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martedì 2 aprile 2013

SIAMO ANCORA UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA ?

Ricapitoliamo. Un anno fa Napolitano in piena tempesta economica nomina Monti senatore a vita. Due giorni dopo il governo legittimamente ancora in carica si dimette senza aver ricevuto alcun voto di sfiducia dal parlamento, caso unico nella storia repubblicana.

Viene varato un governo tecnico affidato al neosenatore Monti che in un anno presenta e fa approvare una serie di provvedimenti che nessun governo politico si sarebbe mai sognato di varare, pena il proprio suicidio. Fatto sta che quelle leggi passano con il voto delle principali forze politiche, che già profondamente in crisi a questo punto si scavano la fossa. Chiaro che il M5S diventi in questo modo un fiume in piena.

Dopo un anno di governo tecnico che si rivela un male nemmeno tanto necessario, Berlusconi decide di staccare la spina dimostrando ancora una volta di essere un grande giocatore sul tavolo della politica. Perché lascia col cerino in mano Bersani e il PD, che così rimangono gli unici veri complici dei tecnici, assieme a Casini e Fini che - unico elemento positivo di tutta la faccenda - oggi ne hanno finalmente pagato le conseguenze.

C'è chi sostiene che Napolitano sbagliò già allora a non sciogliere le camere. Può anche essere stato uno sbaglio, ma ho il sospetto che la scelta sia stata dettata più da calcoli di geopolitica.

Comunque, con un anno di ritardo finalmente si vota. Con una legge elettorale ad personam che è studiata apposta affinché B. vinca o non perda. In più studiata per un sistema bipolare, mai esistito in Italia, checché ne dicano i grandi politologi. E' evidente che con una legge così, se s'inserisce un terzo elemento va tutto a catafascio. E infatti esce una camera con una maggioranza antidemocraticamente nettissima (cioè il Partito Democratico alla camera ha una maggioranza non democratica) e un senato con una maggioranza chiara ma non sufficiente.

E qui le cose cominciano a ingarbugliarsi. Napolitano dà l'incarico a Bersani, ma non un incarico pieno. In una situazione del genere conferire un incarico esplorativo significa togliere autorità all'incaricato. Aldilà del gioco di parole, possibile che Napolitano non ci abbia pensato? Comunque Bersani ci prova lo stesso e ovviamente fallisce. Forse sarebbe stato meglio mandarlo alle camere e farlo sfiduciare lì. Ma a quel punto anche Napolitano avrebbe avuto l'unica alternativa di dimettersi, cosa che evidentemente non ha mai pensato di fare.

Comunque, bruciato Bersani, il presidente fa un tentativo in prima persona. Uno strano tentativo, visto che non si comprende come possa riuscirci lui, a meno che la sua autorità istituzionale o certi suoi argomenti siano più convincenti. Comunque non ce la fa. E si inventa, anche qui caso unico nella storia repubblicana, due comitati di saggi che a loro volta tentino laddove gli altri hanno fallito. Ma se non ce l'ha fatta Bersani che ha la maggioranza, nè Napolitano che è il presidente della repubblica, come ci possono riuscire Violante e Quagliariello?

Per ora abbiamo un partito di maggioranza senza funzioni di maggioranza, un parlamento esautorato del suo ruolo, un governo dimesso ancora in carica e un superparlamento di saggi nominati e non eletti che non si capisce bene cosa debba fare, nè perché. E si badi bene un governo che è morto tecnico ed è risorto politico, visto che Monti ha attivamente fatto campagna elettorale.

Possiamo ancora definirci una repubblica democratica?

domenica 31 marzo 2013

C'E' CHI PUO' E CHI NON PUO'. IO PUO'

E' da un mese che ho annullato il mio voto e ogni giorno che passa mi convinco sempre più di aver fatto bene. Non perché in questo modo io abbia fatto chissà quale nobile gesto, ma perché almeno mi rimane l'amara consolazione di non aver dato il mio modestissimo contributo allo schifo cui si assiste. E non essendo complice, ho piena libertà di critica.

Posso prendermela con Napolitano che stiracchia la Costituzione un'altra volta. Prima ha accettato che un governo legittimamente eletto si dimettesse senza essere stato sfiduciato (caso unico in Europa dal dopoguerra ad oggi), inventandosi con Monti una nuova figura di "dictator" romano: e, infatti, come nell'antichità il suo governo ha fatto passare con la scusa dell'emergenza leggi aberranti di cui pagheremo le conseguenze nei lunghi anni a venire. E potrei anche avercela un po' con l'orda di faciloni che erano convinti che via il Papi bastasse un professore bocconiano senza pubblicazioni e più educato per tornare tutti a star bene. A dimostrazione che B. sarà anche un demone, ma di sicuro non è il diavolo in persona come veniva dipinto dai suoi avversari.

E a proposito di avversari, posso anche gioire un pochino che il liberal-radical-chic Partito Democratico non sia riuscito a vincere con questa antidemocratica legge elettorale, per cui chi arriva primo prendendo neanche un terzo dei voti si cucca il cinquantacinque per cento dei seggi della camera: se quella di De Gasperi era una legge-truffa, per questa non c'è definizione.
Mi dispiace un po' per Bersani che si preoccupava di smacchiare giaguari, creare un liberismo più equo - contraddizione in termini -, lottare contro l'evasione fiscale e fare le grandi riforme. Quando si è accorto di aver toppato ha cercato di metterci una toppa, ma era troppo tardi.

Posso godermi Berlusconi che ormai è chiaro che è eterno perché, anche grazie ad una legge elettorale ad personam, o vince e piglia tutto il cucuzzaro, oppure perde pareggiando (e che nessuno dica più che Calderoli non sa fare bene le porcate).

Posso guardare con commiserazione tutti quelli che hanno votato M5S pensando che fossero chissà che cosa e adesso che i grillini si stanno rivelando in tutta la loro magnificenza, mi diverte un po' vederli arrabbiati e delusi per aver buttato via il loro voto.

Ma soprattutto, mi posso finalmente godere - preoccupandomi al contempo - gli eletti Pentastelluti, che sono meglio di un grande fratello, un talkshow, una soap, un reality, un serial tutti insieme. Questa accozzaglia general-qualunquista che dice una cosa poi la smentisce Grillo e allora negano di averla detta, sostenendo che si è messa in moto la macchina del fango. Che prendono in giro Napolitano che non s'addormenta e poi dormono loro in senato. Che parlano di fascismo buono e di fascismo cattivo. Che voteranno le proposte di legge che fanno parte del loro programma, ma che poi non presentano proposte di legge - mentre i partiti corrotti e bastardi in pochi giorni ne hanno buttate lì 500 - perché sono alla ricerca di qualcuno che insegni loro a scriverle (ma non erano tutti laureati?). Che insomma fanno solo un gran casino, e per farlo si sono dimezzati lo stipendio (e a seconda dei punti di vista, almeno costano meno, oppure troppo per quello che fanno). Che se uno avesse voglia ci potrebbe scrivere interi volumi: per ora mi limito a segnalare questo (sotto)blog che cerca di starci dietro.

Quanto a me, mentre guardo 'sto circo e mi preoccupo per il domani, aspetto che mi diano le uniche due cose che devono fare subito: meno tasse e il mio reddito di cittadinanza. E visto che il qualunquismo ormai dilaga, me ne frego di chi sarà a darmele.

mercoledì 27 febbraio 2013

PICCOLI APPUNTI SU UN GRANDE DISASTRO. IL PD, RENZI E LE CHIACCHIERE DA BAR



Dunque. Piccola riflessione sul disastro. E soprattutto piccola riflessione sul Pd, che ha vinto le elezioni perdendo le elezioni, cose già dette…
E partenza, guarda un po’, da una frase di Matteo Renzi (oggi su La Stampa). Dichiarazione degna di nota, perché pare che il nuovo tormentone tafazzista italiano sia dire “Ah, se ci fosse stato Renzi!” (cosa che dicono, si badi bene, soprattutto elettori di Berlusconi che hanno copiosamente – anche se meno che in passato – votato Berlusconi).
Dunque la frase di Renzi recita: “Il nostro compito era snidare gli elettori del centrodestra…”. Ecco. L’astuto disegno era presentarsi chiedendo voti ad elettori di destra, magari con Ichino a fianco e con l’agenda Monti sotto il braccio. Ichino e agenda Monti che – all’apparir del vero – non sono andati lontano, anzi, in termini strettamente tecnici si può dire che abbiano preso una discreta facciata.
Le primarie del Pd, tra l’altro, hanno portato a candidature interessanti (giovani e donne, amministratori onesti, più che altro orientati a sinistra). Poi, con il listino bloccato, si è provveduto al solito disastro. Casi come quello di Enrico Letta paracadutato nelle Marche, per dire (dove il Pd ha perso la sua storica supremazia, anche grazie ad anni di governo con l’Udc), oppure la candidatura di “cattolici problematici” (Emma Fattorini nel Lazio) hanno riproposto il vecchio schema, di un Pd alla caccia del voto centrista, cattolico, liberista, montiano, ecc. ecc

FONTE

martedì 26 febbraio 2013

CHI HA VINTO ?



Quando ormai i risultati di queste elezioni sono praticamente definitivi, si può cominciare a ragionarci su.

Chi ha vinto?

Non gli astenuti, che comunque si pongono come primo partito nazionale, con un sensibile aumento dei propri aderenti. Loro però non possono vincere mai perché troppo eterogenei, perché chi si astiene rinuncia a partecipare e perché all'oligopolio finanziario mondiale fa sempre piacere che il "popolo" rinunci a partecipare.

Non il PD, che vede clamorosamente fallire la sua proposta politica con cui cercava di sedurre l'elettorato moderato. Forse se si fossero rivolti un po' più a sinistra avrebbero potuto cogliere qualche soddisfazione maggiore. E' lì che si trova un bacino di elettori in disperata attesa di una casa comune che li accolga. Ma finché si consentiranno follie tipo quelle renziane, l'ultimo partito vero rimastoci continuerà a cercare dalla parte sbagliata. E a proposito di Renzi è la dimostrazione lampante che non sempre "giovane è meglio".

SEL riporta una piccolissima vittoria di Pirro. E' solo grazie a Vendola che Bersani vince alla Camera. Certo, potrebbe anche tentare di rivendicare questo merito, ma i numeri sono veramente microscopici. I Democratici avrebbero buon gioco nel far notare al povero Nichi che senza di loro lui sarebbe rimasto fuori da Montecitorio.

Rivoluzione Civile... non pervenuta. L'ennesimo tentativo della sinistra radicale di evitare di prendere atto che è morta e che forse occorreva già da qualche anno ripensare al proprio ruolo e alla propria funzione nella società è fallito miseramente. I suoi dirigenti attuali sicuramente non saranno in grado di farlo e non sembra che ci sia qualcuno che possa o voglia sostituirli. Ed è triste - oltreché grave - che a sinistra ci siano elettori, ma latitino completamente persone in grado di farsi eleggere.
Ingroia si è dimostrato un fuoco fatuo. Ha spiegato la sconfitta dicendo che la colpa è del PD, che non ha voluto costruire un'alleanza. A parte il fatto che forse Bersani non aveva tutti i torti dal suo punto di vista, quello che manca in questa spiegazione è un'analisi dei propri errori.

Monti e la sua cricca "Luigi XVI" hanno avuto la giusta ricompensa per i servigi resi alla nazione. Servigi che se tutto va bene richiederanno anni per essere neutralizzati. Personalmente troverei corretto da parte sua che rinunciasse anche alla carica di senatore a vita, visto che aveva già rinunciato all'aspetto onorifico della nomina senatoriale per "salire" in politica. Comunque considero una bella vittoria l'uscita di Fini.

Berlusconi ha sicuramente vinto. Io lo davo per morto, ma prendo atto che il suo fascino funziona "a prescindere". Forse ha giocato a suo favore il fatto che in questa campagna elettorale sia stato uno dei pochissimi ad aver detto chiaramente alcune cose che avrebbe fatto, tipo la restituzione dell'IMU. Che poi fossero balle o meno, è stato l'unico che tra fumose promesse di abbassare le tasse senza dire quali e come, ha spiegato quale e come.

Per il M5S è un trionfo. Volenti o nolenti adesso tutti dovranno tenerne conto. Da un lato la sua affermazione è un pugno in piena faccia alla politica, che ora o sarà in grado di riformarsi radicalmente, oppure sarà destinata a soccombere. E' anche vero però - almeno per me - che è un movimento qualunquista totalmente privo di capacità di governo. Occorrerà aspettare qualche tempo prima di poter esprimere un giudizio definitivo. Penso che adesso o il movimento sarà in grado di maturare politicamente - e ho più di un dubbio - oppure sarà destinato ad esaurirsi naturalmente.

Per quanto riguarda me, non so dire se ho vinto, perso o pareggiato. Sono andato a votare perché non voglio astenermi e ho votato Pippo al senato, Pluto alla camera e non posso ancora parlare delle regionali.

giovedì 31 gennaio 2013

PROF MONTI, MR. HYDE E ALTRE METAMORFOSI



Scegliete voi: o qualcuno ha sciolto dell’acido negli acquedotti, oppure è in corso la campagna elettorale. Attenzione. Il fatto che sia in corso una campagna elettorale, non esclude per niente che scorra Lsd dai rubinetti: il combinato disposto delle due cose risulta, in effetti, micidiale. E però non si spiegano altrimenti alcuni spettacoli improvvisati sul proscenio della vita politica. La storia del professor Monti e di mister Hyde è abbastanza rivelatrice e non si può spiegare che con una misteriosa pozione. Egli, dopo aver aumentato ogni tipo di tassa possibile e immaginabile, si ritrova a dare l’assalto alle tivù promettendo di abbassare le tasse. I conduttori, probabilmente anche loro sotto l’effetto di sostanze psicotrope, annuiscono come se fossero pronti a crederci. La campagna elettorale spinge il professore a un gesto contro natura: sembrare simpatico, cosa che non gli riesce, ma, come dire, apprezziamo il tentativo. Si è pure fatto riprendere con in braccio un bimbo poco più che neonato. Probabilmente era il regalo di un padre allo stremo: “Senta, visto quanto posso detrarre di assegni famigliari, questo se lo tenga lei”. Sorriso, flash, ecco il Monti umano.

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domenica 27 gennaio 2013

IL PROFUMO DELLE BRIOCHES DI MARIA ANTONIETTA. DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI RAZZA PADRONA ( E DI SATIRA )

Alessandro Robecchi, il sito ufficiale: testi, rubriche, giornali, radio, televisione, progetti editoriali e altro

Sapesse, signora mia… Quella che segue è una piccola riflessione su chi ci governa (al momento, ma temo anche domani e forse per sempre), su chi sa ridere di loro e sulle differenze antropologiche (nemmeno politiche!) tra loro e noi. Involontaria protagonista, la signora Lidia Rota Vender, esimia professionista, alta società civile (!), candidata al Senato con la Lista Monti alle elezioni del 2013. Eccola mentre - alla convention di presentazione della lista - racconta due aneddoti sulla vita di Mario Monti. Siamo dalle parti delle brioches di Maria Antonietta, delle riunioni del Rotary, del circolo di canasta travestito da casta tecnocratica che ci governa, tanto elegante e civica, quelli che le "cene eleganti" le fanno davvero, restando vestiti. Quelli che - andandosene Berlusconi tra sberleffi e ghigni proletari - venivano salutati dal Paese come i salvatori della patria, ai tempi (è passato poco più di un anno) in cui si salutava il loden del professor Monti come una rivoluzione culturale. Un anno dopo, le cifre economiche del Paese sono decisamente peggiori (dal potere d’acquisto alla disoccupazione, dagli investimenti all’erogazione dei crediti alle imprese e ai lavoratori, dai consumi ai redditi), ma i famosi mercati sembrano meno turbolenti. Ecco. Ma questo non basta. O non serve. O non è quello che qui si vuol dire. Ciò che strabilia sentendo gli "aneddoti" della dottoressa Rota Vender è altro. E’ un’aria di culto della personalità di tipo sovietico applicata al tecnocrate bancario. E’ una specie di "realismo capitalista". E’ la retorica dell’imprenditore. E’ il circolo ristretto che se le canta e se le suona, che non vede né il mondo né la società intorno, che pensa e crede di essere il mondo e - peggio - il mondo giusto.
Non c’è niente di violento o di deplorevole nelle parole della signora dal palco in cui presenta il suo candidato premier. Eppure c’è un universo di differenze, di distanze abissali. C’è il mondo parallelo di una borghesia che basta a se stessa e vede solo sé, che scambia i suoi valori da privilegiati per valori universali. Non c’è il lavoro, non c’è la vita, non c’è la società. C’è solo lei, la razza padrona. Una faccenda che fa il paio con la signora Elsa Fornero che a chi le chiede della sua riforma del lavoro risponde (ieri a Firenze) con una frase francamente strabiliante: "Questa riforma del lavoro è una scommessa, non ho elementi per dire se funzionerà". L’indifferente leggerezza di chi parla delle vite degli altri - delle nostre, tra l’altro - come se parlasse della salute delle sue begonie e del circolo del bridge. Anche qui, come nella deliziosa performance della signora Rota Vender, sentirete chiaro e forte il profumo delle brioches di Maria Antonietta.

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mercoledì 23 gennaio 2013

MONTI E LA SUA INARRIVABILE CAPACITA' DI AVERE "LA FACCIA COME IL CULO"




Io pensavo che il sommo Maestro della faccia come il culo fosse Berlusconi, capace di giurare (il falso...) sulla testa dei suo figli, di dire che Ruby è la nipote di Mubarak, di affermare un giorno bianco ed il giorno dopo nero...etc etc.

Il tutto con una scioltezza ed una convinzione disarmanti, che solo un sommo maestro di faccia come il culo può gestire....

E dietro di lui venivano i vari Bersani, Fini, Casini etc che però potevano solo "succhiargli la ruota"....
Ebbene...
Monti è riuscito persino a battere Berlusconi come livello di faccia come il CULO
e non era impresa facile....

anche se Porta a Porta di Vespa è un luogo di potente ispirazione mistica per chi vuole cacciar balle e fare l'ipocrita senza limiti...;-)
Ecco come il nostro Prof.,
considerato in tutto il mondo e da buona parte degli italioti come un soggetto serio ed affidabile,
è riuscito a battere il livello di faccia da CULO del sommo Maestro Berlusconi.......

FONTE

mercoledì 16 gennaio 2013

ELEZIONI: TANTO RUMORE PER IL NULLA...



Dato che vado per i 40, faccio parte a pieno titolo di quella che l'ambizioso presidente Monti chiama "la generazione perduta", quella fetta di popolazione che volente o nolente è stata di fatto "esodata" a causa di politiche sociali ed economiche drammaticamente - per non dire colpevolmente - sbagliate: precarizzata selvaggiamente in cambio di niente e senza alcuna speranza di ottenere un domani una pensione che permetta non dico una vecchiaia dignitosa, ma neppure una minima sussistenza. Per non lasciare alcun barlume di speranza, si è fatto in modo di annullare anche il miraggio pensionistico, aumentando la distanza dal traguardo, con gli handicap delle varie riforme del welfare (per inciso, anche l'introduzione della schiavitù è una riforma), una più ignobile dell'altra.

Che un presidente del consiglio possa certificare un così grande fallimento politico e sociale senza che nessuno di coloro che chiama in causa senta il bisogno di replicare o quanto meno di giustificarsi/scusarsi è per me già un buon motivo per non votare nessuno dei cosiddetti vecchi politici.

E dato che neanche il "nuovo" che avanza dice chiaramente qualcosa in proposito, neanche le "novità" saranno prese da me in considerazione.

Questo per quanto riguarda il particolare.

In un contesto più generale, però, penso che ugualmente non valga la pena perdere tempo a votare qualcuno. L'unica cosa che farò sarà stare a guardare, allibendo, questa campagna elettorale che impegnerà un sacco di energie per ottenere...: massimo sforzo per il minimo risultato.

Naturalmente i grandi media, per i loro interessi di bottega, devono per forza presentare l'evento come epocale. E dato che niente come il futile genera dibattito, qualsiasi starnuto - tipo la buffonata del voto utile, solo per fare un esempio possibile tra i tanti - viene e verrà amplificato a dismisura.

Quindi, grande eco per Monti che sostiene che gli schieramenti devono tagliare le ali più estreme, o che la sua agenda è l'unica possibile: una bibbia in tutto e per tutto. Appelli al voto utile - per chi? - perché il paese ha bisogno di stabilità.
(Giusto tra parentesi, tesi confutata dalla semplice constatazione che quando si votava col sistema proporzionale i governi duravano infinitamente meno di oggi, ma le legislature duravano tutte cinque anni. E che colui che osò proporre un premio di maggioranza che assegnava il 55% dei seggi al partito che avesse raggiunto il 50,1% dei voti, quel De Gasperi che oggi tutti citano ad esempio, fu sostanzialmente fatto fuori dal parlamento proprio a causa di quella "legge truffa". Altri tempi).
Pantomime su Berlusconi che si ritira, no si candida, fa il premier, il capo della coalizione. Ma chi, sano di mente, poteva pensare che si sarebbe ritirato con i casini giudiziari e aziendali che ha? E dato che la Lega se l'è comprata, come poteva succedere che Maroni potesse davvero staccarsi da lui?
Titoloni per Rivoluzione Civile di Ingroia, che si dimette da giudice per andare in Guatemala, se ne va subito anche da lì per candidarsi e speriamo che lo eleggano, così almeno si ferma un po'.
(A proposito, qual è una rivoluzione "incivile"? Di solito sono cruente o, assai più raramente, incruente).
O, infine, Grillo che candida dei giovani che o la pensano come lui o se ne vanno fuori dalle balle; che fa delle "parlamentarie" - in cui si è parlato pochissimo - con i candidati che postavano in rete i loro spot elettorali che sembrano i casting del Grande Fratello (guardare QUI per credere); che permette di votare a poche decine di migliaia di persone e poi chiama buffonarie le primarie del PD (partito che si definisce di massa e poi rappresenta la media e alta borghesia) a cui si presentano a votare in milioni; che abusa delle allegorie storiche: la "Waterloo di Monti" - ma dopo Waterloo c'è stata la Restaurazione -, o "Parma sarà la nostra Stalingrado" - ma Stalingrado era assediata dai nazisti -; che "l'antifascismo non è un mio problema", anche se "non sono mai stato fascista".

Insomma, questo è ciò che passerà il convento nel prossimo mese. Invece, silenzio totale su quello che, forse, dovrebbe essere l'unico argomento davvero importante: l'Europa e ciò che la riguarda (crisi compresa).

venerdì 5 ottobre 2012

PROSTITUZIONE E PLEBISCITO: LA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE




Ormai possedere una televisione in casa è considerato un bisogno essenziale come respirare. Non passa settimana senza che qualcuno di mia conoscenza, anche se più volte gli ho detto che io non ho la tv da otto anni, non mi ponga la fatidica domanda che comincia sempre con "hai visto ieri...".

Dato che non è concepibile la possibilità che l'elettrodomestico in questione non ci sia, mi limito ad un secco "no" privo di qualsivoglia spiegazione sul perché "non ho visto ieri...": sono un po' stufo di vedere quegli sguardi stupiti di chi si domanda da quale pianeta io sia giunto.

Però sono due giovedì di fila che stando in case terrestri mi imbatto in Piazzapulita su La7. Settimana scorsa, essendo ancora puro, sono riuscito ad assistere a tutto lo spettacolino dell'ospite Renzi che con aplomb britannico sorrideva ogni volta che gli rivolgevano una domanda e sviscerava il suo programma politico: "Se non convinciamo gli elettori di centro-destra a votare per noi, perderemo quei voti".

Aldilà della lapalissiana correttezza dell'affermazione - in effetti chi non vota per te, ha votato per qualcun altro -, quello che mi ha pià sorpreso è stata la mancanza di risate in sottofondo. Visto che un'affermazione così vuota in bocca ad uno che è presentato da tutti come un volto nuovo della politica nazionale, se non è una battuta è tragico. Perché questo non è un programma politico, ma una dichiarazione d'intenti di una persona che non propone idee proprie, ma si propone di soddisfare quelle altrui. E dato che l'abito in realtà fa il monaco, dirlo vestiti in giacca e cravatta ha dato una parvenza di serietà. Ma per rendere totalmente chiaro ciò che diceva, avrebbe dovuto indossare tacchi a spillo, minigonna cortissima e trucco molto pesante. In effetti è davvero un rottamatore. E immaginarlo vestito così mentre parlava mi è stato utile per arrivare fino in fondo.

Ieri sera invece non ci sono riuscito. Fini era lì seduto in giacca e cravatta e non sono riuscito ad immaginarlo in altro modo mentre mi diceva che lui vedrebbe bene un nuovo governo Monti dopo le elezioni dell'anno prossimo. Mi sono chiesto a che serve andare a votare se, qualunque esito diano le elezioni, comunque il vincitore si sa già in partenza. Poi ho pensato che in fondo, anche se non si è mai fatto circoncidere, a parole ha abiurato più o meno tutto ciò che poteva abiurare, riuscendo in realtà a rimanere il vecchio camerata di sempre: solo lui con la sua concezione democratica poteva parlare delle prossime elezioni come il plebiscito del si del '29. Infine mi sono alzato e ho spento, sempre più soddisfatto di aver portato in discarica la mia tv otto anni fa.

Mi rimane sempre il dubbio su chi votare, ma questa è un'altra storia.

giovedì 4 ottobre 2012

LA CAMBIALE IN BIANCO




Sarà da complottista, ma a me è sembrata ben strana la sequenza temporale in cui prima il premier Monti urla ai quattro venti che non ha alcuna intenzione di prolungare la sua esperienza di governo, poi scoppia lo scandalo Fiorito che annienta completamente qualunque residua credibilità della politica ed infine ancora Monti  sommessamente dice davanti ai suoi veri grandi elettori che se serve lui sarà ancora a disposizione.

Che siano coincidenze o meno, è un fatto che qualunque cosa accada Monti rimarrà in Senato come garante di quei poteri finanziari che lo hanno messo lì. Sarà il portavoce del governo verso i mercati e riferirà gli ordini di questi ultimi. Secondo me il dibattito se debba candidarsi o meno alle elezioni è assolutamente inutile. La sua nomina a senatore a vita è già sufficiente: rappresenta la cambiale in bianco pronta ad essere riscossa in futuro. Nessuno sano di mente rinuncerebbe per farsi eleggere, quindi non vale neppure la pena parlarne.

Del resto la politica non ha più la forza necessaria per liberarsi dal commissariamento in cui è stoltamente finita. Questo la dice lunga sul livello dei suoi rappresentanti. Dopo lo scandalo Fiorito tutti i partiti si sono affrettati istericamente a voler dimostrare che è ora di dare una bella ripulita e di correggere gli errori del passato.

Ma al punto in cui siamo questa è la peggiore strada in assoluto.

Vendola che dice che si riduce lo stipendio di 50mila euro, per esempio, non fa che confermare che se se lo può permettere allora guadagnava già troppo. Rutelli che si autoassolve dalle ruberie di Lusi perché lui non si poteva accorgere di niente visto che non è un ragioniere dimostra solo la propria incompetenza (principio fondante della odierna meritocrazia).
Il ritornello del così fan tutti è semplicemente ridicolo.
Quello che è mancato del tutto è il politico che dica che quei soldi, ignominiosamente troppi in un periodo di vacche magre, sono stati usati correttamente. O al limite che con grande faccia tosta dicesse che i partiti politici sono associazioni private e che un privato con i suoi soldi ci fa quel che gli pare.

Certo poi avrebbe dovuto andarsene un secondo dopo per incompetenza o malafede a seconda dei casi. Ma almeno non ci sarebbe una cambiale in bianco eternamente in riscossione.

venerdì 20 luglio 2012

ITALIA : (RE)PRESSIONE FISCALE AL 70%, MA LA COLPA SAREBBE TUTTA DEL "CATTICO EVASORE". C'E' CHI DICE NO...











Eccoci...ci siamo...
Anche al livello istituzionale qualcuno inizia a rompere il muro di omertà e di caccia alle streghe messo in atto pervicacemente da Monti, Befera & soci...
(Noi blogger come sempre siamo "avanti"...e ci siamo già arrivati secoli fa)

Lungi da me giustificare ed avallare l'evasione fiscale,
però come sempre il problema è assai più complesso che dare tutta la colpa alla Merkel, tutta la colpa a Moody's, tutta la colpa all'evasore brutto&cattivo etc etc

Quando si mette in piedi una spietata caccia all'untore (con pesante bombardamento mediatico) e si cercano di scaricare le colpe solo su di un capro espiatorio...
a me scattano sempre svariati campanellini d'allarme che immeditamente mi fanno fortemente sospettare della versione ufficiale...
e dunque mi metto alla ricerca di spiegazione "alternative" e più complesse...

Tra parentesi quando metti in piedi una (re)pressione fiscale del genere, con tanto di fustigazione pubblico-mediatica....
come minimo lo STATO, le sue istituzioni e la sua burocrazia DOVREBBERO ESSERE IRREPRENSIBILI ed EFFICIENTI, dovrebbero erogare servizi ad un elevato livello di qualità...
Ed invece SONO TUTTO IL CONTRARIO:
sono UN ESEMPIO PEGGIORE di coloro che vogliono PUNIRE...

Continua

venerdì 13 luglio 2012

I FALSARI, LA BANDA DI CRETINI E MOODY'S



Moody’s ci ha declassati a Baa2, che sta solo due scalini sopra al giudizio‘Spazzatura’ (Junk).
Monti e il suo rigore sono quasi spazzatura, lo dice Moody’s. Aggiungo che, Monti e il suo rigore sono anche un piano criminale, come già spiegato da tempo.
Ma la cosa interessante sono le reazioni qui in Italia. Un Paese che fa piangere.
I falsari sono come sempre quelli di Repubblica, veri ratti indecenti, che pubblicano la notizia citando in evidenza come ragione per la bocciatura “l’incertezza politica del dopo Monti”.Cioè: non ci bocciano perché Monti è un fallito in malafede e l’euro un disastro. Noooooo… ci bocciano, scrivono gli epigoni di Scalfari, perché abbiamo troppo poco Monti! Ok.
Se si va a leggere la sentenza di Moody’s, il fattore politica italiana è appena accennato alla fine. Ora leggete cosa invece pesa veramente nel giudizio di Moody’s:
 
in primissimo luogo la nostra suscettibilità ai collassi imminenti di Spagna e Grecia. Poi…
il sostanziale rischio nell’applicare le riforme e l’esasperazione per le austerità e per le riforme fra il popolo italiano. Poi…
 il rischio crescente dei i tassi d’interesse alti che dobbiamo pagare per emettere i nostri titoli di Stato, a causa sempre del fattore crollo Spagna e Grecia e del fatto che non ci sono compratori internazionali per i titoli italiani (e questo è drammatico, signor fallito Monti). Poi…
 l’economia italiana che sta crollando. Poi…
 la pochezza dei fondi del tanto decantato Fondo salva Stati (MES).
Ma Repubblica dice che “pesa l’incertezza politica del dopo Monti”, pagliacci del giornalismo di puttane vendute a De Benedetti.
Nella realtà ogni singola voce del il giudizio negativo di Moody’s fa capo a un solo problema, e sempre quello: l’infermabile spirale distruttiva dell’insostenibile sistema Euro. Già spiegata alla noia. E ci arriva pure Moody’s a preoccuparsi per l’esasperazione per le austerità e per le riforme fra il popolo italiano”. Repubblica zitta.
 Ora la banda dei cretini. E chi volete che siano? Ma certo! Il PD. Ecco lo splendido Francesco Boccia, sempre da Repubblica: “Dura la reazione del coordinatore delle commissioni economiche del Gruppo Pd della Camera, Francesco Boccia: "Se un Paese come l'Italia - dice Boccia - fa tutti i sacrifici richiesti dall'Ue e poi un'agenzia di rating declassa addirittura i titoli di Stato definendoli di fatto a rischio, e l'Esma o la Consob non intervengono, allora è la resa della politica".
Non sovviene al luminare che se si fanno i sacrifici e ci bocciano lo stesso forse, dico forse?, c’è qualcosa che non va nei… sacrifici? Eh Einstein? Non sovviene al luminare che la resa della politica c’è già stata, se siamo ridotti a non riuscire in nessun modo a cavarci fuori da questo disastro? Ed è soprattutto la resa degli encefali del PD, questo è certo, che proprio non ce la possono fare a scostarsi dalla scheda prestampata che la parrocchia gli ficca in cranio.
E poi il cretino di scorta, e chi mai sarà? Ma sì, lo Squinzi. Eccolo: "Il numero uno di Confindustria, poi, ha ribadito la necessità di rafforzare l'euro, definendo 'inaccettabile' la messa in discussione della moneta unica e riconoscendo gli sforzi del governo nell'intraprendere la strada giusta: "È doveroso - ha detto - riconoscere a Monti il merito di essersi assunto sulle proprie spalle l'impegno di un nuovo corso. Stiamo facendo sforzi sul fronte del rigore - ha aggiunto - ma per la crescita bisogna fare di più".”
Il rigore genera crescita dice sto scienziato. Ci vuole più euro! Ok, allora togliamo il concime dal campo, che il contadino se lo deve mettere sotto al letto, e vedrete che il campo fiorirà. Ma perché ho studiato Schopenhauer quando cotanti lumi erano fra noi?
Vabbè, mi si perdoni, ma non ce la si fa nel mezzo di sta tragedia a non mandare almeno a fanculo i falsari e la banda di cretini.

LA NAVE AFFONDA.

Italia declassata , governo contro Moody's
"Giudizio ingiustificato e fuorviante"

Bene l'asta Btp, downgrade pesa su spread


Il lancio è scritto in linguaggio chiaro e comprensibile. Moody's ha declassato, il prode governo italiano reagisce negando l'affermazione. Berlusconi e Tremonti facevano la stessa cosa, negavano l'evidenza dicendo che era una visione distorta della realtà. L'unica differenza è che in questo caso lo stile governativo è cambiato e la ricerca del colpevole non è contestuale alla negazione. Monti ha avuto l'intelligenza di anticipare il colpevole: la concertazione (anch'io penso da anni che sia stata "una cagata pazzesca", ma non per i motivi che sostiene lui).

Comunque, resta il fatto interessante che il senso è quello di dipingere un governo competente e virilmente pronto a rispondere colpo su colpo all'avverso destino. Trovo molto interessante questo esercizio di falsa neutralità per puntellare Monti, quando per gli stessi motivi il quotidiano "di sinistra" chiedeva a gran voce la detronizzazione di Berlusconi.

Il sottotitolo poi è tutto un programma. Con linguaggio ermeticamente sintetico - degno delle migliori supercazzole - semina ottimismo a piene mani. L'asta dei Btp è andata bene, quindi vuol dire che ci sono ancora acquirenti disposti ad investire. Il downgrade pesa sullo spread. I termini stranieri permettono di dire le cose più terribili, anestetizzandone il significato.

Io che non sono esperto d'economia, traduco così: la nave affonda, ma riusciamo ancora a vendere i biglietti. Ciò che mi domando è come questi biglietti impediranno di finire sott'acqua.

mercoledì 11 luglio 2012

PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE



Il primo ministro italiano ha detto di non avere dubbi che le riforme alla fine daranno una spinta alla crescita, ma non è sicuro di quando si vedranno i primi risultati.

NO COMMENT....

Vi rimando al principio aristotelico di NON contraddizione
ed al principio di temporalità dei processi, parametrati sulla durata della vita umana...

In effetti, pensandoci bene, il QUANDO non è trascurabile....o no?

Inoltre, come è possibile NON AVERE DUBBI su un qualcosa che non HA UN QUANDO?

Siamo di fronte ad una visione economico-mistico-escatologica proiettata fino alla Fine del Mondo?...

On a long enough time line, the survival rate for everyone drops to zero

FONTE

lunedì 9 luglio 2012

VOI SIETE QUI. ABBATTIAMO GLI STATALI CON GLI F-35




Non è vero che il governo Monti non ne azzecca una. Anzi, se ci pensate, chiamare “spending review” dei ferocissimi tagli è un’idea geniale. Tipo chiamare “delete wedding” un sanguinoso divorzio, oppure “leg reducing” l’amputazione di una gamba.

E’ dunque lecito tirare un sospiro di sollievo nell’apprendere che spariranno 18.000 posti letto negli ospedali, ma che in compenso compariranno 90 cacciabombardieri Strike Fighter F-35 che costano una dozzina di miliardi. Non fate quella faccia e non fatevi prendere dalla demagogia. Amici, sveglia! Quegli aerei ci servono come il pane, e sapete perché?

Perché abbiamo speso una fortuna per costruirci una nuova portaerei, la Cavour, che però ha il ponte un po’ corto. Quindi ci servono aerei che decollano in poco spazio, anche se sono cari, e i vecchi catorci a decollo verticale non vanno più di moda.

La Cavour in navigazione ci costa 200.000 euro al giorno, e sono soldi buttati se sopra non ci mettiamo aerei adatti. Tecnicamente è come spendere un sacco di soldi per comprare un ferro da stiro e poi scoprire che può stirare solo camicie di cachemire purissimo. O butti il ferro bestemmiando come un carrettiere, o cominci a investire in camicie più di Briatore.

Dunque spenderemo 12 miliardi in aerei da bombardamento per non avere il senso di colpa di spendere 200 mila euro al giorno per niente. Avessimo investito di più in psichiatri per generali, ministri e lobby degli armamenti non saremmo a questo punto. Ma ora che la cosa è fatta conviene ottimizzare. Come potremmo usare 90 cacciabombardieri fighissimi e supertecnologici in modo produttivo e addirittura proficuo nell’attuazione della spending review?

Magari facendogli bombardare, incenerendolo all’istante, un lavoratore statale su dieci e abbattendo con i razzi intelligenti a ricerca termica un miliardo all’anno del fondo sanitario nazionale. Chissà, forse passando a volo radente sulle spese dei comuni si potranno tagliare servizi ai cittadini per 7,2 miliardi, il che equivale a fare il pieno di carburante alla portaerei Cavour per una decina d’anni. Niente male, no?

Alessandro Robecchi

FONTE

domenica 1 luglio 2012

PRANDELLI NON E' BARTALI




C'ha sperato davvero di fare come De Gasperi che secondo la leggenda telefonò a Bartali, ringraziandolo per la sua vittoria al Tour de France, mentre l'Italia rischiava di precipitare nella guerra civile a causa dell'attentato a Togliatti.

Purtroppo per il presidente Napolitano, l'avventura della nazionale agli Europei non si è conclusa nello stesso modo. Una sfortuna davvero, non solo perché l'obiettivo è sfumato alla fine, ma anche per il fatto che la partita non è una di quelle su cui si possa discutere più di tanto: nessuna svista arbitrale... niente di succulento per gli eterni bar sport nostrani. Un 4-0 netto, umiliante e senz'appello.

E dato che una sconfitta così va dimenticata in fretta, niente orgia di retorica, anzi. Già stasera la telecronaca è stata improntata sin dall'inizio ad una preventiva ricerca di alibi come la stanchezza, da contrapporre alla freschezza della squadra spagnola, che evidentemente giocava la sua prima partita.

Quindi per fortuna niente più stronzate sulla nazionale che abbassa lo spread, che è esempio per un paese che si sta rialzando.
Niente più lodi sperticate all'italico spirito di sacrificio che supera tutti gli ostacoli.
Se a Napolitano, e anche a Monti, non è andata bene, stanotte io non dovrò sentire i caroselli di clacson e il cane che abbaia disperatamente per il terrore dei botti

In fondo, il bicchiere è mezzo pieno.

PS: Dopo stasera, per Borghezio, Balotelli sarà ancora padano?

mercoledì 27 giugno 2012

INTERESSI DI BOTTEGA





Mi sono sempre chiesto come mai un partito come il Pd, che teoricamente si proclama vicino ai cittadini, che sostiene di rappresentare il centro-sinistra - dove centro è la principale e sinistra la subordinata (issima) -, in realtà sia così spudoratamente al servizio di quegli stessi poteri finanziari e bancari a cui il presidente del consiglio Monti fa da palo.

La risposta che mi sono sempre dato è che gli attuali vertici del partito siano incompetenti, oltreché ignoranti. In realtà il motivo è sempre lo stesso: interessi di bottega (o di Botteghe) oscuri (o Oscure) ai più.

Ciò, beninteso, non significa che la classe dirigente vada riabilitata. Semmai è un'ulteriore aggravante.

Risulta che uno dei due partiti fondatori, i Ds, si sia politicamente sciolto assieme alla Margherita, ma che dal punto di vista finanziario sia tutt'ora vivo e vegeto. Insomma, il partito si è sciolto, i suoi bilanci sono ancora lì, solidissimi. E, unico elemento rimasto a ricordare la tradizione comunista, sono in rosso di 156,6 milioni di Euro.

Questo aiuta a comprendere come mai Bersani dica che è una follia uscire dall'Euro e perché descrive apocalittiche visioni di gente che gira con carriole piene di soldi in caso di ritorno alla Lira: sta descrivendo sè stesso e i suoi colleghi dirigenti.

Bene. Ma come mai il Pd ,che ha ereditato i bilanci passivi dei Ds, a parole si spaccia per forza popolare e nei fatti invece appoggia il governo Monti votando qualunque boiata esso gli metta sotto il naso, non prima di aver fatto un po' di cagnara per cercare di salvare le apparenze?
Giusto per fare un esempio, oggi voterà la fiducia alla boiata Fornero, che distruggerà i restanti diritti dei lavoratori, in cambio dell'assicurazione del governo di provvedere entro un mese a risolvere il cosiddetto problema degli esodati. Cioè, in pratica, butterà a mare i lavoratori, per salvare le pensioni di chi non lavorerà più: una delle tante politiche per i giovani (pensionati).

La risposta a questo appoggio al governo dei banchieri è sempre in quei 156,6 milioni di debiti, dato che tra i suoi creditori troviamo

  • Unicredit, la banca di quel Profumo per cui i dirigenti Pd stravedevano: 26 milioni
  • Gruppo Intesa, il cui ex presidente Passera è diventato ministro: 36 milioni
  • Efibanca (Banco popolare): 24 milioni
  • Banca Popolare di Milano: 12 milioni
Stando così le cose, è evidente che, a meno di fare ulteriori prestiti per comprare carriole, il Pd debba per forza tutelare certi interessi, che di certo non sono quelli dei suoi elettori: con loro non hanno debiti.

Insomma, mentre Monti fa il palo ai banchieri, il Pd fa il palo alle banche.

martedì 26 giugno 2012

TRATTORIA EUROPA




Fiducia a tappe forzate sulla riforma del lavoro, la cosiddetta "boiata Fornero".
Monti ha radunato i partiti che sostengono la sua maggioranza e li ha pregati di non rompere le balle, perché lui deve presentarsi al prossimo summit europeo con i compitini fatti, se no lo bocciano. E lui non vuole ripetere l'anno.

E mentre B. spara le sue cacchiate, Bersani dà del folle a chi pensa di uscire dall'Euro. Ovviamente senza spiegare cosa ci sarebbe di così geniale nel non abbandonare la nave che affonda.

Intanto questa sera i ministri economici europei si incontrano a cena, dove, tra una portata e l'altra, cercheranno di trovare l'ennesima toppa per procrastinare ulteriormente l'inevitabile tracollo e la relativa resa dei conti.

E' vero che non c'è posto migliore di una bella tavolata tra amici per imbastire una discussione. Però non mi sembra molto di buon gusto il fatto che chi dovrà prendere decisioni così importanti, lo faccia sempre mentre si abboffa come un porco.

Più che vertici Europei, mi sembrano percorsi enogastronomici.

lunedì 2 aprile 2012

OBAMA VS CICCHITTO

Immaginate per un attimo di essere voi in Corea al posto di Monti. Sta parlando il presidente Usa Obama, colui che è considerato l'uomo più potente del pianeta. Dalla tasca della vostra giacca improvvisamente parte la fastidiosa melodia del vostro cellulare. Inutile che diciate che voi non usate quelle musichette idiote: ci sono momenti e luoghi in cui anche una sinfonia di musica classica rompe le balle. E questo è uno di quei momenti. Imbarazzati vi precipitate fuori, cercando di rispondere il più in fretta possibile, cosicché possiate porre fine a quella cacofonia musicale. Finalmente riuscite a rispondere e scoprite che all'altro capo del filo c'è nientepopodimeno che Fabrizio Cicchitto. Che fate?

  1. Lo mandate a quel paese in malo modo, dato che vi ha fatto fare una figura di merda sesquipedale di fronte all'uomo più potente della Terra.
  2. Dato che siete persone educate, gli dite che ora non avete tempo per stare al telefono con lui - sta parlando l'uomo più potente della Terra - e gentilmente lo congedate, promettendogli che lo richiamerete non appena possibile.
  3. Vi intrattenete a parlare amabilmente con lui mentre sta parlando l'uomo più potente della Terra, facendo sorgere in quest'ultimo più di un dubbio sul suo effettivo potere e, colmo della sfiga, vi assentate proprio nel momento in cui egli, parlando a braccio, sta rivolgendo un solenne encomio alla vostra arte di governo.
Non ho preso in considerazione il caso 4, che è quello che dice che una persona di buone maniere in certi contesti - conferenze, cinema, teatro, concerti, ecc. - si premura di spegnere preventivamente il cellulare per non essere disturbato e per non disturbare gli altri, perché è una risposta banale.

La risposta 1 e 2 ci direbbero che effettivamente il nostro Monti è persona non proprio di grande educazione, ma comunque tecnico non succube dei pessimi esponenti politici che siedono al Parlamento. E che, a meno che in Italia non si verifichi un'immane catastrofe, quando parla Obama "lui non c'è per nessuno".

La risposta 3 invece potrebbe far sorgere qualche dubbio sul carisma internazionale di cui gode il buon Mario, che preferisce al presidente Usa il sicuramente più provinciale Cicchitto.
A me ricorda anche un altro presidente del consiglio, di cui Monti per l'aplomb viene considerato l'alter-ego.



Sensazione di déjà vu...

martedì 27 marzo 2012

DALLA TEORIA ALLA PRATICA




Loro non sono lì per distribuire caramelle. Loro sono lì per fare quelle cose dure e spiacevoli che chi li ha preceduti non ha avuto il coraggio di fare. Forse noi non siamo ancora pronti. Se così fosse, loro se ne andranno.

A sentire queste cose mi ritornano in mente quei vecchi film e racconti di fantascienza in cui esseri superiori discendevano sulla Terra portando il loro incredibile bagaglio di conoscenze, salvo poi andarsene dopo aver dovuto constatare che gli esseri umani non erano ancora pronti per quelle meraviglie.

In questi giorni invece, chiunque ha potuto rendersi conto che questi esseri mitologici - o extraterrestri - in realtà non se ne sono mai andati dal pianeta. Sono rimasti tra noi per poter correre in nostro aiuto nel momento del bisogno.

Per nostra grande fortuna, questa schiera di Eletti - con la maiuscola, per non confonderli con quei miseri che dovrebbero rappresentare gli altri nelle istituzioni - ricopre tutti gli incarichi di potere. In tempi passati si sarebbe potuto dire che governano per grazia di Dio e volontà della nazione.

E' ovvio che questi Illuminati possano sdegnarsi qualora le loro idee e i loro provvedimenti incontrassero qualche resistenza nel cammino verso l'applicazione. Ed è altrettanto chiaro che non concepiscano le proteste della marmaglia ignorante, che altro non sa fare se non coniare slogan che incitano all'odio contro di essi.

Purtroppo ormai viviamo in un tempo in cui è nuovamente (?) concepibile la supremazia di poche persone sulla moltitudine. Il fatto che un presidente del consiglio possa affermare che se ne andrebbe se il paese non fosse pronto ad accettare le proposte sue e del suo governo dà l'idea di come si percepiscano loro stessi e di cosa pensino di chi li circonda.

La formazione culturale dei due esponenti che in questo periodo sono alla ribalta - Monti e Fornero - è quella di due teorici puri: uno nel campo dell'economia, l'altra in quello del lavoro. Dal loro punto di vista, le loro proposte non possono che essere le più corrette e migliori possibili, proprio perché basate esclusivamente sulla teoria. Sono dogmi e postulati. Come tali vanno accettati così come sono, senza bisogno di perdere tempo a discuterne.

Per quanto li riguarda, ciò che sta accadendo in questi giorni è inconcepibile. C'è gente che sta facendo notare come il passaggio dalla loro teoria alla pratica di tutti gli altri non darà gli effetti che loro hanno previsto. Per gente abituata a ragionare in termini di pura teoria questo è un delitto di lesa maestà: pretendere che le piccole beghe della moltitudine possano condizionare l'aurea perfezione delle loro teorie è impensabile. Quindi minacciano di andarsene, togliendo a tutti l'ultima possibilità di redenzione e meravigliandosi che gli "altri da sé" non siano pronti alle loro azioni salvifiche.

Certo, a questo punto occorrerebbe che qualcun altro - i nostri politici - facessero proposte meno teoriche a cui la popolazione fosse più pronta.

Ma questa è realtà, non fantascienza.