Internazionale, hanno applicato la MMT all’occupazione nazionale e all’economia, e sono schizzati in 3 anni da un livello africano a uno dei Paesi più in crescita del mondo. Ed erano l’Argentina, con tutto il rispetto. Immaginate noi.

p.s. Mi hanno scritto pregandomi di non aggredire verbalmente i miei lettori ‘inutili’, perché vanno più delicatamente aiutati a prendere il coraggio di mollare il pc per imparare ad agire. Ok, basta parole dure per voi. Mi armo della vanga di mio zio che ha fatto la linea Gotica e vi prendo a badilate in faccia, senza dire una parola, promesso. Piantatela di scrivermi, almeno.

sabato 5 novembre 2011

DAI FATTI SUOI, AI FATTI LORO





Berlusconi ormai non ce la fa più. Chiuso nel suo bunker, sta facendo la conta di quanti gli sono ancora fedeli e dei traditori che, in vista del crollo finale, si stanno riposizionando con la "resistenza" per rifarsi una verginità e garantirsi un posticino nel nuovo che verrà.

Ormai tutto il mondo gli sta dicendo chiaramente che è ora che se ne vada. Borse, media, ministri e consiglieri, opinionisti: tutti lo invitano a "fare un passo indietro". Tutti, meno quelli che dovrebbero, cioè la sua finta opposizione, impegnata in meschini calcoli di piccola politica: chi vorrebbe dargli subito il colpo di grazia per entrare in una maggioranza senza lui al governo; e chi, invece, lo vorrebbe lasciare a bagnomaria, per non doversi ritrovare poi col cerino in mano a gestire le "riforme" più impopolari che la Storia ricordi.

Non è certo un caso che nessun partito abbia ancora proposto un suo esponente per la guida di un nuovo governo: segno evidente che nessuno vuole occupare una poltrona che scotta davvero tanto. Meglio quindi un esterno, il solito "tecnico" dei momenti difficili, da appoggiare senza sporcarsi troppo le mani mentre saranno varati quei provvedimenti definiti necessari sebbene largamente impopolari.

Sembra quindi che si sia finalmente giunti al tanto atteso giorno in cui un imprenditore prestato alla politica per farsi i fatti suoi verrà disarcionato: in tanti, me compreso, abbiamo atteso quel giorno, sicuri che poi sarebbe sorto un periodo migliore per tutti. Finalmente, avremmo potuto scegliere qualcuno che non si facesse i fatti propri, ma i nostri.

Devo dire che il calcolo si è rivelato totalmente errato: al posto di uno che tutela i suoi affari, unitamente al piccolo potere dei suoi masnadieri, ci ritroveremo a breve qualcuno messo lì per tutelare gli interessi dei grandi poteri internazionali e per attuare quelle "riforme" che sono esattamente tutto ciò che non deve essere fatto per tutelare noi cittadini, cioè i fatti nostri.

Noi abbiamo bisigno di case, trasporti, sanità, lavoro, diritti ecc. ( di benessere ), mentre loro parlano di banche, economia, liberalizzazioni, licenziamenti, flessibilità ( riforme strutturali ): una zona dell'Europa "alla cinese", competitiva per le esportazioni, ma con un tenore di vita che forse non si avvicina neppure al tanto vituperato Medio Evo.

Passeremo da uno che si fa i fatti suoi a quelli che si faranno i fatti Loro, senza transitare dai nostri.
Ancora una volta, grideremo "RIDATECI IL PUZZONE!"

venerdì 4 novembre 2011

TUTTI AL RISTORANTE !



Se, come dice Berlusconi, in Italia la crisi non c'è perché i ristoranti sono pieni, allora il Fmi è davvero un'organizzazione dedita alla certificazione dei bilanci statali.


Fino a ieri, Silvio grondava sangue perché la crisi era improvvisamente arrivata, nonostante per lui non ci fosse mai stata, dato che eravamo un paese di proprietari di case e che buttavamo via i soldi per comprare gli ultimi modelli di telefonini. Ma si sa che con la pancia piena si vedono le cose da un altro punto di vista...


Se, però, anche con i ristoranti pieni, la crisi c'è comunque, allora il Fmi è l'organizzazione internazionale i cui compiti e i cui "successi" sono ben descritti in questo articolo. Una sorta di usuraio su scala planetaria che, ovunque sia apparso, ha avuto lo stesso effetto di un'apocalisse: dove passa non cresce più neppure l'erba, almeno per la maggioranza di quanti hanno la sventura di vivere lì; per alcuni, pochi, invece, il suo arrivo è come la manna dal cielo.


Dato che questa organizzazione sta arrivando qui da noi, forse sarà davvero il caso di andare tutti al ristorante: per consumare l'ultimo pasto.


Vista la ressa che c'è, è consigliabile prenotare.