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mercoledì 16 gennaio 2013

ELEZIONI: TANTO RUMORE PER IL NULLA...



Dato che vado per i 40, faccio parte a pieno titolo di quella che l'ambizioso presidente Monti chiama "la generazione perduta", quella fetta di popolazione che volente o nolente è stata di fatto "esodata" a causa di politiche sociali ed economiche drammaticamente - per non dire colpevolmente - sbagliate: precarizzata selvaggiamente in cambio di niente e senza alcuna speranza di ottenere un domani una pensione che permetta non dico una vecchiaia dignitosa, ma neppure una minima sussistenza. Per non lasciare alcun barlume di speranza, si è fatto in modo di annullare anche il miraggio pensionistico, aumentando la distanza dal traguardo, con gli handicap delle varie riforme del welfare (per inciso, anche l'introduzione della schiavitù è una riforma), una più ignobile dell'altra.

Che un presidente del consiglio possa certificare un così grande fallimento politico e sociale senza che nessuno di coloro che chiama in causa senta il bisogno di replicare o quanto meno di giustificarsi/scusarsi è per me già un buon motivo per non votare nessuno dei cosiddetti vecchi politici.

E dato che neanche il "nuovo" che avanza dice chiaramente qualcosa in proposito, neanche le "novità" saranno prese da me in considerazione.

Questo per quanto riguarda il particolare.

In un contesto più generale, però, penso che ugualmente non valga la pena perdere tempo a votare qualcuno. L'unica cosa che farò sarà stare a guardare, allibendo, questa campagna elettorale che impegnerà un sacco di energie per ottenere...: massimo sforzo per il minimo risultato.

Naturalmente i grandi media, per i loro interessi di bottega, devono per forza presentare l'evento come epocale. E dato che niente come il futile genera dibattito, qualsiasi starnuto - tipo la buffonata del voto utile, solo per fare un esempio possibile tra i tanti - viene e verrà amplificato a dismisura.

Quindi, grande eco per Monti che sostiene che gli schieramenti devono tagliare le ali più estreme, o che la sua agenda è l'unica possibile: una bibbia in tutto e per tutto. Appelli al voto utile - per chi? - perché il paese ha bisogno di stabilità.
(Giusto tra parentesi, tesi confutata dalla semplice constatazione che quando si votava col sistema proporzionale i governi duravano infinitamente meno di oggi, ma le legislature duravano tutte cinque anni. E che colui che osò proporre un premio di maggioranza che assegnava il 55% dei seggi al partito che avesse raggiunto il 50,1% dei voti, quel De Gasperi che oggi tutti citano ad esempio, fu sostanzialmente fatto fuori dal parlamento proprio a causa di quella "legge truffa". Altri tempi).
Pantomime su Berlusconi che si ritira, no si candida, fa il premier, il capo della coalizione. Ma chi, sano di mente, poteva pensare che si sarebbe ritirato con i casini giudiziari e aziendali che ha? E dato che la Lega se l'è comprata, come poteva succedere che Maroni potesse davvero staccarsi da lui?
Titoloni per Rivoluzione Civile di Ingroia, che si dimette da giudice per andare in Guatemala, se ne va subito anche da lì per candidarsi e speriamo che lo eleggano, così almeno si ferma un po'.
(A proposito, qual è una rivoluzione "incivile"? Di solito sono cruente o, assai più raramente, incruente).
O, infine, Grillo che candida dei giovani che o la pensano come lui o se ne vanno fuori dalle balle; che fa delle "parlamentarie" - in cui si è parlato pochissimo - con i candidati che postavano in rete i loro spot elettorali che sembrano i casting del Grande Fratello (guardare QUI per credere); che permette di votare a poche decine di migliaia di persone e poi chiama buffonarie le primarie del PD (partito che si definisce di massa e poi rappresenta la media e alta borghesia) a cui si presentano a votare in milioni; che abusa delle allegorie storiche: la "Waterloo di Monti" - ma dopo Waterloo c'è stata la Restaurazione -, o "Parma sarà la nostra Stalingrado" - ma Stalingrado era assediata dai nazisti -; che "l'antifascismo non è un mio problema", anche se "non sono mai stato fascista".

Insomma, questo è ciò che passerà il convento nel prossimo mese. Invece, silenzio totale su quello che, forse, dovrebbe essere l'unico argomento davvero importante: l'Europa e ciò che la riguarda (crisi compresa).

giovedì 5 aprile 2012

QUALIS PATER, TALIS FILIUS




Umberto Bossi ha improvvisamente scoperto di essere stato preso per il culo anche dal Trota.
"Renzo paga le rate per il leasing della macchina". Peccato che la macchina sia già stata pagata per intero.

Oddio, dopo averlo sentito parlare, francamente un'intelligenza così superiore alla media come la sua potrebbe anche essere capace di arrivare a tanto. E poi sarebbe in linea con la moda politica del momento: pagare le rate per il leasing dell'automobile, essendone già proprietario a sua insaputa.

"Renzo studia Economia all'università. Mi ha fatto vedere il libretto". Balla anche questa.
Pare che i suoi studi siano costati 300.000 Euro. E' vero che riuscire a far studiare un così fantastico esponente della futura classe dirigente del partito deve essere stata una fatica immane, ma comunque è una cifra un tantino esagerata.

Comunque non è tutta colpa del Trota. E' un vizio di famiglia e del resto buon sangue non mente.



' UMBERTO? BUGIARDO E SFATICATO'

MILANO - "Bugiardo e fannullone. Uno che a 35 anni non aveva mai lavorato, si faceva mantenere agli studi dai genitori e mi raccontò una clamorosa bugia, facendomi credere che si era laureato. Ecco com' era il Bossi che ho sposato". Parola di Gigliola Guidali, ex moglie del leader della Lega nord Umberto Bossi, che ha rilasciato al settimanale Oggi una intervista nella quale traccia un profilo sul suo ex marito a dir poco velenoso. La signora Gigliola finora aveva osservato un rigoroso silenzio sui dodici anni trascorsi accanto al leader del Carroccio. Ora lo rompe e consegna al settimanale una confessione al vetriolo. "Lo sposai - racconta l' ex consorte di Bossi a Oggi - perché mi aveva fatto montagne di promesse. Non ne ha mai mantenuta nessuna. Lui è fatto così. E' un inguaribile incoerente, uno che dice di voler fare una cosa e invece fa esattamente il contrario. Non mi sono pentita di averlo lasciato, anche se ha avuto tanto successo in politica. Non mi potevo fidare di lui. E come me, nessuno dei nostri amici di allora". Nell' intervista, la signora Gigliola rivela numerosi particolari inediti della sua vita accanto al futuro senatur leghista, a partire dal primo incontro fino al giorno del matrimonio. Il servizio è corredato dalle foto tratte dall' album delle nozze, celebrate nel 1975.

Wikipedia scrive anche un altro simpatico aneddoto:

"Gigliola Guidali [...] in un'intervista, raccontò di aver chiesto la separazione dopo aver scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore, dicendole «ciao amore, vado in ospedale»".

Come recita l'antico detto: " Qualis pater, talis filius "

REQUIESCAT IN PACE


Dalla malattia di Bossi la Lega non esiste più
E dopo di lui le correnti si azzanneranno


A parlare è Rosanna Sapori fino al 2000 membro del direttivo provinciale del Carroccio ed ex conduttrice di Tele Padania Libera: "Il Senatur dice cose che in realtà gli vengono messe in bocca da chi gli sta intorno. Peccato però che queste persone non abbiano ancora capito che senza di lui sono finiti anche loro. La gente vera, i leghisti duri e puri, credono solo nel leader. Il partito è lui e basta"


Rosanna Sapori, ex conduttrice di Tele Padania Libera
Bossi minaccia di cacciare chi lo contesta e dice che Flavio Tosi è uno stronzo. Ma non è lui a pensarlo. E’ chi gli sta intorno. Peccato però che queste persone non abbiano ancora capito, o fingano di non capire, che finito Bossi sono finiti anche loro. La gente vera, i leghisti duri e puri, credono solo nel Senatùr. La Lega è lui e basta”.

Chi parla è una che la pancia del movimento la conosce bene. E’ Rosanna Sapori, ex consigliera comunale leghista ad Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo e fino al 2000 membro del direttivo provinciale del Carroccio. Oggi gestisce una tabaccheria a Bergamo, ma ancora nel 2004, quando il contratto di collaborazione non le fu più rinnovato, era una delle giornaliste e conduttrici di punta di Radio Padania Libera, l’emittente che qualche giorno fa ha censurato le telefonate di protesta contro l’imposizione di Maurilio Canton a segretario provinciale di Varese.

Ma non chiamatemi epurata – aggiunge – E’ vero, sono stata licenziata in tronco da Radio Padania, ma nessuno mi ha mai buttato fuori dalla Lega. Sono io che da allora non ho più rinnovato la tessera”. E al fattoquotidiano.it ricorda anche il patto segreto stipulato tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, di cui ha parlato di recente Gigi Moncalvo nel corso di In mezz’ora di Lucia Annunziata.

Si smette così di essere leghisti?
Perché? Cosa significa essere leghisti oggi?

Ce lo spieghi lei.
Significa essere cretini. Dalla malattia di Bossi la Lega non esiste più.

Come no? Ci sono ministri, parlamentari e sindaci leghisti in tutto il Nord Italia.
Ma perché secondo voi è Bossi che li sceglie? E’ lui che decide?

Cosa intende?
Che Bossi ha avuto un ictus fortissimo e da allora non è stato più lo stesso. Se oggi mi incontrasse per strada probabilmente non mi riconoscerebbe nemmeno. Due anni fa, al funerale di Vito Gnutti (ministro leghista dell’Industria nel primo governo Berlusconi, ndr) non riconobbe Alessandro Patelli (ex tesoriere del Carroccio, ndr)! Dopo la malattia non sapeva più nemmeno chi erano i figli e così chi gli stava intorno ha assunto il controllo su tutto.

A chi allude in particolare?
Soprattutto alla moglie. E’ lei che dal 2004 ha preso in mano la Lega e anche l’alleanza con Berlusconi. Sull’accordo scritto tra il Cavaliere e il Senatùr per la cessione del simbolo, oltre a quella del senatore Giuseppe Leoni, uno dei fondatori della Lega, c’è anche la sua firma.

Che prove ha lei per dire che quell’accordo esiste davvero?
La parola di Daniele Vimercati, l’unico giornalista che Bossi abbia mai apprezzato e stimato al punto da sceglierlo come suo biografo ufficiale. La storia della cessione del simbolo della Lega a Silvio Berlusconi, come garanzia della nuova alleanza del 2001 dopo il ribaltone del ’94, in cambio del ritiro delle querele e dei soldi necessari a far fronte alla disastrata situazione finanziaria del movimento – la sede di via Bellerio era tutta pignorata – me l’ha raccontata Vimercati alla fine del 2001 pochi mesi prima di morire. Me lo ricordo come fosse ieri, era un pomeriggio e, con le lacrime agli occhi, mi disse: “Rosanna, non c’è più niente da fare. Lo hanno convinto che Berlusconi sta molto male e che nel giro di poco sarà costretto a lasciare la politica così lui, Bossi, si riprende il simbolo e tutto, intanto incassa i soldi”.

Davvero Bossi era convinto che Berlusconi fosse messo così male? Per questo accettò di cedergli il simbolo con lo spadone?
Bossi era stato convinto di questo perché qualcuno glielo fece credere. Ne ebbi un’ulteriore conferma quando un pomeriggio si presentò in radio e io, che con lui avevo un ottimo rapporto, un po’ per provocarlo gli dissi: “Ma come Umberto, ti vendi a Berlusconi?” e lui, piuttosto alterato, mi rispose: “Ma che dici? Che non lo sai che sta male?”. Allora capii che quello che mi aveva detto Vimercati era tutto vero.

Come fa lei a dire di un uomo che oggi arriva a minacciare di epurazione chi lo contesta, che sarebbe pilotato da altri?
Cito testuali parole pronunciate da Calderoli a Venezia: “Questi sindaci che rompono i coglioni non si rendono conto che sono polvere e senza la Lega ritorneranno polvere”. Secondo voi chi è che decide chi deve essere cacciato dalla Lega?

Però è Bossi che ha dato dello “stronzo” a Flavio Tosi per poi fare retro marcia assicurando che il sindaco di Verona non sarà mandato via.
Ma quelle sono cose che gli mettono in bocca altri: Calderoli, la moglie Manuela Marrone, Rosy Mauro e tutti quelli che fanno parte del cosiddetto cerchio magico. Tosi poi non lo può minacciare più di tanto nessuno perché sanno che a lui dei ruoli nazionali non gliene è mai fregato niente. C’è una sola cosa che Tosi vuole fare: il sindaco di Verona. E da sindaco può parlare e contestare la linea del partito, incluso il voto su Milanese, ad esempio. Chi sta a Roma invece non può farlo perché sa che se si va a votare di nuovo con questa legge elettorale non sarebbe più ricandidato.

Ma se è Tosi il vero anti-Bossi, Maroni allora che ruolo avrebbe?
Maroni non è mai stato pericoloso in sé. Maroni è la persona più tranquilla, moderata ed equilibrata che io conosca dentro la Lega. La vera pericolosità di Maroni, per il cerchio magico, sta nel ruolo che ricopre come ministro dell’Interno, per l’accesso che ha a determinati documenti.

Però a Pontida è lui che la base ha acclamato.
Quella che a Pontida acclamava Maroni non è la vera base. La vera base sta con Bossi e basta. E’ lui l’unico vero guru, nonostante la malattia, nonostante tutto, è solo Bossi che i duri e puri della Lega riconoscono come leader assoluto. Se togli Bossi la Lega è finita e se Bossi chiudesse gli occhi domani mattina non potete immaginare cosa accadrebbe.

Cosa?
Avete presente la storia della lista dei politici gay e omofobi? Bè, credete sia un caso che lì in mezzo ci fosse il nome di Calderoli? Io lo dico oggi e lo sottoscrivo: senza Bossi finirà male. Divisi tra maroniani, calderoniani, tosiani, zaiani, cotiani, cominceranno a lanciarsi fango addosso. Mica sono come i democristiani che di giorno litigavano e di notte andavano a letto insieme, questi si ammazzano!

Ma alla guerra tra “cerchio magico” e “maroniani” come ci si è arrivati?
Ci si è arrivati perché quelli che stanno con Maroni sanno bene che quando non ci sarà più Bossi verrà fuori la storia del simbolo e vogliono aver pronta una nuova Lega da presentare agli elettori.

di Claudia Daconto

SE NON SARA' SEREN, SI RASSERENERA'

Lui è sereno. Non ha mai preso soldi dalla Lega, nè come consigliere regionale, nè tanto meno in campagna elettorale. Paga come tutti l'affitto di casa e il leasing della macchina. Neanche i suoi famigliari hanno mai preso soldi.
Come tutti gli indigenti, vivono della pubblica carità.



Spero per lui che lo dichiarino incapace di intendere e di volere. Prima che gli venga di nuovo in mente di difendersi da solo.

martedì 15 novembre 2011

TUTTO BENE. TUTTI D'ACCORDO. MA L'OPPOSIZIONE DOVE STA ?



Monti stasera ha praticamente accettato l'incarico. Visto che l'unico che teoricamente poteva non essere d'accordo era Berlusconi, il risultato appariva abbastanza scontato: del resto, bastava che venisse data l'assicurazione che non si sarebbe toccata la sua roba e i suoi affari - più naturalmente un occhio di riguardo ai suoi processi - e l'assenso alla formazione del nuovo governo era cosa fatta.

Del Pd ormai è anche difficile parlare: bastava che Monti assicurasse di non fargli prendere alcuna responsabilità, che questa ex-opposizione (ex ormai da anni, del resto) avrebbe ripreso beatamente il suo letargo, blaterando come al solito di non meglio precisate riforme. A proposito, segnalo un interessante articolo che spiega bene come il termine riforme possa avere in questo momento quella valenza non puramente positiva, che invece questi cervelli dall'encefalogramma piatto spacciano ormai da anni: pensate per esempio cosa ci può essere di positivo per chi lavora nella riforma delle pensioni.

La Lega se ne frega - scusate la rima - e riapre il parlamento del nord, ricominciando a parlare di secessione e autodeterminazione. Un po' come i bimbi che giocano coi soldatini. Del resto il leader Bossi, causa demenza senile, sta tornando pian piano all'infanzia.

Di Pietro inizialmente aveva detto no. Poi si è ritrovato da solo - come sempre non ha capito con chi si è alleato - e ora sta facendo una patetica retromarcia a tappe per non essere costretto ad ammettere apertamente la sua giravolta di 180 gradi: dal "no", siamo al "quasi si", passando per il "ni".

I partitini più piccoli, entità monocellulari, sono d'accordo e sosterranno il nuovo governo.

Ma se tutti sono d'accordo, se gli avversari di ieri diventano gli alleati di domani, c'è qualcosa che manca: l'opposizione. E, se manca, non ci sarà nessuno in grado di controllare e, magari, contrastare l'operato del nuovo esecutivo. Il fatto che questo nuovo governo non si ponga limiti di tempo, significa quindi che per almeno due anni non ci sarà niente e nessuno in grado di fare da contrappeso.

A questo punto, dubito che la "querelle" Amato-Letta sia poi così importante come i grandi media tentano di presentarla. Ho invece la tentazione sempre maggiore di definire questa manovra come un golpe e quello che nascerà domani come un regime.

Forse aveva ragione Veronica Lario quando diceva che il vero pericolo non era Berlusconi, ma quello che sarebbe venuto dopo.

mercoledì 31 agosto 2011

IL GOVERNO ALLA GABER





Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale.
Per vedere come stanno le bestie feroci
e gridare aiuto aiuto è scappato il leone
e vedere di nascosto l'effetto che fa.

Questo è esattamente ciò che sta facendo il governo dei nostri peracottari.
Due giorni fa si sono riuniti per sette ore di vertice nella reggia del signore di Arcore, per approntare le modifiche al decreto grondasangue di ferragosto, di cui nessuno osava più assumersi la paternità nel momento stesso in cui lo avevano varato.
Immaginate la tempesta di cervelli che ci dev'essere stata in un vertice presieduto da Berlusconi, Bossi (insieme al Trota), Calderoli, Maroni, Alfano, Azzolini, Giorgetti, Moffa e Cota: dall'intelligenza spropositata di questi crani di primissimo ordine sono nate le proposte di modifica a quest'ennesima manovra finanziaria,  già impresentabile così com'era.
Abolizione degli anni di studio e di servizio militare dal calcolo della pensione.
Niente contributo di solidarietà per quei pochi coglioni che guadagnano tanto e lo dichiarano pure.
La notizia viene subito resa pubblica e subito monta l'indignazione popolare.
Oggi scopriamo che almeno la proposta di aumentare subdolamente l'età pensionabile verrà ritirata, dato che la Lega non è riuscita ad inventarsi una balla grande abbastanza per dimostrare che le pensioni con questa modifica non sarebbero state toccate.
Ma, allora, che sta succedendo?
Sono stati tutti contagiati dalla demenza senile di Bossi, che ormai non ricorda più cosa dice da un giorno all'altro?
Possibile, anche se a me sembra che la spiegazione sia più semplice.
Questi ci hanno semplicemente provato, apposta per farci incazzare e per vedere l'effetto che una notizia del genere avrebbe fatto.
Visto che l'esperimento è perfettamente riuscito, dato che l'arrabbiatura è stata tanta, adesso potranno far digerire più facilmente le proposte "alternative" che verranno presentate a breve, tipo un aumento dell'iva, una ulteriore picconata ai diritti del lavoro e, dulcis in fundo, un'ennesima manovra finanziaria.
Per quanto tempo ancora dovremo soffrire, pensando alle cazzate che potrebbero inventarsi?

mercoledì 3 agosto 2011

A BORSA CHIUSA



Berlusconi ha parlato alla camera dei deputati. L'ha fatto volutamente dopo la chiusura della Borsa. Perché? Evidentemente, pensava che da domani non avrebbe mai più riaperto, se no non si capirebbe il motivo di una scelta assolutamente inutile.
Un bel discorso fumoso in cui non ha detto assolutamente nulla per scoraggiare gli speculatori che da domani potranno tranquillamente tornare ad addentare la preda italiana, dopo che oggi avevano leggermente allentato la morsa.
Del resto, solo gli ingenui e la gran parte degli opinionisti ufficiali potevano pensare che il premier si sarebbe preoccupato della crisi: se aveste i soldi che ha lui, vi fregherebbe qualcosa?
A lui interessa solo stare dov'è per risolvere i suoi problemi: infatti ha affermato che le sue aziende sono quotate in borsa, quindi anche lui è in trincea. Ma non aveva detto più e più volte che lui ormai non si occupa dei suoi affari? Boh.
Chi si aspettava qualcosa dalle opposizioni è ancora una volta rimasto deluso. Bersani ha detto che il Pd è disposto a fare un passo avanti, ma solo se Berlusconi ne facesse uno indietro. Quindi rimarranno come al solito immobili e forse c'è da augurarselo, visto che in caso contrario sarebbero disposti a collaborare con il Pdl e la Lega, rendendosi complici di ladri e inquisiti.
Casini, invece, ha avuto la geniale idea di chiedere che la mostruosa manovra finanziaria approvata poco tempo fa venga anticipata a quest'anno, probabilmente per finire di radere al suolo ciò che ancora non è crollato.
Con questa massiccia linea Maginot che ci ritroviamo, da oggi potremo stare tranquilli, finalmente: l'Armageddon è arrivato!

mercoledì 27 luglio 2011

IL PENSATOIO

Mi ero ripromesso, dopo averne parlato una volta, di dedicare alla questione dei ministeri leghisti a Monza il giusto interesse: coiè nulla.
In questi giorni, quindi, non mi sono minimamente interessato all'ennesima pagliacciata in camicia verde, finché non ho trovato su YouTube questo stupendo filmato


A questo punto, lo confesso, anch'io ho sentito la necessità di informarmi su come era andata a finire questa boiata pazzesca e, devo dirlo, non sono rimasto più che tanto stupito dal fatto che le sedi appena inaugurate siano già chiuse (dicono che apriranno a Settembre), che il ministro Brambilla si sia imbucata alla festa rivendicando una scrivania o che la Digos e i carabinieri siano stati utilizzati come vigilanza privata per garantire il successo della pagliacciata.
Ho letto con piacere che la Corte dei Conti si sta interessando alla vicenda per verificare che la per ora finta apertura degli uffici non comporti un aggravio di spesa per le casse dello Stato, cosa che pare essere impossibile a meno che gli uffici in questione rimangano sprovvisti di personale.
Mi ha però colpito molto una frase del ministro Calderoli, che ha definito i 150 metri quadri di villa rapinati alla collettività "un pensatoio".
Ho cercato di immaginarmi lui, Bossi, Tremonti e la Brambilla seduti alle loro scrivanie, assorti in profondi pensieri e, a parte l'enorme sforzo di immaginazione che ho dovuto fare, mi sono chiesto in che modo i parti di queste menti sopraffine possano giustificare la funzione di questo sportello aperto al pubblico.
Voi l'avete capito?

giovedì 21 luglio 2011

I BUNKER DI BERLINO





Dopo l'arresto di Alfonso Papa, Berlusconi sta lentamente prendendo coscienza che ormai per lui è finita. Lo ha detto lui stesso ai suoi fedelissimi a libro paga: si rischia di tornare a ciò che successe nel '92.
La differenza sostanziale con quell'epoca, però, è che allora lui stava cavalcando quell'omda di indignazione popolare per salvare se stesso, mentre ora ne rimarrà inesorabilmente travolto.
E' per questo che sta cercando con tutte le sue forze di posticipare il più possibile quel momento, aiutato in questo dalla gelatinosa opposizione, anche lei impegnata come un sol uomo a tentare di salvare il salvabile, cercando di rifarsi una verginità nell'illusione, si spera vana, di sopravvivere alla tempesta che anche loro ritengono inevitabile.
Ormai tutto il mondo politico è rinchiuso nei rispettivi bunker.
Bossi è costretto a sacrificare Papa, per non rischiare di essere disarcionato seduta stante dal controllo di quella Lega che, con lui in sella, affonderà inesorabilmente insieme a Berlusconi. I suoi antagonisti, Maroni (pregiudicato) in testa, stanno tentando disperatamente di smarcarsi offrendo il loro leader come capro espiatorio alla base del partito sempre più insofferente.
Il Pd, dopo anni di inesorabile declino politico e culturale cerca pateticamente di darsi una nuova apparenza di affidabilità, sacrificando Tedesco per tentare di dimostrare ai cittadini la loro onestà. Arrivano al punto di cacciare dal paradiso il reprobo, sperando che nessuno ricordi i due anni in cui lo hanno protetto, assicurandogli l'impunità con un seggio al Senato.
Fini e Casini non pensano minimamente a scrollarsi di dosso la patente di "traditori", perché ai due fa molto comodo, dato che per dieci sono stati complici del sistema: passare quindi come infami adesso, potrebbe risultare molto comodo in un futuro prossimo.
Berlusconi, che di certo stupido non è, sa benissimo che ormai è giunta la sua ora: da questo punto di vista, il suo bunga-bunga ricorda in versione pecoreccia il "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini.
Certo, come è umano, sta anche cercando di evitare la sua fine e quindi tenta in tutti i modi di escogitare un sistema per raggiungere il suo scopo. Rivolgere le sue attenzioni al mondo della rete è un ottimo esempio di ciò.
Questo, in un mondo di persone sveglie e attente, sarebbe solo un disperato tentativo, destinato inesorabilmente a fallire.
Il problema da noi sta proprio nella mancanza di attenzione. L'ambiente è stato inquinato per decenni in modo massiccio: in un Paese dove la maggior parte dei cittadini forma le proprie opinioni esclusivamente assorbendo i messaggi della televisione che lui controlla, direttamente o indirettamente in modo totale, questo è, al contrario il momento più pericoloso, perché, se non dovesse farcela lui, è altamente probabile che abbiano successo coloro che gli sopravviveranno.

lunedì 11 luglio 2011

LA LEGA CI SALVERA'

Dopo il "Cretino",
Dopo la speculazione,
Dopo gli appelli di Napolitano,
Dopo la prova di "responsabilità" delle opposizioni,
Dopo tutto...
Confesso che ero angosciato.
Poi ho visto Bossi...
Ho sentito Calderoli...




...E, devo dirlo, l'angoscia è sparita.
Ora mi sento meglio.
Perché non ho più incertezze...

E' davvero finita!

martedì 22 marzo 2011

CI DISPIACE

Finalmente un membro della "coalizione dei volenterosi" ha alzato la voce: "o il comando delle operazioni passa alla NATO, oppure noi non daremo più le nostre basi e faremo un nostro comando separato!".
Questo è il ruggito del leone italiano: dall'altra parte non si sono neanche messi a ridere; sono stati zitti. Del resto, c'è forse bisogno di sprecare fiato per rispondere a chi si è dimostrato così inaffidabile in questi anni?
Questa è la parte comica.
La tragedia è che quelli che hanno detto che partecipare ai bombardamenti libici è cosa buona e giusta, sono gli stessi che tre anni or sono hanno ratificato un trattato di cooperazione e partenariato con Gheddafi: PDL e PD. La Lega si tiene fuori, non perché sia contraria, ma perché teme l'arrivo di migliaia di "negher".
Tra parentesi, il trattato impegnava Italia e Libia a non ingerirsi reciprocamente nelle rispettive politiche interne e a non concedere basi e/o armi per operazioni militari contro l'uno o l'altro.
Domanda: come facciamo a stare in questa coalizione, senza prima aver denunciato questo trattato?
Che sia per questo che Berlusconi si è detto dispiaciuto per la nostra partecipazione?
Anche il PD si deve dispiacere di aver approvato un trattato che ora calpesta, guardandosi bene dal ricordarne l'esistenza?
Anche tutti noi dobbiamo dire: "Ci dispiace."?

domenica 6 febbraio 2011

POLITICHE GIOVANILI

Martedì scorso, una scolaresca dell'istituto tecnico commerciale Primo Levi di Seregno si reca al "Pirellone" in gita, per un incontro con i consiglieri regionali: un esempio di quell'avvicinarsi dei giovani alla politica, tanto beatificato dalle nostre mummie che "riposano" nei palazzi del potere.
Ad accoglierli,tra gli altri, due consiglieri del PDL: i monzesi Stefano Carugo e Massimo Ponzoni.
Mentre quest'ultimo sfodera l'immarcescibile regola delle conferenze di esordire con una battuta simpatica (ed originale soprattutto) circa il fatto che "Pur avendo solo 37 anni", si sente già vecchietto di fronte agli studenti, lo statista Carugo non può fare a meno di esternare "La sua gioia per poter lavorare con il miglior presidente della regione" e "Per essere arrivato dov'è" avendo incontrato la persona giusta che ha creduto in lui: dei temi proposti per la visita, manco l'ombra.
Nel viaggio di ritorno, la professoressa prende carta e penna e scrive una lettera di amara riflessione, più che di protesta:
«Manifesto indignata la mia sorpresa per il comportamento del consigliere Carugo. Primo perché ritengo che un consigliere regionale venga eletto secondo il principio di democrazia rappresentativa e non per fortuna dell’incontro con la persona giusta. Secondo, perché la visita in sala consiliare è interessante per avvicinare i ragazzi alla vita politica delle istituzioni e non certo per renderli bocconi appetibili alle propagande di partito. Di qualsiasi partito».
Panico in regione! All'improvviso i politici si accorgono che esistono delle persone che NON considerano normale l'essere eletti per capacità adulatorie, ma per meriti effettivi.
Occorre disinnescare la bomba. Si incarica della delicata questione il presidente del consiglio regionale Davide Boni ( Lega), che risponde alla professoressa con una lettera in cui, tra l'altro, scrive:
 «Considero l’apertura del Consiglio ai ragazzi un momento molto importante... Sono quindi particolarmente rammaricato del fatto che alcune affermazioni dei consiglieri regionali abbiano determinato le considerazioni che ci ha esposto... In genere questi incontri sono apprezzati... Nel caso specifico, mi spiace che la sua sensibilità sia stata urtata e, nei termini che precedono, le porgo le mie scuse».
Stupendo!!! Invece di rispondere con una richiesta di perdono ( o di tacere del tutto , che forse sarebbe stato meglio ), il Boni si rammarica di avere urtato la sensibilità della signora, che dev'essere di un altro universo, dato che in genere questi incontri vengono apprezzati.
Conclusione: Boni porterà la questione in aula per invitare i consiglieri regionali a comportarsi diversamente in futuro.
Per la serie: Si fa, ma non si dice.
P.S.: sarà istituita una apposita commissione sanitaria per lo studio scentifico di queste strane creature dalla sensibilità molto sviluppata.