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mercoledì 30 maggio 2012

TROVA L'ERRORE



Questa targa commemorativa è stata posta nell'atrio del Liceo classico Parini di Milano, considerato il fiore all'occhiello dell'istruzione superiore milanese.
Peccato che Tobagi sia stato certamente assassinato il 28 maggio 1980, ma non dalle Brigate Rosse.
I figli del giornalista, presenti alla cerimonia, non hanno voluto far notare il grossolano errore, dicendo che comunque era da apprezzare il gesto e che confidavano che, siccome la targa era stata posta in cotanto luogo di cultura, la sua sola presenza avrebbe stimolato gli studenti ad approfondire la vicenda con maggiore precisione.

Personalmente dubito che il loro auspicio possa mai realizzarsi, dato che la maggior parte degli studenti che conoscono Piazza Fontana sono convinti che anche quella fu una strage organizzata dalle BR.

Sarebbe più appropriato il distico ispirato che un'anonima mano vergò sul muro di un cesso del suddetto Liceo negli anni in cui l'ho frequentato io:

" Perché di questo sacro loco
  giammai nulla si perda.
  Ciò che ci diede in scienza
  restituiamo in merda!"

lunedì 5 settembre 2011

A POCO A POCO, FORSE, SARANNO DIVERSI. PER ORA NO





Bersani dice che a poco a poco si vedrà che il Pd è un partito diverso. Da quando l'ha detto, continuavo a domandarmi per quale motivo sulla questione morale questa differenza non avrebbe dovuto apparire netta sin da subito, anziché emergere pian piano, giorno dopo giorno.
Insomma, delle due una: o Bersani è impazzito tanto da non rendersi conto che un'affermazione del genere è suicida, oppure stanno cominciando solo adesso un patetico tentativo di smarcarsi da un sistema, che di morale ha ben poco ed in cui fino ad oggi sono stati dentro fino al collo.
Alcune vicende tra le tante assurte agli onori della cronaca, fanno decisamente propendere per la seconda ipotesi.
Dalle carte che stanno uscendo sulla vicenda Penati, viene fuori un sistema di corruzione enorme, mostruoso, che dalla bellezza di quindici anni coinvolgeva decine di imprenditori e politici.
E' mai possibile che a Milano i dirigenti Pd non ne sapessero nulla? E' credibile che questa dirigenza non avesse gli strumenti per controllare come lavorasse Penati?
Anche qui i casi sono due e sono molto semplici da capire.
O nel partito a Milano si sapeva come stavano realmente le cose, e allora i dirigenti coinvolti dovrebbero pagare per la loro complicità; oppure non si sono mai accorti di nulla, nel qual caso dovrebbero essere buttati fuori a calci in culo per la loro assoluta incapacità.
Lo stesso discorso vale anche per il massimo esponente del Pd, il segretario Bersani.
Come è possibile che abbia potuto nominare Penati come suo più stretto collaboratore, senza sapere quello che stava combinando? E se fosse vero che ne era totalmente all'oscuro, come può tranquillamente solo pensare di rimanere al suo posto, dopo questa enorme prova di inettitudine, quanto meno nella scelta dei collaboratori?
E magari fosse la prima volta che questi signori danno così chiara prova di non saper segliere chi appoggiare!
Quasi nessuno parla più di quando come una falange macedone costoro appoggiavano la scalata di Consorte alla Bnl: non era un secolo fa, sono passati solo cinque anni!
Nel caso di Tedesco, invece i dirigenti del partito non possono neanche dire che non sapevano nulla, dato che lo portarono in senato ben dopo che il loro esponente pugliese era stato indagato per corruzione, accusato di aver favorito come assessore alla sanità della regione Puglia le aziende della moglie e del figlio, che, guarda un po' la combinazione, erano fornitrici delle Asl regionali.
Un episodio, questo, che da solo basta a far comprendere come mai sul conflitto di interessi, il partito si limiti a delle mere dichiarazioni di facciata, dato che la faccia per combatterlo non ce l'hanno mai avuta.
Per non parlare poi di Frisullo, vice presidente della regione Puglia. Quello che andava a letto con le mignotte di Tarantini, quando queste non erano impegnate nei bunga bunga con il cavaliere. Un lampante caso di sesso bipartisan.
Poi ci sarebbe anche la fondazione Italianieuropei che prendeva finanziamenti da uno che pagava tangenti per l'appalto del trasporto aereo con l'isola d'Elba. Quando qualcuno ha chiesto a D'Alema di svelare i nomi dei finanziatori della sua fondazione, visto il caso di questo giglio di campo, l'onorevole ha risposto che non si può perché c'è la privacy.
Non pare una risposta che sgomberi il campo da tutti i sospetti, anzi.
A poco a poco, forse, faranno chiarezza, almeno si spera.
Il problema però è che fingono di non capire che, anche qualora si decidessero finalmente a fare pulizia (cosa che per ora apppare incredibile), dovrebbero avere comunque la decenza di farsi da parte una volta per tutte, dato che in un modo o nellìaltro hanno ormai esaurito quel poco di credibilità che ancora potevano pensare di avere.

martedì 30 agosto 2011

FINANZIARIA : SICURI CHE I CONTI NON TORNINO ?







Presentate le proposte di modifica al decreto finanziario di due settimane fa, quello per cui il nostro prode Berlusconi "grondava sangue".
Subito insurrezione generale delle opposizioni, dei sindacati, dei comuni, tutti a gridare che i conti così non tornano.
Se però guardiamo questi emendamenti non dal punto di vista dei comuni mortali, ma da quello di un solo uomo che è al governo per farsi i fatti propri infischiandosene del resto, allora possiamo tranquillamente affermare che quei conti tornano, eccome se tornano.
Per prima cosa, infatti, B. non è un lavoratore dipendente e non ha mai fatto il militare. Chiaro che non gliene possa fregare di meno, quindi, se non contando più gli anni di università e di "naja" altre persone dovranno mettere in preventivo qualche anno in più di lavoro, per arrivare finalmente all'agognata pensione, sempre che non schiattino prima. La suggestiva "quota cento" per poter smettere di lavorare, poi, ricorda molto la ruota di "Ok, il prezzo è giusto".
E' poi del tutto evidente che il fantomatico contributo di solidarietà non avrebbe mai potuto entrare in vigore, dato che va bene che B. dovrà pagarlo, anche se con tutti gli sconti del caso, in quanto parlamentare; dato che però lui è anche incidentalmente padrone dell'A.C.Milan e che in quel mondo dorato gli stipendi dei calciatori sono al netto delle tasse, che sono pagate dalla società, mica si può pretendere che paghi tutto lui.
Bankitalia sostiene che se gli emendamenti passassero, la manovra rischierebbe di essere fortemente depressiva: a parte che la depressione arriverebbe comunque anche senza questi ultimi geniali cambiamenti; ma al nostro B. cosa volete che interessi?
Per lui i conti tornano e tanto basta.

giovedì 14 luglio 2011

DOV ' E' FINITO BERLUSCONI ?




Da giorni il Caimano pare essere scomparso dagli schermi radar della Terra.
In questo periodo ha lasciato la guida della politica e della finanza e se ne è rimasto silente, quasi fosse uno di quei megadirettori astratti di fantozziana memoria, uno di quelli che "si mormora non esista neppure".
Magari così fosse.
In questi giorni i cosiddetti esperti di informazione danno credito alla tesi secondo cui Berlusconi è rinchiuso a Villa Certosa incazzato nero per la condanna civile del Lodo Mondadori.
Sicuramente è adirato, ma altrettanto sicuramente non è quello il motivo della sua scomparsa.
A parte che se veramente è in Sardegna, ci sta dando dentro col bunga-bunga come non mai.
La verità è che quando le cose si sono messe male per lui, lui è sempre sparito.
Lo faceva già ai tempi in cui era "solo" un tycoon televisivo e il presidente del Milan, ogniqualvolta qualcuno della tifoseria organizzata rossonera ammazzava un ultras di una squadra avversaria: lui all'inizio diceva che doveva essere un pazzo isolato estraneo al gruppo, poi che era una mela marcia, infine, di fronte all'evidenza dei fatti (l'ultras in questione era sempre appartenente a gruppi organizzati vicini alla società), scompariva lasciando al prode Galliani la gestione del lutto.
Le cose da allora non sono cambiate. Lui è l'uomo di successo, il genio della finanza, quello che crea lavoro con le sue aziende. E' quello della povertà e della disoccupazione percepite, quello delle feste, dell'ottimismo. E' quello che la crisi non c'è, basta non parlarne e non arriva.
Figurarsi se uno così, che spara balle sempre più grosse, può rimanere al suo posto come nulla fosse, quando il fumo che vende si dirada, lasciando vedere la realtà: è chiaro che deve sparire lasciando che altri ci mettano la faccia, perché la sua per nessun motivo deve essere accostata a episodi negativi.
Altra coincidenza che può contribuire a spiegare quanto detto sin qui. Appena uscita la sentenza Mondadori, il nostro ha mandato avanti le sue truppe cammellate per far sapere che non un Euro era dovuto, più il solito disco rotto della sentenza politica e bla bla: lui zitto, perché lui non può perdere.
Martedì, all'improvviso, Ghedini ha dichiarato che Fininvest avrebbe pagato i 560 milioni alla Cir di De Benedetti, ribaltando completamente l'atteggiamento tenuto sino ad allora.
E' da notare la successione temporale: appena l'attacco ai mercati frena, con maggioranza e opposizione che si accordano scandalosamente, complice Napolitano, sulla manovra, Berlusconi fa sapere a tutti che anche lui fa sacrifici.

EXPO: A MILANO SI LITIGA

Approvato il progetto di variante urbanistica per il progetto di Expo 2015.
Alla fine, il sindaco ha dovuto cedere al Pd, primo partito della sua coalizione, che come al solito si è appellato al senso di responsabilità: è stato approvato il piano della vecchia giunta Moratti, che prevede per l'area, una volta finito l'evento, un indice di edificabilità dello 0,52 pari a 400.000 metri quadrati di future costruzioni. Della cui funzione, ovviamente, non si è ancora deciso nulla, raro esempio di pianificazione.
Molto soddisfatti della cosa il presidente della regione Formigoni e l'ex sindaco della città che ha polemicamente esternato la propria soddisfazione per l'approvazione del piano preparato dall sua giunta: la loro soddisfazione vorrà ben dire qualcosa.
Questo ennesimo figurone ha creato forti fibrillazioni all'interno della maggioranza. Basilio Rizzo ha già detto che non voterà questo provvedimento, visto che essendovisi opposto quando era sindaco la Moratti non vede perché dovrebbe essere favorevole ad un documento identico solo perché nel frattempo è cambiato il sindaco: raro esempio di logica.
Rifondazione è incazzata per il fatto di non essere entrata in giunta, nonostante il suo decisivo contributo al successo delle elezioni (è il secondo partito del centro-sinistra, numericamente parlando) e infatti sta cercando di far pesare la cosa proponendo varianti sostanziali al piano, come la diminuzione dell'indice di edificabilità a 0,16 e la convocazione dei comitati dei cittadini che appoggiano Pisapia per aprire una discussione pubblica: proposta non certo disprezzabile, ma fatta per interessi di bottega. Siccome la loro arrabbiatura è tanta, possiamo aspettarcene delle belle: erano convinti di essere morti e sono risorti, quindi è prevedibile che vendano cara la pelle. Del resto sono ancora quelli della cacchiata del "partito di lotta e di governo"
Boeri, che non ha ancora digerito il fatto di non essere lui il sindaco, fa i capricci: è convinto che, se avesse vinto le primarie, avrebbe vinto anche le elezioni (io non lo avrei mai votato, secondo me con lui candidato rivinceva la Moratti).
Morale della favola, nessuna novità: tutti pensano che l'Expo sia una palla al piede (inutile, costoso, già ridotto rispetto al progetto originale), ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo chiaramente. Così, mentre la giunta litiga per una cosa inutile, il centro-destra gode.

lunedì 30 maggio 2011

SILVIO, VIENI A TROVARCI A SUCATE



Noi, nell'attesa che tu accolga il nostro invito, seguiremo il tuo consiglio e pregheremo Dio che salvi e continui a salvare i milanesi da te!!!

PISAPIA E DE MAGISTRIS: I PRIMI CHIODI SULLE BARE DI PD E PDL

Erano giorni che tutti quelli con cui parlavo erano scaramantici sul ballottaggio di Milano. Continuavano a dirmi di essere preoccupati, che non avrebbero detto nulla prima della fine dello spoglio.
Io, invece, li provocavo concludendo ogni conversazione sempre con le stesse due parole:"E' fatta!".
Oggi verso le dieci ho osato anche di più e ai miei colleghi ho lanciato l'affondo: Pisapia e De magistris vinceranno con percentuali da doppiaggio.
A Milano, Pisapia ha messo il primo chiodo sulla bara del PDL: è giusto che il berlusconismo muoia là dove nacque e "nocque".
A Napoli, De Magistris ha dimostrato che anni di bassolinismo sono stati deleteri per la città e che nulla ha potuto l'attivismo di facciata di Berlusconi.
Forse, finalmente, possiamo buttare via il vecchio che era avanzato e iniziare ad accogliere, con diciassette anni di ritardo, il nuovo che avanza.

giovedì 26 maggio 2011

NON SIAMO RAZZISTI NOI, SONO LORO CHE SONO STRANI

Primo mattino nell'afosa Milano.
In una piazza periferica, si aggira un uomo scalzo e a torso nudo dai tratti orientali.
In mano ha una foto di Giovanni Paolo II, che continua a baciare e ad osservare con aria estatica.
A mezza voce, bofonchia qualcosa che sulle prime non capisco, poi mi rendo conto che parla in un italiano stentato misto a frasi forse in cinese e, a modo suo, sta pregando.
E' evidente che è uno dei tanti "matti" che vanno in crisi ai primi caldi estivi, ma è altrettanto evidente che, pur essendo molto eccentrico, è assolutamente innocuo.
Qualcuno chiama l'ambulanza e, nell'attesa, si forma un piccolo crocchio di osservatori interessati.
Standomene un po' in disparte, riesco a captarne qualcuno.
Nessuno dice la cosa secondo me più ovvia, cioé che sta male.
Tutti sembrano infastiditi o spaventati da questa presenza che turba la vista ed il quotidiano tran tran cittadino.
Una signora di mezz'età premette subito che lei fa la volontaria in ospedale per confortare quanti stanno male e subito aggiunge che però andare in giro così conciati...
Un signore interviene criticando il fatto che "guarda come questo se ne va in giro, sporco e a piedi nudi, sono proprio dei selvaggi".
Un altro si intromette affermando che "uno così potrebbe spaventare i bambini".
Da notare che non c'è un bambino a vista d'occhio e che "questo" non sta facendo casino: è solo scalzo e a torso nudo.
L'ambulanza non l'hanno chiamata perché sta male.
Vogliono solo che qualcuno tolga dalla loro vista il "babau".

mercoledì 25 maggio 2011

PIU' SI CHE NO

Sino ad oggi, ho sentito gli urlatori berlusconiani dire che avevano sbagliato a fare una campagma elettorale demagogica e che per i ballottaggi avrebbero abbassato i toni, per parlare solo dei programmi per Milano: evidentemente non hanno programmi, perché hanno continuato a parlare solo del programma di Pisapia, tentando di dimostrare che è composto solo di due punti, zingari e moschee.
Poi sono apparsi dei manifesti elettorali che invitano a non consegnare la città in mano alla sinistra: un'evidente campagna razzista contro chi è mancino.
Di come intendono amministrare la città, ovviamente, neanche un sussurro.
Per questo sono sempre più convinto di votare per Pisapia anche al ballottaggio.
L'unico esile dubbio rimane perché il buon Giuliano ha accettato di stringere la mano all'attuale sindaco Moratti, cosa che secondo me non avrebbe dovuto fare prima di ricevere pubbliche scuse per la porcata ignobile che lei ha fatto durante il confronto in TV.

venerdì 20 maggio 2011

DAI, LETIZIA, DAI !!!

Ieri donna Letizia Brichetto Arnaboldi, in arte Letizia Moratti, ha cominciato la sua campagna per i ballottaggi: ha promesso che i cittadini milanesi nel caso la eleggessero non pagheranno più l'Ecopass. Praticamente, ha buttato nel cesso cinque anni di lavoro certosino per convincere i milanesi che l'ingresso a pagamento nel centro cittadino era cosa buona e giusta.
Tralascio volutamente la panzana dell'aumento dei fondi comunali per i disabili, perché i fischi che questi ultimi le hanno tributato mentre, restando seria, lo affermava sono un chiaro segnale che questa è la verità.
Oggi, la bat-sindaca ha detto che i cittadini milanesi non pagheranno più la sosta nelle strisce blu. Praticamente, ha ri-buttato nel cesso anni di lavoro.
Per i prossimi giorni, mi permetto di lanciarle un'idea: signora sindaca, io avrei bisogno di una persona che venisse due, meglio tre giorni la settimana per tre/quattro ore a stirare e pulire casa. Naturalmente sono un cittadino residente. Posso contare su di lei?

martedì 22 febbraio 2011

MA PISAPIA VIVE IN UNO SGABUZZINO ?

Ieri su " Repubblica ", si poteva trovare una interessante intervista al candidato sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che cerca di disinnescare gli effetti della notizia secondo la quale la sua compagna appare negli elenchi delle case ad "equo canone" del Pio Albergo Trivulzio.
La buona fede e l'onestà del buon Giuliano non credo che valga la pena metterle in discussione.
Quello che mi ha colpito sono altre cose.
Primo: l'avvocato ha subito puntato il dito alla "macchina del fango", che stava cercando di rovinare la sua reputazione di candidato onesto. Ma nessuno ha insinuato che lui abitasse in quell'appartamento. E' stata resa nota una lista di affittuari, cioé un dato di fatto. Dichiararsi infangati da una cosa vera, anche se spiacevole, sembra un controsenso: allora una balla non sarebbe stata infangante? Mi sembra il solito gridare al complotto e francamente mi delude.
Secondo: in un secondo momento, Pisapia si è doverosamente scusato, affermando di non aver subito compreso che, essendo la sua compagna compresa in quelli elenchi, la notizia avrebbe potuto avere effetti negativi per la sua campagna elettorale. Un'ingenuità, insomma, compiuta in assoluta buona fede. Sono convintissimo della sua buona fede, ma presentarsi come un ingenuo non mi sembra un bellissimo modo per accreditarsi come un buon sindaco.
Terzo: il buon Giuliano ha precisato che lui non ha mai abitato lì e che quell'appartamento era stato affittato dalla sua attuale compagna quando loro due ancora non si conoscevano: lei lo aveva chiesto all'ex sindaco Paolo Pillitteri in epoca non sospetta.  Proviamo anche noi a chiedere al sindaco Moratti, per favore ovviamente, se ci può dare un appartamentino a canone molto agevolato in centro città: in fondo, domandare è lecito, rispondere è cortesia.
Quarto: la potenziale "first sciura" ha disdetto il contratto di affitto nel 2008, quando i due hanno deciso di andare a convivere. A causa dei ritardi nella costruzione del nuovo nido d'amore, la signora ha vissuto ( e se non ho capito male continua a stare ) nell'appartamento dello scandalo. Quando l'avvocato Pisapia ha deciso di candidarsi, non poteva dirle di mollare subito la casa e di andare a vivere da lui? Non potevano insieme trovare un altro appartamento in affitto a prezzi di mercato? Sono indigenti ( lui avvocato e lei giornalista di "Repubblica" ) o il nostro eroe vive in uno sgabuzzino?
Chiediamo spiegazioni al candidato e pretendiamo delle risposte!

mercoledì 2 febbraio 2011

VELENI E POTENTI VELENOSI

A Milano l'aria è irrespirabile da un mese. I livelli di micropolveri hanno sforato di tre volte il limite consentito. Svariate sono in questi giorni le proposte per rimediare a questa situazione, che i quotidiani descrivono con toni apocalittici.
Una "soluzione" è già stata adottata: proibire la circolazione dei veicoli di Domenica, quando si sa che il traffico in città è più congestionato; dal Lunedì al Sabato, infatti, tutti usano i mezzi pubblici o si muovono in bicicletta, soprattutto coloro che entrano in città per andare al lavoro. Tutti, infatti, magnificano sempre più i treni per pendolari e la loro efficienza.
Un' altra l'ho sentita stasera: chiudere le scuole. E' infatti risaputo che i bambini sono spericolati al volante e le mamme che conducono i passeggini guidano come delle pazze, sgasando in preda all'ebbrezza della velocità.
Anche in Regione sono molto attenti al problema dell'inquinamento: è di stamattina la notizia che sotto la Piramide di Formigoni stazionano per ore svariate "auto blu" con il motore senpre acceso, perché assessori e dirigenti vogliono che siano sempre pronte a partire (fonte La Repubblica).
Domenica prossima probabilmente i cittadini andranno ancora a piedi, sperando che i livelli d'inquinamento tornino sotto i limiti consentiti: in questo modo, da Lunedì potremo tutti tornare a respirare l'aria di Milano, salubremente inquinata entro i limiti di legge.
Assessori e dirigenti regionali, invece, si sentiranno poco bene: a furia di far finta di preoccuparsi per i veleni, sono diventati velenosi per gli altri.