"Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo."
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lunedì 9 luglio 2012
OMS : " LE EMISSIONI DEI DIESEL SONO CANCEROGENE PER L'UOMO "
"Le prove scientifiche sono inconfutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state all'unanimità: le emissioni dei motori diesel causano il tumore del polmone ". E' questa la dichiarazione di Christopher Portier - Chairman del Centro Internazionale di ricerca sul Cancro - al termine di una settimana di lavoro degli esperti dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che si è conclusa a Lione il 12 giugno. Portier ha sottolineato inoltre la necessità che "l'esposizione a questa miscela di prodotti chimici sia ridotta in tutto il mondo".
Se ne parlava già da tempo, ma sembra che gli esperti abbiano rilevato prove sufficienti per stabilire una stretta correlazione fra i motori alimentati a gasolio e il cancro: "le emissioni allo scarico dei motori diesel sono cancerogeni certi per gli esseri umani e l'esposizione a tali gas è associata ad un rischio accresciuto di tumore al polmone ed anche ad un maggior rischio di cancro alla vescica". Questo è il verdetto del gruppo di lavoro che ha portato i motori alimentati a gasolio alla classificazione - da oggi - nel "gruppo 1", quello appunto delle sostanze cancerogene certe, mentre in precedenza le emissioni dei diesel erano annoverate nel "gruppo 2" delle sostanze probabilmente cancerogene per l'uomo.
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sabato 10 settembre 2011
IL GOVERNO INDIANO CONTRO NOVARTIS
Battaglia legale in India sulla brevettabilità dei farmaci low cost
Silvia Pochettino 7 settembre 2011- Si apre oggi il più importante round legale tra la multinazionale farmaceutica svizzera Novartis e il governo indiano sulla brevettabilità dei farmaci. E’ in corso in queste ore infatti la seduta della Corte Suprema indiana che deve definire se un farmaco anticancerogeno di vecchia data come l’Imatinib Mesylate (Gleevec) – sulla cui brevettabilità la Novartis aveva già perso una causa in India nel 2006 – possa essere considerato un “nuovo farmaco”, quindi brevettabile, sulla base di alcuni miglioramenti apportati con l’aggiunta di un sale specifico.
La questione non è di poco conto in quanto una vittoria della multinazionale farmaceutica porterebbe a “erodere una tutela chiave per la salute pubblica prevista dalla legge indiana sui brevetti, creata proprio per impedire alle compagnie farmaceutiche di mettere un brevetto su medicinali già noti” come sostiene Medici Senza Frontiere(MSF), che lancia l’allarme “se avrà successo, questa azione avrà un impatto devastante sull’accesso a medicinali a basso costo in tutti i paesi in via di sviluppo e non solo”.
Pioniera nella produzione di farmaci generici o “equivalenti”, l’India è la fonte dell’80% dei farmaci, in particolare quelli antiretrovirali acquistati da donatori internazionali come il Fondo Globale contro l’Aids. Fino al 2005, il paese non imponeva alcun brevetto sulle medicine. Questo ha permesso alle industrie farmaceutiche di produrre farmaci a basso costo, facendo abbassare i prezzi del 99% negli ultimi 10 anni. Ma già a partire dal 2005, le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio hanno obbligato l’India a rivedere la normativa e imporre brevetti sui farmaci. Ma non su quelli di vecchia data, come precisano a Medici senza frontiere.
“Novartis sta cercando di mettere la camicia di forza al dipartimento indiano per i brevetti. Vuole impedirgli di rifiutare la creazione di nuovi brevetti su vecchi medicinali che dimostrino minimi miglioramenti nell’efficacia terapeutica”, dichiara Leena Menghaney, responsabile per l’India della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali di MSF. “Il sistema attuale non è perfetto ma impedisce alle compagnie farmaceutiche di detenere un monopolio ingiustificato di vent’anni ogni volta che dispongono di una nuova versione di un vecchio medicinale. Novartis sta cercando di rendere insignificante questa tutela, senza tener conto delle conseguenze per la salute pubblica”.
La Legge indiana sui brevetti infatti, nella sezione 3(d), sancisce che una nuova formula di un medicinale noto possa essere brevettata solo se si dimostrano significativi miglioramenti nell’efficacia terapeutica rispetto al medicinale già in commercio.
Se Novartis riuscirà ad indebolire l’interpretazione della sezione 3(d) della Legge allo scopo di ottenere un brevetto per l’aggiunta di uno specifico sale nel farmaco anticancerogeno Imatinib, forzerà l’India a concedere molti più brevetti rispetto ad oggi. La sezione 3(d) ha per lungo tempo infastidito le multinazionali farmaceutiche. Nel 2006, quando il dipartimento indiano per i brevetti decise che Novartis non aveva diritto al brevetto per l’Imatinib Mesylate (Gleevec) – dato che la richiesta riguardava una nuova formula per un medicinale troppo vecchio per essere protetto da brevetto in India – la compagnia condusse una serie di azioni legali per far dichiarare incostituzionale la sezione 3(d). Dopo aver perso la causa nel 2007 e il successivo appello nel 2009, la Novartis sta ora tentando di far interpretare le parole “efficacia terapeutica” in modo tale da consentire che anche solo delle piccole modifiche in vecchi medicinali, li rendano brevettabili.
Da parte sua, la Novartis argomenta sul fatto che la tutela dei brevetti è la chiave per preservare gli incentivi finanziari delle aziende per sviluppare nuovi farmaci. “L’attuale questione in dibattimento è essenziale per il futuro del diritto di proprietà intellettuale in India e la vitalità del business farmaceutico innovativo in questo paese” ha dichiarato l’azienda.
Sta di fatto che i farmaci “griffati” costano in media 30-40 volte di più di quelli generici, come spiega il Dottor Amit Sengupta del People’s Health Movement . Nel caso del Gleevec il trattamento mensile costa circa 2600 dollari mentre il generico equivalente non supera le 8000 rupie, ovvero 175 dollari.
“Le decisioni prese dal dipartimento indiano per i brevetti e dai tribunali indiani possono fare la differenza tra la vita e la morte delle persone”, dichiara Loon Gangte, del Delhi Network of Positive People (DNP), “Per sopravvivere e stare bene, è fondamentale poter contare sulla disponibilità di farmaci a basso costo prodotti dalle aziende generiche indiane”.
Da ArticoloTre
La questione non è di poco conto in quanto una vittoria della multinazionale farmaceutica porterebbe a “erodere una tutela chiave per la salute pubblica prevista dalla legge indiana sui brevetti, creata proprio per impedire alle compagnie farmaceutiche di mettere un brevetto su medicinali già noti” come sostiene Medici Senza Frontiere(MSF), che lancia l’allarme “se avrà successo, questa azione avrà un impatto devastante sull’accesso a medicinali a basso costo in tutti i paesi in via di sviluppo e non solo”.
Pioniera nella produzione di farmaci generici o “equivalenti”, l’India è la fonte dell’80% dei farmaci, in particolare quelli antiretrovirali acquistati da donatori internazionali come il Fondo Globale contro l’Aids. Fino al 2005, il paese non imponeva alcun brevetto sulle medicine. Questo ha permesso alle industrie farmaceutiche di produrre farmaci a basso costo, facendo abbassare i prezzi del 99% negli ultimi 10 anni. Ma già a partire dal 2005, le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio hanno obbligato l’India a rivedere la normativa e imporre brevetti sui farmaci. Ma non su quelli di vecchia data, come precisano a Medici senza frontiere.
“Novartis sta cercando di mettere la camicia di forza al dipartimento indiano per i brevetti. Vuole impedirgli di rifiutare la creazione di nuovi brevetti su vecchi medicinali che dimostrino minimi miglioramenti nell’efficacia terapeutica”, dichiara Leena Menghaney, responsabile per l’India della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali di MSF. “Il sistema attuale non è perfetto ma impedisce alle compagnie farmaceutiche di detenere un monopolio ingiustificato di vent’anni ogni volta che dispongono di una nuova versione di un vecchio medicinale. Novartis sta cercando di rendere insignificante questa tutela, senza tener conto delle conseguenze per la salute pubblica”.
La Legge indiana sui brevetti infatti, nella sezione 3(d), sancisce che una nuova formula di un medicinale noto possa essere brevettata solo se si dimostrano significativi miglioramenti nell’efficacia terapeutica rispetto al medicinale già in commercio.
Se Novartis riuscirà ad indebolire l’interpretazione della sezione 3(d) della Legge allo scopo di ottenere un brevetto per l’aggiunta di uno specifico sale nel farmaco anticancerogeno Imatinib, forzerà l’India a concedere molti più brevetti rispetto ad oggi. La sezione 3(d) ha per lungo tempo infastidito le multinazionali farmaceutiche. Nel 2006, quando il dipartimento indiano per i brevetti decise che Novartis non aveva diritto al brevetto per l’Imatinib Mesylate (Gleevec) – dato che la richiesta riguardava una nuova formula per un medicinale troppo vecchio per essere protetto da brevetto in India – la compagnia condusse una serie di azioni legali per far dichiarare incostituzionale la sezione 3(d). Dopo aver perso la causa nel 2007 e il successivo appello nel 2009, la Novartis sta ora tentando di far interpretare le parole “efficacia terapeutica” in modo tale da consentire che anche solo delle piccole modifiche in vecchi medicinali, li rendano brevettabili.
Da parte sua, la Novartis argomenta sul fatto che la tutela dei brevetti è la chiave per preservare gli incentivi finanziari delle aziende per sviluppare nuovi farmaci. “L’attuale questione in dibattimento è essenziale per il futuro del diritto di proprietà intellettuale in India e la vitalità del business farmaceutico innovativo in questo paese” ha dichiarato l’azienda.
Sta di fatto che i farmaci “griffati” costano in media 30-40 volte di più di quelli generici, come spiega il Dottor Amit Sengupta del People’s Health Movement . Nel caso del Gleevec il trattamento mensile costa circa 2600 dollari mentre il generico equivalente non supera le 8000 rupie, ovvero 175 dollari.
“Le decisioni prese dal dipartimento indiano per i brevetti e dai tribunali indiani possono fare la differenza tra la vita e la morte delle persone”, dichiara Loon Gangte, del Delhi Network of Positive People (DNP), “Per sopravvivere e stare bene, è fondamentale poter contare sulla disponibilità di farmaci a basso costo prodotti dalle aziende generiche indiane”.
Da ArticoloTre
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