Lasciamo perdere il fatto che per i grillini i giornalisti sono tutti "casta" e poi il primo nome tra i loro candidati al Quirinale è la Gabanelli (per inciso grande amica personale di Grillo medesimo).
Poi è spuntato Rodotà, che effettivamente è persona di grande cultura anche giuridica, ma che non si può certo dire che non faccia parte dell'altra casta maledetta, quella dei politici.
Personalmente lui al Colle non mi dispiacerebbe, ma temo che sia troppo laico per l'anima bigotta del sempre più probabilmente "fu" PD. Partito - o forse sarebbe meglio dire accozzaglia - che sono sempre più contento di non aver mai votato, a maggior ragione dopo la figura inqualificabilmente penosa che ha fatto negli ultimi due giorni.
Da convinto annullatore di schede elettorali osservo con distacco queste elezioni per il nuovo presidente della repubblica. E quando è saltato fuori il nome di Marini - la "bella sorpresa" annunciata da Bersani ore dopo che tutti già lo sapevano - ho avuto il sospetto, quasi la speranza, che dietro quel nome ci fosse un disegno politico: un presidente gradito a Berlusconi in cambio della sua neutralità per consentire la nascita di un governo targato PD, salvando così la faccia con l'esclusione di larghe intese. E qui dovrei aprire una parentesi sul fatto che se queste elezioni avvengono col meccanismo della delega ( cioè se il presidente della repubblica non è eletto direttamente dai cittadini), allora chi delega deve anche mettere in conto l'eventualità che i delegati allo scopo operino scelte non pienamente condivisibili. Ma del resto se ti inventi il marketing delle primarie, poi non ti puoi neanche lamentare che i tuoi elettori si incazzino perché non fai per filo e per segno quello che loro vogliono.
Comunque sia, quando dopo la prima votazione Marini è saltato mi sono dovuto ricredere: i democratici navigano a vista, visto che all'improvviso si sono inventati delle mini-primarie (e dànghete) per trovare un nuovo candidato. E hanno estratto dal cilindro Prodi, padre nobile del partito. Che oggi è stato ignobilmente impallinato, decretando così la fine stessa del PD tramite suicidio, con i vaffanculi del suo fondatore. Non sono stati buoni neanche di arrivare al risultato tramite l'eutanasia, ma hanno scelto la morte violenta. Perché adesso non solo il primo partito si è giocato qualsiasi possibilità di fare proposte indipendenti per il Quirinale, ma hanno anche dimostrato la loro inaffidabilità come forza di governo.
E ciliegina sulla torta, Berlusconi ci fa un figurone, prima accettando Marini, poi chiamandosi fuori con Prodi e adesso presentandosi come salvatore della patria accettando qualsiasi nome possa essere condiviso e possa portare alle larghe intese.
Un gran bel risultato in un Paese che si sta devertebrando.
"Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo."
Visualizzazione post con etichetta Grillo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Grillo. Mostra tutti i post
venerdì 19 aprile 2013
BERSANI DIXIT : "AVRETE UNA BELLA SORPRESA". SOLO UNA ?
domenica 31 marzo 2013
C'E' CHI PUO' E CHI NON PUO'. IO PUO'
E' da un mese che ho annullato il mio voto e ogni giorno che passa mi convinco sempre più di aver fatto bene. Non perché in questo modo io abbia fatto chissà quale nobile gesto, ma perché almeno mi rimane l'amara consolazione di non aver dato il mio modestissimo contributo allo schifo cui si assiste. E non essendo complice, ho piena libertà di critica.
Posso prendermela con Napolitano che stiracchia la Costituzione un'altra volta. Prima ha accettato che un governo legittimamente eletto si dimettesse senza essere stato sfiduciato (caso unico in Europa dal dopoguerra ad oggi), inventandosi con Monti una nuova figura di "dictator" romano: e, infatti, come nell'antichità il suo governo ha fatto passare con la scusa dell'emergenza leggi aberranti di cui pagheremo le conseguenze nei lunghi anni a venire. E potrei anche avercela un po' con l'orda di faciloni che erano convinti che via il Papi bastasse un professore bocconiano senza pubblicazioni e più educato per tornare tutti a star bene. A dimostrazione che B. sarà anche un demone, ma di sicuro non è il diavolo in persona come veniva dipinto dai suoi avversari.
E a proposito di avversari, posso anche gioire un pochino che il liberal-radical-chic Partito Democratico non sia riuscito a vincere con questa antidemocratica legge elettorale, per cui chi arriva primo prendendo neanche un terzo dei voti si cucca il cinquantacinque per cento dei seggi della camera: se quella di De Gasperi era una legge-truffa, per questa non c'è definizione.
Mi dispiace un po' per Bersani che si preoccupava di smacchiare giaguari, creare un liberismo più equo - contraddizione in termini -, lottare contro l'evasione fiscale e fare le grandi riforme. Quando si è accorto di aver toppato ha cercato di metterci una toppa, ma era troppo tardi.
Posso godermi Berlusconi che ormai è chiaro che è eterno perché, anche grazie ad una legge elettorale ad personam, o vince e piglia tutto il cucuzzaro, oppure perde pareggiando (e che nessuno dica più che Calderoli non sa fare bene le porcate).
Posso guardare con commiserazione tutti quelli che hanno votato M5S pensando che fossero chissà che cosa e adesso che i grillini si stanno rivelando in tutta la loro magnificenza, mi diverte un po' vederli arrabbiati e delusi per aver buttato via il loro voto.
Ma soprattutto, mi posso finalmente godere - preoccupandomi al contempo - gli eletti Pentastelluti, che sono meglio di un grande fratello, un talkshow, una soap, un reality, un serial tutti insieme. Questa accozzaglia general-qualunquista che dice una cosa poi la smentisce Grillo e allora negano di averla detta, sostenendo che si è messa in moto la macchina del fango. Che prendono in giro Napolitano che non s'addormenta e poi dormono loro in senato. Che parlano di fascismo buono e di fascismo cattivo. Che voteranno le proposte di legge che fanno parte del loro programma, ma che poi non presentano proposte di legge - mentre i partiti corrotti e bastardi in pochi giorni ne hanno buttate lì 500 - perché sono alla ricerca di qualcuno che insegni loro a scriverle (ma non erano tutti laureati?). Che insomma fanno solo un gran casino, e per farlo si sono dimezzati lo stipendio (e a seconda dei punti di vista, almeno costano meno, oppure troppo per quello che fanno). Che se uno avesse voglia ci potrebbe scrivere interi volumi: per ora mi limito a segnalare questo (sotto)blog che cerca di starci dietro.
Quanto a me, mentre guardo 'sto circo e mi preoccupo per il domani, aspetto che mi diano le uniche due cose che devono fare subito: meno tasse e il mio reddito di cittadinanza. E visto che il qualunquismo ormai dilaga, me ne frego di chi sarà a darmele.
Posso prendermela con Napolitano che stiracchia la Costituzione un'altra volta. Prima ha accettato che un governo legittimamente eletto si dimettesse senza essere stato sfiduciato (caso unico in Europa dal dopoguerra ad oggi), inventandosi con Monti una nuova figura di "dictator" romano: e, infatti, come nell'antichità il suo governo ha fatto passare con la scusa dell'emergenza leggi aberranti di cui pagheremo le conseguenze nei lunghi anni a venire. E potrei anche avercela un po' con l'orda di faciloni che erano convinti che via il Papi bastasse un professore bocconiano senza pubblicazioni e più educato per tornare tutti a star bene. A dimostrazione che B. sarà anche un demone, ma di sicuro non è il diavolo in persona come veniva dipinto dai suoi avversari.
E a proposito di avversari, posso anche gioire un pochino che il liberal-radical-chic Partito Democratico non sia riuscito a vincere con questa antidemocratica legge elettorale, per cui chi arriva primo prendendo neanche un terzo dei voti si cucca il cinquantacinque per cento dei seggi della camera: se quella di De Gasperi era una legge-truffa, per questa non c'è definizione.
Mi dispiace un po' per Bersani che si preoccupava di smacchiare giaguari, creare un liberismo più equo - contraddizione in termini -, lottare contro l'evasione fiscale e fare le grandi riforme. Quando si è accorto di aver toppato ha cercato di metterci una toppa, ma era troppo tardi.
Posso godermi Berlusconi che ormai è chiaro che è eterno perché, anche grazie ad una legge elettorale ad personam, o vince e piglia tutto il cucuzzaro, oppure perde pareggiando (e che nessuno dica più che Calderoli non sa fare bene le porcate).
Posso guardare con commiserazione tutti quelli che hanno votato M5S pensando che fossero chissà che cosa e adesso che i grillini si stanno rivelando in tutta la loro magnificenza, mi diverte un po' vederli arrabbiati e delusi per aver buttato via il loro voto.
Ma soprattutto, mi posso finalmente godere - preoccupandomi al contempo - gli eletti Pentastelluti, che sono meglio di un grande fratello, un talkshow, una soap, un reality, un serial tutti insieme. Questa accozzaglia general-qualunquista che dice una cosa poi la smentisce Grillo e allora negano di averla detta, sostenendo che si è messa in moto la macchina del fango. Che prendono in giro Napolitano che non s'addormenta e poi dormono loro in senato. Che parlano di fascismo buono e di fascismo cattivo. Che voteranno le proposte di legge che fanno parte del loro programma, ma che poi non presentano proposte di legge - mentre i partiti corrotti e bastardi in pochi giorni ne hanno buttate lì 500 - perché sono alla ricerca di qualcuno che insegni loro a scriverle (ma non erano tutti laureati?). Che insomma fanno solo un gran casino, e per farlo si sono dimezzati lo stipendio (e a seconda dei punti di vista, almeno costano meno, oppure troppo per quello che fanno). Che se uno avesse voglia ci potrebbe scrivere interi volumi: per ora mi limito a segnalare questo (sotto)blog che cerca di starci dietro.
Quanto a me, mentre guardo 'sto circo e mi preoccupo per il domani, aspetto che mi diano le uniche due cose che devono fare subito: meno tasse e il mio reddito di cittadinanza. E visto che il qualunquismo ormai dilaga, me ne frego di chi sarà a darmele.
Etichette:
Berlusconi,
Bersani,
Costituzione,
Grillo,
M5S,
Monti,
Napolitano,
PD,
politica
lunedì 4 marzo 2013
COMINCIAMO BENE
Mi sono imbattuto nel blog della nuova capogruppo alla camera del M5S, l'onorevole - pardon cittadina/portavoce/vattelapesca - Roberta Lombardi, sedicente orgogliosa esportatrice, grazie alla sua professione, del Made in Italy.
C'è un post del 23 gennaio scorso in cui la capogruppo esprime la sua opinione riguardo le idologie, i sindacati e le associazioni di categoria. Ne consiglio vivamente la lettura integrale.
Per chi fosse troppo pigro, cito un passo che per me è notevole. Piccola premessa: è stato scritto dopo il casino scoppiato a causa del dialogo tra Grillo e i militanti di CasaPound e dopo la precisazione in cui il comico genovese si difendeva con rabbia dall'accusa di essere fascista.
Nel post della Lombardi a un certo punto si legge:
"Se parliamo delle ideologie, penso all’episodio recente di “Grillo che apre a Casapound”. Prima questione: qualcuno mi dice, finchè esistono loro il fascismo non sarà morto, quindi non mi dire che questa ideologia non rappresenta una minaccia presente. Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo. E quindi solo in parte riconducibile ad esso. Seconda questione, e questo per me è il punto fondamentale, sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più. Invocarne lo spettro a targhe alterne è l’ennesimo tentativo di distrazione di massa: ti agito davanti il noto spauracchio perché voglio far leva sulle tue paure per portarti dalla mia parte. Non sono i fascisti o i comunisti che ci hanno impoverito, tolto i diritti, precarizzato l’esistenza, reso un incubo il pensiero del futuro".
Prima questione: ma questa signora sa che vive in una repubblica che oltreché essere - almeno in teoria - fondata sul lavoro ha una Costituzione di cui tutto si può dire tranne che non sia chiaramente antifascista? Da quello che conosce di CasaPound, cioè assolutamente nulla si può aggiungere, i loro simpatizzanti menano non perché violenti, ma per preservare il folclore nostrano. Una specie di carnevale un po' violento con i suoi usi e costumi. E già che c'è, c'inserisce anche il razzismo. Alla faccia dello slogan - perché allora solo di questo si tratta - che dice "nessuno deve restare indietro". Anche la xenofobia della Lega potremmo definirla folclore di questo passo.
Seconda questione: denota davvero grande amore per il qualunquismo confondere l'idologia fascista e comunista ai regimi che le applicavano, per concludere che dato che si sono estinti i secondi, allora anche le prime non ci sono più. E se per ideologie l'onorevole intendeva i rispettivi partiti, allora occorrerebbe farle notare che il Partito Comunista non c'è più da 24 anni, mentre il Partito Nazionale Fascista è per fortuna un ricordo da ben più tempo: il riferimento ai trent'anni dalla loro scomparsa non ha alcun senso.
Terza questione: se questo è il livello culturale dei neoeletti grillini - lasciamo stare le notizie da gossip di Repubblica sul senatore che non sa dov'è il senato: quelle sono cacchiate - c'è da sperare che le istituzioni che per loro sono vecchie, da spazzare via, siano più forti e servano ad educarli ai compiti istituzionali che si apprestano a svolgere. Altrimenti c'è da preoccuparsi.
sabato 2 marzo 2013
LA PIRAMIDE DI MASLOW. OVVERO PERCHE' GRILLO HA TRIONFATO, BERSANI HA VINTO (MA NON ABBASTANZA) E BERLUSCA HA TENUTO
Secondo Maslow gli individui sono unici e irripetibili, mentre i loro bisogni sono universali. Questi bisogni vanno dai più elementari (fisiologici) fino ai più elevati (quelli di autorealizzazione). Ovviamente non è possibile soddisfare i bisogni superiori se prima non si sono soddisfatti quelli più bassi.
Stavo cercando di darmi una spiegazione di come sia stato possibile arrivare ad un risultato elettorale come quello cui siamo giunti, quando mi si è accesa la lampadina. Chi ha vinto ha fatto leva sui bisogni più elementari dell'individuo; chi ha perso - o ha vinto, ma non abbastanza - ha discettato sui temi universali.
In questo periodo, caratterizzato da quella che forse è la peggiore crisi economica degli ultimi due secoli, con un numero sempre maggiore di persone senza lavoro, che quindi hanno sempre maggiori difficoltà a soddisfare le proprie necessità (cos'altro sono i tagli alla spesa delle famiglie?), ovviamente la platea sempre più ampia di individui che o si trovano o si troveranno a dover scendere ai gradini più bassi della piramide è in continuo aumento.
Quali saranno mai i messaggi più ascoltati da chi è in una situazione di grande bisogno?
Se non lavoro non mangio, perché ormai senza soldi non fai e non sei niente. Quindi va benissimo chi mi dice che mi restituisce i soldi dell'Imu (Berlusconi). E va ancora megli se mi promettono il reddito di cittadinanza e mi dicono che nessuno deve restare indietro (Grillo e il M5S). Perdipiù sono anche già parecchio incazzato con quelli che hanno votato i sacrifici del governo Monti e adesso come se nulla fosse dicono che occorrerà rivedere quei sacrifici per renderli più sostenibili (PD). Più sostenibili adesso che mi hanno già affossato. E quando vedo un magistrato in aspettativa che si candida per la sinistra e mi parla praticamente solo di etica e moralità (Rivoluzione Civile), mi va il sangue alla testa.
( A proposito di Ingroia e della sua accozzaglia di funzionari di partito alla ricerca di uno stipendio: che significato ha civile accanto a rivoluzione? Quale rivoluzione nella Storia è mai stata incivile?)
In questi giorni leggo dotte analisi del perché e del percome Grillo ha stravinto: è successo perché il suo programma comprende tutti i bisogni della piramide. Che è clamorosa la tenuta di Berlusconi: le sue sparate soddisfano le necessità più elementari. Come mai il PD non ha fatto il botto che tutti si aspettavano: si è rivolto solo a quella fetta di popolazione che può ancora permettersi di strologare sopra i massimi sistemi dell'universo.
E poi non venitemi a dire che il Partito Democratico è di sinistra. E' un partito radical-chic e proprio per la sua puzza sotto al naso non si è reso conto che le masse se ne stavano andando verso altri lidi, non necessariamente migliori; semplicemente più soddisfacenti, almeno a parole.
Ma quando sei con l'acqua alla gola, va bene tutto. Non importa che sia etico. Se sei disperato anche "Forza Provenzano" potrebbe darti una mano.
mercoledì 27 febbraio 2013
BERSANI PARLA, GRILLO NON AFFERRA
Quello di Bersani oggi mi è sembrato un discorso tutto sommato condivisibile. Ha preso atto del paradosso di una vittoria che non si è rivelata tale, finendo per rappresentare una sconfitta (della sua linea politica). Ha offerto la propria testa. Ha escluso accordi con Berlusconi (alleluia). Ha cambiato tono nei confronti del M5S, proponendo una tregua armata - leggasi "governo di scopo" - per formare una coalizione che possa confrontarsi su pochi e precisi punti programmatici. Infine, ha esortato (sfidato) i grillini a prendere atto che entrando in parlamento dovranno per forza di cose connotarsi politicamente.
Il fatto che queste dichiarazioni di Bersani siano arrivate dopo un giorno di completa latitanza, mi fa sospettare che siano state precedute da un aspro confronto interno.
Se Bersani riuscirà a mantenere la guida del partito, forse si potrà cominciare ad avere un cautissimo ottimismo politico, derivante anche dal fatto che il nome del "dictator" Monti non è mai stato pronunciato.
A questa prima - piccola - nota positiva, ne corrisponde una di segno opposto. Grillo ha risposto sostanzialmente in maniera affermativa con una frase in politichese: "Il modello Sicilia è meraviglioso".
Attualmente è sicuramente un modello per il M5S, poiché consente loro di mantenere la funzione di pedagoghi integerrimi che decretano sulla bontà o meno delle proposte che i politici (ladri, corrotti e anche un po' coglioni) si arrabattano a formulare.
Solo che questo sistema/modello può funzionare solo laddove il capo del governo venga eletto direttamente, non avendo quindi bisogno di passare attraverso un voto parlamentare che ne confermi o meno la fiducia.
Viceversa, in un sistema che non preveda l'elezione diretta del capo del governo questo sistema meraviglioso diventa totalmente inutile.
Nessun presidente della repubblica - nemmeno Napolitano che ha permesso la caduta del governo Berlusconi senza che venisse prima sfiduciato (caso unico dal dopoguerra ad oggi) - assegnerà l'incarico di formare il nuovo governo senza che sia nata prima una maggioranza parlamentare in grado di sostenerlo.
Gli scenari possibili si riducono di molto. Non si può tornare a votare, perché Napolitano a meno di violare la costituzione non può sciogliere le camere. Quindi, visto anche che questo parlamento così formato dovrà comunque eleggere il nuovo presidente della repubblica, sarà imprescindibile che si nomini un governo che abbia una maggioranza solida.
E se i grillini non si renderanno conto in fretta che è ora che si trasformino in una forza politica vera e propria, in grado anche di sporcarsi le mani, l'unica maggioranza solida possibile è quella PD-PDL.
mercoledì 16 gennaio 2013
ELEZIONI: TANTO RUMORE PER IL NULLA...
Dato che vado per i 40, faccio parte a pieno titolo di quella che l'ambizioso presidente Monti chiama "la generazione perduta", quella fetta di popolazione che volente o nolente è stata di fatto "esodata" a causa di politiche sociali ed economiche drammaticamente - per non dire colpevolmente - sbagliate: precarizzata selvaggiamente in cambio di niente e senza alcuna speranza di ottenere un domani una pensione che permetta non dico una vecchiaia dignitosa, ma neppure una minima sussistenza. Per non lasciare alcun barlume di speranza, si è fatto in modo di annullare anche il miraggio pensionistico, aumentando la distanza dal traguardo, con gli handicap delle varie riforme del welfare (per inciso, anche l'introduzione della schiavitù è una riforma), una più ignobile dell'altra.
Che un presidente del consiglio possa certificare un così grande fallimento politico e sociale senza che nessuno di coloro che chiama in causa senta il bisogno di replicare o quanto meno di giustificarsi/scusarsi è per me già un buon motivo per non votare nessuno dei cosiddetti vecchi politici.
E dato che neanche il "nuovo" che avanza dice chiaramente qualcosa in proposito, neanche le "novità" saranno prese da me in considerazione.
Questo per quanto riguarda il particolare.
In un contesto più generale, però, penso che ugualmente non valga la pena perdere tempo a votare qualcuno. L'unica cosa che farò sarà stare a guardare, allibendo, questa campagna elettorale che impegnerà un sacco di energie per ottenere...: massimo sforzo per il minimo risultato.
Naturalmente i grandi media, per i loro interessi di bottega, devono per forza presentare l'evento come epocale. E dato che niente come il futile genera dibattito, qualsiasi starnuto - tipo la buffonata del voto utile, solo per fare un esempio possibile tra i tanti - viene e verrà amplificato a dismisura.
Quindi, grande eco per Monti che sostiene che gli schieramenti devono tagliare le ali più estreme, o che la sua agenda è l'unica possibile: una bibbia in tutto e per tutto. Appelli al voto utile - per chi? - perché il paese ha bisogno di stabilità.
(Giusto tra parentesi, tesi confutata dalla semplice constatazione che quando si votava col sistema proporzionale i governi duravano infinitamente meno di oggi, ma le legislature duravano tutte cinque anni. E che colui che osò proporre un premio di maggioranza che assegnava il 55% dei seggi al partito che avesse raggiunto il 50,1% dei voti, quel De Gasperi che oggi tutti citano ad esempio, fu sostanzialmente fatto fuori dal parlamento proprio a causa di quella "legge truffa". Altri tempi).
Pantomime su Berlusconi che si ritira, no si candida, fa il premier, il capo della coalizione. Ma chi, sano di mente, poteva pensare che si sarebbe ritirato con i casini giudiziari e aziendali che ha? E dato che la Lega se l'è comprata, come poteva succedere che Maroni potesse davvero staccarsi da lui?
Titoloni per Rivoluzione Civile di Ingroia, che si dimette da giudice per andare in Guatemala, se ne va subito anche da lì per candidarsi e speriamo che lo eleggano, così almeno si ferma un po'.
(A proposito, qual è una rivoluzione "incivile"? Di solito sono cruente o, assai più raramente, incruente).
O, infine, Grillo che candida dei giovani che o la pensano come lui o se ne vanno fuori dalle balle; che fa delle "parlamentarie" - in cui si è parlato pochissimo - con i candidati che postavano in rete i loro spot elettorali che sembrano i casting del Grande Fratello (guardare QUI per credere); che permette di votare a poche decine di migliaia di persone e poi chiama buffonarie le primarie del PD (partito che si definisce di massa e poi rappresenta la media e alta borghesia) a cui si presentano a votare in milioni; che abusa delle allegorie storiche: la "Waterloo di Monti" - ma dopo Waterloo c'è stata la Restaurazione -, o "Parma sarà la nostra Stalingrado" - ma Stalingrado era assediata dai nazisti -; che "l'antifascismo non è un mio problema", anche se "non sono mai stato fascista".
Insomma, questo è ciò che passerà il convento nel prossimo mese. Invece, silenzio totale su quello che, forse, dovrebbe essere l'unico argomento davvero importante: l'Europa e ciò che la riguarda (crisi compresa).
Etichette:
Berlusconi,
campagna elettorale,
De Gasperi.Storia,
elezioni,
generazione perduta,
Grillo,
Ingroia,
Lega,
Monti,
PD,
politica,
Rivoluzione Civile,
Stalingrado,
Waterloo
mercoledì 14 settembre 2011
I NUOVI PADRONI
"Il problema del rapporto con la Cina è questo: ci stanno mangiando vivi. Le merci che vanno in Cina hanno i dazi cinesi le merci che arrivano in Europa, no. Io voglio per molti anni i dazi e le quote nel nostro Paese, fino a che ci saremo riconvertiti dal punto di vista industriale".
Con questa lapidaria affermazione il ministro dell'economia Tremonti spiegava, nel Marzo 2006, che si dovevano imporre i dazi alle importazioni cinesi, altrimenti l'Italia sarebbe stata cannibalizzata dalla potenza economica dagli occhi a mandorla.
Oggi, cinque anni dopo, di dazi non si parla più. Anzi, è notizia di questi giorni che l'Italia avrebbe avviato frenetiche trattative per vendere ad un fondo sovrano cinese una consistente parte del proprio debito pubblico.
Berlusconi e Tremonti hanno forse deciso di proclamare la dittatura del proletariato?
Per ora, pare non sia così.
Più semplicemente, i conti pubblici stanno sempre più irrimediabilmente colando a picco, per cui si tenta di raschiare il fondo del barile, nella speranza di fermare (finora senza risultato) l'affondamento.
Dato che ormai la situazione è, eufemisticamente parlando, disperata, qualunque ciambella di salvataggio, di qualsiasi provenienza, è bene accetta.
Ovviamente le motivazioni della potenza asiatica non sono dettate da scopi filantropici, bensì da puri calcoli di convenienza: alla Cina non conviene la fine dell'Euro.
Chiaro quindi che questa disponibilità all'acquisto dei debiti italiani dovrà essere ripagata in futuro in qualche modo.
Torna alla mente questo vecchio manifesto elettorale e la battuta di Grillo sul bambino cinese, che non è il figlio della coppia, ma il loro datore di lavoro.
Che anche questa volta la fantasia superi la realtà?
Etichette:
Berlusconi,
Cina,
debito pubblico,
economia,
Euro,
Grillo,
Tremonti
Iscriviti a:
Post (Atom)