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lunedì 9 luglio 2012

OMS : " LE EMISSIONI DEI DIESEL SONO CANCEROGENE PER L'UOMO "



"Le prove scientifiche sono inconfutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state all'unanimità: le emissioni dei motori diesel causano il tumore del polmone ". E' questa la dichiarazione di Christopher Portier - Chairman del Centro Internazionale di ricerca sul Cancro - al termine di una settimana di lavoro degli esperti dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che si è conclusa a Lione il 12 giugno. Portier ha sottolineato inoltre la necessità che "l'esposizione a questa miscela di prodotti chimici sia ridotta in tutto il mondo".

Se ne parlava già da tempo, ma sembra che gli esperti abbiano rilevato prove sufficienti per stabilire una stretta correlazione fra i motori alimentati a gasolio e il cancro: "le emissioni allo scarico dei motori diesel sono cancerogeni certi per gli esseri umani e l'esposizione a tali gas è associata ad un rischio accresciuto di tumore al polmone ed anche ad un maggior rischio di cancro alla vescica". Questo è il verdetto del gruppo di lavoro che ha portato i motori alimentati a gasolio alla classificazione - da oggi - nel "gruppo 1", quello appunto delle sostanze cancerogene certe, mentre in precedenza le emissioni dei diesel erano annoverate nel "gruppo 2" delle sostanze probabilmente cancerogene per l'uomo.

FONTE

martedì 11 ottobre 2011

ENI : LE SABBIE BITUMINOSE DEGLI ITALIANI BRAVA GENTE





"Sfruttamento delle sabbie bituminose
Nel 2010 Eni ha proseguito gli studi relativi al possibile sviluppo di riserve ad olio non convenzionali (sabbie bituminose) dalle aree omshore di Tchikatanga e Tchikatanga-Makola, nell'ambito degli accordi di cooperazione firmati nel 2008, con il particolare obiettivo di identificare le aree dove lo sviluppo sarebbe possibile nel rispetto degli stringenti parametri Eni di rispetto dei vincoli ambientali e di sostenibilità. Le due aree, estese su 1.790 chilometri quadrati, presentano enormi potenzialità. L'attuazione dell'accordo consentirà a Eni di consolidare la sua competenza specifica nel settore delle sabbie bituminose, valorizzando la tecnologia proprietaria Eni Slurry Technology (EST) al fine di valorizzare gli oli pesanti che saranno estratti dalle sabbie. Tale tecnologia è in grado di azzerare il residuo pesante della lavorazione massimizzando la resa in prodotti leggeri. Il progetto beneficerà delle sinergie derivanti dall'utilizzo delle infrastrutture del campo operato di M'Boundi."

Questo il comunicato che appare sul sito dell'Eni.

Innanzitutto: cosa sono le sabbie bituminose?
Le sabbie bituminose sono una combinazione di argilla, sabbia, acqua e bitume. Dalle sabbie bituminose si estrae un bitume simile al petrolio che può essere convertito in petrolio grezzo sintetico o raffinato direttamente in raffineria per ottenere i derivati del petrolio. Le sabbie bituminose vengono estratte tramite miniere superficiali o tramite pozzi grazie a delle tecniche come il vapore e i solventi che ne riducono la viscosità. Mediamente il bitume contiene l'83,2% di carbonio, il 10,4% d'idrogeno, lo 0,94% d'ossigeno, lo 0,36% d'azoto e il 4,8% di zolfo.

L'estrazione ha un impatto molto pesante sull'ecosistema. In Alberta, ad esempio, questa forma di estrazione ha distrutto completamente, a causa delle miniere a cielo aperto, la foresta boreale e ha delle conseguenze dirette sull'aria. Centinaia di Kilometri quadrati di territorio sono devastati.

Occorre anche tenere presente che il saldo energetico per ottenere il prodotto è negativo: per arrivare ad un barile di bitume vengono usati dai quattro ai cinque barili d'acqua. Alla fine del processo, poi, l'acqua risulta talmente piena di sostanze tossiche da renderne necessaria la raccolta in grandi vasche per l'immagazzinamento: da lì le sostanze tossiche vemgono tranquillamente rilasciate nell'aria, con il conseguente pericolo per la salute degli abitanti, ad esempio per l'aumento dell'incidenza dei tumori.

Appare quindi chiaro come gli "stringenti parametri Eni di rispetto dei vincoli ambientali e di sostenibilità" risultino essere una vera e propria barzelletta.

In più, pare che gli accordi fatti dall'Eni con il governo del Congo e con i capi-tribù della zona interessata, prevedano da parte dell'azienda di "Stato" la realizzazione di nuove strade in cambio dei diritti di sfruttamento della zona. In questi accordi nulla è dovuto alle popolazioni ivi residenti che si sono viste cacciare dalle loro case dalla sera alla mattina, senza poter vantare neppure un minimo diritto ad un indennizzo.

Praticamente, andiamo lì, espropriamo la terra, cacciamo via gli abitanti, inquiniamo la terra, l'aria e l'acqua: per quale motivo poi dovremmo stupirci se quei popoli ci odieranno e non ci considereranno "Italiani, brava gente?"

mercoledì 2 febbraio 2011

VELENI E POTENTI VELENOSI

A Milano l'aria è irrespirabile da un mese. I livelli di micropolveri hanno sforato di tre volte il limite consentito. Svariate sono in questi giorni le proposte per rimediare a questa situazione, che i quotidiani descrivono con toni apocalittici.
Una "soluzione" è già stata adottata: proibire la circolazione dei veicoli di Domenica, quando si sa che il traffico in città è più congestionato; dal Lunedì al Sabato, infatti, tutti usano i mezzi pubblici o si muovono in bicicletta, soprattutto coloro che entrano in città per andare al lavoro. Tutti, infatti, magnificano sempre più i treni per pendolari e la loro efficienza.
Un' altra l'ho sentita stasera: chiudere le scuole. E' infatti risaputo che i bambini sono spericolati al volante e le mamme che conducono i passeggini guidano come delle pazze, sgasando in preda all'ebbrezza della velocità.
Anche in Regione sono molto attenti al problema dell'inquinamento: è di stamattina la notizia che sotto la Piramide di Formigoni stazionano per ore svariate "auto blu" con il motore senpre acceso, perché assessori e dirigenti vogliono che siano sempre pronte a partire (fonte La Repubblica).
Domenica prossima probabilmente i cittadini andranno ancora a piedi, sperando che i livelli d'inquinamento tornino sotto i limiti consentiti: in questo modo, da Lunedì potremo tutti tornare a respirare l'aria di Milano, salubremente inquinata entro i limiti di legge.
Assessori e dirigenti regionali, invece, si sentiranno poco bene: a furia di far finta di preoccuparsi per i veleni, sono diventati velenosi per gli altri.