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sabato 28 settembre 2013

L'IMPORTANZA DI SCEGLIERE I MATERIALI QUANDO SI FABBRICA




Si racconta che un piccolo gerarca fascista grande adoratore del vate D'Annunzio volesse a tutti i costi incontrarlo per abbeverarsi alla fonte della sua saggezza.
Tanto fece e brigò che, alla fine, grazie all'opera di un comune amico,riuscì a farsi ricevere al Vittoriale dove il poeta si era autoesiliato da tempo, rifiutando ogni contatto col mondo esterno.
Il piccolo gerarca poté così finalmente coronare il suo sogno di passare un'intera giornata con uno dei personaggi che più davano lustro all'italica stirpe.
Discettando di nobili argomenti, ad un certo punto il piccolo gerarca chiese adorante cosa il vate del fascismo pensasse del glorioso regime.
Il poeta si alzò e con un cenno della mano invitò l'ospite a seguirlo.
In silenzio attraversarono una dopo l'altra le grandi stanze del Vittoriano fino a che sostarono davanti ad una piccola porticina.
D'Annunzio l'aprì e invitò lo stupefatto ospite ad entrare con lui in un piccolo gabinetto di servizio. Poi si diresse verso il water e indicando all'interno esclamò:” Con la merda, non si fabbrica”.

Sono mesi che, ogni tanto, mi veniva voglia di scrivere un post politico. Poi ci pensavo su un po' e mi dicevo che in fondo era una perdita di tempo. Anche perché la qualità dello spettacolo cui assistevo e assisto è andata via via deprimendosi. E francamente era un'eventualità che ingenuamente consideravo difficile.
Ho raggiunto un tale livello di repulsione che ultimamente sui giornali on line mi limitavo a leggere i titoli politici, saltando a pié pari il testo.
Stasera ho saputo che i ministri Pdl si sono dimessi in massa e ho fatto la cacchiata di leggere. In sostanza Tizio dà la colpa a Caio, che accusa Sempronio, che incolpa TizioCaio, che prendilasciraddoppi, che titelefonoono, che l'ivalimulatareslirpef...

Insomma, alla fine mi è tornato in mente questo aneddoto che lessi secoli or sono su un libro di cui non ricordo titolo o autore ( forse Petacco? ) e che però ha il merito di riassumere secondo me benissimo il livello politico in cui siamo e la qualità di ciò a cui assisto e - temo - mi toccherà assistere ancora.

martedì 3 aprile 2012

PROMEMORIA

Giusto per rinfrescare la memoria, la lettera che segue è tutt'ora il programma di governo. Il resto è fuffa.

Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011
Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:

1.Vediamo l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro.
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C'è anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

2.Il Governo ha l'esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L'obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell'1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l'assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.

Vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.

3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell'amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l'efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l'uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell'istruzione). C'è l'esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
Con la migliore considerazione,

Mario Draghi, Jean-Claude Trichet



martedì 27 marzo 2012

DALLA TEORIA ALLA PRATICA




Loro non sono lì per distribuire caramelle. Loro sono lì per fare quelle cose dure e spiacevoli che chi li ha preceduti non ha avuto il coraggio di fare. Forse noi non siamo ancora pronti. Se così fosse, loro se ne andranno.

A sentire queste cose mi ritornano in mente quei vecchi film e racconti di fantascienza in cui esseri superiori discendevano sulla Terra portando il loro incredibile bagaglio di conoscenze, salvo poi andarsene dopo aver dovuto constatare che gli esseri umani non erano ancora pronti per quelle meraviglie.

In questi giorni invece, chiunque ha potuto rendersi conto che questi esseri mitologici - o extraterrestri - in realtà non se ne sono mai andati dal pianeta. Sono rimasti tra noi per poter correre in nostro aiuto nel momento del bisogno.

Per nostra grande fortuna, questa schiera di Eletti - con la maiuscola, per non confonderli con quei miseri che dovrebbero rappresentare gli altri nelle istituzioni - ricopre tutti gli incarichi di potere. In tempi passati si sarebbe potuto dire che governano per grazia di Dio e volontà della nazione.

E' ovvio che questi Illuminati possano sdegnarsi qualora le loro idee e i loro provvedimenti incontrassero qualche resistenza nel cammino verso l'applicazione. Ed è altrettanto chiaro che non concepiscano le proteste della marmaglia ignorante, che altro non sa fare se non coniare slogan che incitano all'odio contro di essi.

Purtroppo ormai viviamo in un tempo in cui è nuovamente (?) concepibile la supremazia di poche persone sulla moltitudine. Il fatto che un presidente del consiglio possa affermare che se ne andrebbe se il paese non fosse pronto ad accettare le proposte sue e del suo governo dà l'idea di come si percepiscano loro stessi e di cosa pensino di chi li circonda.

La formazione culturale dei due esponenti che in questo periodo sono alla ribalta - Monti e Fornero - è quella di due teorici puri: uno nel campo dell'economia, l'altra in quello del lavoro. Dal loro punto di vista, le loro proposte non possono che essere le più corrette e migliori possibili, proprio perché basate esclusivamente sulla teoria. Sono dogmi e postulati. Come tali vanno accettati così come sono, senza bisogno di perdere tempo a discuterne.

Per quanto li riguarda, ciò che sta accadendo in questi giorni è inconcepibile. C'è gente che sta facendo notare come il passaggio dalla loro teoria alla pratica di tutti gli altri non darà gli effetti che loro hanno previsto. Per gente abituata a ragionare in termini di pura teoria questo è un delitto di lesa maestà: pretendere che le piccole beghe della moltitudine possano condizionare l'aurea perfezione delle loro teorie è impensabile. Quindi minacciano di andarsene, togliendo a tutti l'ultima possibilità di redenzione e meravigliandosi che gli "altri da sé" non siano pronti alle loro azioni salvifiche.

Certo, a questo punto occorrerebbe che qualcun altro - i nostri politici - facessero proposte meno teoriche a cui la popolazione fosse più pronta.

Ma questa è realtà, non fantascienza.

martedì 15 novembre 2011

TUTTO BENE. TUTTI D'ACCORDO. MA L'OPPOSIZIONE DOVE STA ?



Monti stasera ha praticamente accettato l'incarico. Visto che l'unico che teoricamente poteva non essere d'accordo era Berlusconi, il risultato appariva abbastanza scontato: del resto, bastava che venisse data l'assicurazione che non si sarebbe toccata la sua roba e i suoi affari - più naturalmente un occhio di riguardo ai suoi processi - e l'assenso alla formazione del nuovo governo era cosa fatta.

Del Pd ormai è anche difficile parlare: bastava che Monti assicurasse di non fargli prendere alcuna responsabilità, che questa ex-opposizione (ex ormai da anni, del resto) avrebbe ripreso beatamente il suo letargo, blaterando come al solito di non meglio precisate riforme. A proposito, segnalo un interessante articolo che spiega bene come il termine riforme possa avere in questo momento quella valenza non puramente positiva, che invece questi cervelli dall'encefalogramma piatto spacciano ormai da anni: pensate per esempio cosa ci può essere di positivo per chi lavora nella riforma delle pensioni.

La Lega se ne frega - scusate la rima - e riapre il parlamento del nord, ricominciando a parlare di secessione e autodeterminazione. Un po' come i bimbi che giocano coi soldatini. Del resto il leader Bossi, causa demenza senile, sta tornando pian piano all'infanzia.

Di Pietro inizialmente aveva detto no. Poi si è ritrovato da solo - come sempre non ha capito con chi si è alleato - e ora sta facendo una patetica retromarcia a tappe per non essere costretto ad ammettere apertamente la sua giravolta di 180 gradi: dal "no", siamo al "quasi si", passando per il "ni".

I partitini più piccoli, entità monocellulari, sono d'accordo e sosterranno il nuovo governo.

Ma se tutti sono d'accordo, se gli avversari di ieri diventano gli alleati di domani, c'è qualcosa che manca: l'opposizione. E, se manca, non ci sarà nessuno in grado di controllare e, magari, contrastare l'operato del nuovo esecutivo. Il fatto che questo nuovo governo non si ponga limiti di tempo, significa quindi che per almeno due anni non ci sarà niente e nessuno in grado di fare da contrappeso.

A questo punto, dubito che la "querelle" Amato-Letta sia poi così importante come i grandi media tentano di presentarla. Ho invece la tentazione sempre maggiore di definire questa manovra come un golpe e quello che nascerà domani come un regime.

Forse aveva ragione Veronica Lario quando diceva che il vero pericolo non era Berlusconi, ma quello che sarebbe venuto dopo.

lunedì 14 novembre 2011

DRAGHI E NAPOLITANO DEVONO ESSERE ARRESTATI E PROCESSATI



I golpisti finanziari che hanno terminato la nostra democrazia dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato molti anni or sono su Business Week.
Si consideri quanto segue:
1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.

2) Le misure di austerità - si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio - non hanno ora più ostacoli, e sono espressione del volere di poteri finanziari non eletti dagli italiani. Il Parlamento non ha avuto voce in capitolo, ha dovuto obbedire di corsa, cioè è stato esautorato di fatto da forze straniere.

3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi.

I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati. Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti. Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase - Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group - Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria - William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY - Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra - Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group - Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE - David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International - Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese - John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria - Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale - inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA). Ripeto: Draghi ne è membro oggi.
Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via. Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili  stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti. Essi sarebbero stati fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.

Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.

Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe, come già detto, del Parlamento non più sovrano. La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stessa anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002. Draghi mentì negando di essere stato in carica a Golman Sachs nei mesi della truffa, ma fu smascherato dalle audizioni del Senato USA, nientemeno.
Tornando al golpe. Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani indigenti, sull’ambiente, e sulla democrazia, saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, e col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni. Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano in quanto cittadini italiani. Prego quindi l’eventuale giurista che leggesse queste righe di informarmi sulla procedura per inoltrare una denuncia in tal senso. Se, come temo, essa non esiste, nulla cambia della sostanza morale di quanto scritto.

p.s. Prego i diversi colleghi che usano in Tv, ai dibattiti o in radio i fatti che scopro e denuncio, di almeno citarmi come fonte. Grazie.

domenica 13 novembre 2011

MONTI ACCETTA CON RISERVA. SUA O NOSTRA ?





Il senatore a vita Mario Monti ha accettato l'incarico di formare il nuovo governo con riserva.

Giusto per capire di chi si sta parlando, ecco un articolo di Ida Magli, pubblicato su italianiliberi.it, in cui si rammenta l'episodio delle dimissioni da Commissario Europeo, anno di grazia 1999, sotto la presidenza Santer, "per l’accertata responsabilità collegiale dei Commissari nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo".

Se così stanno davvero le cose, forse dovremmo essere noi a sciogliere la riserva.

ADDIO AL DIGITALE TERRESTRE








Il primo a volere il "digitale terrestre", è stato lui, il Cavaliere...





... i suoi fedelissimi, col tempo, hanno recepito il messaggio e si sono accodati...














Adesso, Silvio si è pentito e ci dice addio...


sabato 12 novembre 2011

DALL'INTERNAZIONALE SOCIALISTA, ALL'INTERNAZIONALE LIBERISTA: UN VERO E PROPRIO GOLPE





Diciamolo chiaramente: delle dimissioni di Berlusconi nessuna forza politica italiana può arrogarsi il merito. Mai viste delle opposizioni più imbelli di quelle, scandalosamente conniventi, che ci sono state in questi anni.

Il Cavaliere è stato dimissionato solo e unicamente dai grandi potentati neoliberisti e neomercantilisti sovranazionali, che ormai lo avevano individuato come l'ostacolo da rimuovere sulla strada dell'asservimento italiano. Ora che la missione pare essere compiuta, ci aspettano sangue, sudore e lacrime.

Che la soluzione a questa crisi politica sia la nomina di Mario Monti premier, io personalmente non lo penso proprio. Ci siamo liberati, almeno per il momento, dell'incarnazione italiana del "conflitto d'interessi", per metterci in casa un conflitto più ampio, su scala internazionale: ci ritroveremo un premier che è un non disinteressato affine di quelle lobbies economiche e finanziarie che sono state alla base dell'attuale situazione. Dopo l'Internazionale Socialista, è venuto il momento dell'internazionale neoliberista.

Per di più, con il fatto di aver nominato Monti senatore a vita, il grande Napolitano ha fatto entrare vita natural durante Goldman Sachs, Bilderberg e Trilaterale dentro le nostre istituzioni. Questi ci stringono il cappio al collo e il presidente della repubblica, invece di ergersi come unico e ultimo baluardo della Costituzione e dei cittadini, gli stende il tappeto rosso e si schiera apertamente a difesa dei grandi potentati sovranazionali, che calpestano ogni giorno di più la sovranità nazionale: un golpe in piena regola, attuato mediante il tradimento della Costituzione che il presidente giura di difendere.

Adesso, ci dovremo preparare alla farsa del "governo di larghe intese": nessuno - media, opinionisti, ecc. - fa notare come queste intese siano veramente molto ristrette, altro che larghe. E' vero che andare al voto adesso vorrebbe dire farlo con una legge elettorale francamente impresentabile.
Ma è altrettanto vero che le forze politiche attualmente presenti in parlamento rappresentano solo e unicamente il fronte liberale, lasciando totalmente prive di rappresentanza tutte le altre istanze non liberali. Per tacere anche di quelle correnti di pensiero che sono addirittura contrarie alla politica filo europeista.
In pratica, stando così le cose, la scelta si restringe tra l'essere ferocemente liberisti e un liberismo leggerissimamente più annacquato: quando si dice la libertà di scelta.

P.S. Due simpatiche coincidenze per i "complottisti"

Come mai Monti è diventato senatore a vita in concomitanza con l'arrivo degli osservatori finanziari dell'Europa?

Cosa mai si saranno detti oggi il presidente del consiglio "in pectore" e il capo della Bce Mario Draghi?

martedì 6 settembre 2011

COSA DISCUTONO A FARE ?





Mentre al Senato gli onorevoli sono impegnati a discutere della legge finanziaria scritta sull'acqua, dato che il testo in discussione non è quello definitivo, noi comuni mortali assistiamo ad un continuo bailamme di ipotesi di modifica del decreto sempre più tragicamente comiche.
I nostri senatori se ne stanno chiusi in aula a parlare di cose che potrebbero essere cancellate da un secondo all'altro, mantenendo un atteggiamento serio ed istituzionale, anziché fare la cosa più sensata: prendere e andarsene a farsi un bell'aperitivo, in attesa che il governo decida una volta per tutte gli argomenti su cui discutere.
Invece no. Complice la campagna denigratoria sulla casta dei politici e il loro dolce far nulla, i nostri onorevoli si prestano volentieri a questa farsa del tutto inutile, dato che alla fine comunque verrà posto il voto di fiducia. Solo il Pd poteva pensare il contrario e svendere i suoi emendamenti per evitare che il governo la mettesse. Solo loro potevano dimostrare, ancora una volta, la loro dabbenaggine
Pensate che spreco di soldi, pagare trecento e passa senatori per fare un'appassionata discussione da bar sull'innumerevole miriade di puttanate uscite come conigli dai cilindri dei vari Berlusconi, Bossi, Calderoli, Maroni, Sacconi...
Pensate che spreco di energie fisiche e mentali, star lì a parlare dei deliri di costoro, anziché poter fare come i mercati finanziari, che non perdono neanche tempo ad aspettare la manovra definitiva e la seppelliscono con una gigantesca risata ribassista.

P.S. Pare, sembra, si dice, che il governo abbia finalmente deciso cosa diavolo scrivere nella finanziaria. Se stanotte non cambieranno idea un'altra volta, domani sapremo di che morte dovremo morire.

sabato 3 settembre 2011

POLITICA PATOLOGICA



Penso sempre più spesso che questo governo sia formato da persone che stanno cercando, in un modo o nell'altro, di usare la loro posizione di ministro e sottosegretario, anche per cercare di curare le frustrazioni o le patologie di cui soffrono o hanno sofferto in passato.
Di Berlusconi è quasi inutile parlare.
Essendo un narcisista patologico con enormi complessi di inferiorità, non riesce ad accettare la sua età con relativa pace dei sensi. Lifting e mignotte, pardon escort, rappresentano la sua terapia. Il problema è che man mano che la sua patologia si aggravava, diminuiva anche l'età delle sue "conquiste". Queste devono necessariamente essere sempre più giovani, dato che lui deve dimostrare a sè stesso di riuscire in seduzioni sempre più azzardate. Se nessuno lo fermerà, il prossimo passo sarà la pedofilia.
Brunetta ho sempre pensato che se fosse trenta centimetri più alto, sarebbe sicuramente una persona mentalmente normale: egli infatti combatte la sua battaglia contro i fannulloni del pubblico impiego non perché strenuo assertore dell'efficientismo, bensì poiché i suoi "nemici" sono tutti più alti di lui.
La Gelmini sta distruggendo il sistema scolastico, dato che non può sopportare il fatto di essere un mediocre avvocato come tanti e che per superare l'esame di abilitazione ha dovuto ricorrere al trucchetto di andare a sotenere l'esame al Sud, dato che a Milano non riusciva a passarlo. Anche lei, come il suo collega/paziente della funzione pubblica, si ritiene un genio incompreso che ora deve vendicarsi di chi non ha capito la sua grandezza. Le puttanate sulla meritocrazia del resto parlano da sole: una così, se si valutasse veramente il merito e le competenze, avrebbe vissuto l'esistenza anonima di milioni di persone.
Scilipoti è un altro caso da studiare. Uno che parla di sè in terza persona o è molto ignorante o cerca di darsi importanza sentendosi inadeguato.
Da ieri ho capito anche il problema del ministro Sacconi. Lui non vuole abolire lo Statuto dei Lavoratori perché è una legge che non gli piace. Lui vuole abolire direttamente il decennio '70-'79 e tutto ciò che ha rappresentato. Ci sarebbe da domandarsi cosa gli sia capitato di così traumatizzante in quegli anni.
Ieri davanti all'allibita platea delle Acli ha parlato con odio viscerale dei "bastardi anni '70", degli anni in cui l'anima laica di questo Paese (il secolarismo, lo chiama lui) è riuscita ad introdurre l'aborto, il divorzio e la riforma delle leggi sul lavoro.
Questo, lui non può sopportarlo, non riece a farsene una ragione.
Penso che, per Sacconi, lo Stato Pontificio pre breccia di Porta Pia rappresenti la terra promessa, il paradiso vero e proprio.
Solo per una cosa dissento con chi ieri gli ha urlato "fascista".
Meglio sarebbe stato se quel cittadino gli avesse detto :"Fatti curare!".

venerdì 2 settembre 2011

LA FAVOLA DELL' EVASORE




Governo: "Udite udite! Da oggi codesto consesso di eccellentissimi galantuomini ha deliberato che verrà posta in essere una guerra senza quartiere contro chi evade le tasse"
Popolo : "Bene! Era ora! Finalmente!"
Il popolo in festa, lancia urla di gioia e plaude alla decisione.
Tra balli e grida, non si avvede della discussione tra il Governo e un omino nero, che pare essere molto, ma molto arrabbiato.
Evasore: "Ma siete impazziti? Avete deciso di mandare in galera re Silvio, che con l'evasione ha creato il suo regno? Passi per Bossi, che dopo l'ictus comunica solo con grugniti, ruti e dito medio, ma non può esserevi venuto un colpo a tutti contemporaneamente!"
Governo: "Cosa vorresti dire, cittadino?"
Evasore: "Voglio dire che è folle che re Silvio abbia deciso di fare una legge che manderebbe in galera lui per primo, oltre a me. Avete deciso di spodestare il vostro sovrano?"
Governo: "Certo che no, diamine!"
Evasore: "Allora, scusate ma non ci capisco più niente. Avete detto che da adesso combatterete gli evasori..."
Governo: "Così abbiamo deciso!"
Evasore: "...Se qui c'è un evasore, quello è proprio lui! Aaaah! Ho capito: un'altra legge ad personam per salvarlo."
Governo: "Giammai! Il popolo si rivolterebbe!"
Evasore: "E allora?"
Governo: "Ma tu, cittadino, hai letto la legge?"
Evasore: "Io non leggo mai. Del resto leggere non fa guadagnare soldi!"
Governo: "Su questo hai perfettamente ragione. La cultura è inutile se vuoi fare impresa e vedo che hai imparato bene la lezione di re Silvio. Bravo! Sei un cittadino modello!"
Evasore: "Grazie. Ma ancora non riesco a capire."
Governo: "Allora, ascolta attentamente. Noi abbiamo annunciato questo provvedimento, affinché i gonzi che adesso ballano e danzano felici non ci rompessero le balle. La verità è che mica possiamo dire in questo momento di carestia che ce ne freghiamo altamente se molti non pagano le tasse. Poi noi mica daremo la caccia a tutti gli evasori."
Evasore: " No?"
Governo: "Certo che no! Se facessimo così, chi ci appoggia non ci darebbe più il suo consenso. Quindi abbiamo deciso che andrà in prigione solo chi evade tanto, ma tanto veramente: minimo tre milioni di Euro"
Evasore: "Fiiiuuuuu! Allora sono salvo! Io non arriverò mai a quella cifra, nemmeno se evadessi per le prossime sette vite. Però c'è un problema: re Silvio quella cifra la supera in scioltezza. Per lui evadere è uno sport. Come la mettete?"
Governo: "Sta' tranquillo. Abbiamo calcolato tutto. Per cominciare, la pena massima sarà di tre anni. E tu sai bene che da noi con una condanna fino a tre anni non si va in prigione. Al massimo si viene affidati ai servizi sociali."
Evasore: "Va beh. non andrebbe in prigione, però sarebbe comunque condannato."
Governo: "Ti sbagli. Dimentichi la legge ex Cirielli."
Evasore: " E cosa c'entra?"
Governo: "C'entra eccome, perché il reato si presriverebbe in quattro anni e mezzo."
Evasore: "Quindi?"
Governo: "Tanto per cominciare, da noi i processi penali durano in media cinque anni, quindi non ci sarebbero rischi. Comunque, se anche fossimo così sfortunati da trovare un giudice che ci metta meno di cinque anni, non ci sarebbero comunque rischi, perché il Fisco adesso sta esaminando le dichiarazioni dei redditi del 2006, cioè quelle di cinque anni fà. Dato che la prescrizione arriva dopo quattro anni e mezzo..."
Evasore: "...Re Silvio prenderebbe la prescrizione."
Governo: " Esatto. Del resto, lui è un collezionista accanito. Poi comunque sarebbe facile spacciarla per un'assoluzione. Lo abbiamo sempre fatto."
Evasore: " Geniale! Chiedo perdono per aver dubitato."
Governo: " Sei perdonato, cittadino. Ora va' e continua a seguire l'esempio del tuo sovrano."

giovedì 1 settembre 2011

CI FANNO VEDERE L' ALBERO...





Come al solito, ci siamo cascati tutti come pere.
Per giorni e giorni gli organi di informazione ci hanno indotto a sprecare fiumi di parole su una parte delle norme previste dall'ennesima manovra finanziaria di quest'anno, che, per inciso, scommetto che non sarà neppure l'ultima.
E' da Ferragosto che ci indignamo, incazziamo, scorniamo sul contributo di solidarietà, che prima c'era, poi c'era solo per chi non aveva figli, adesso non c'è proprio più.
Ci siamo infuriati per l'abrogazione subdola dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che verrebbe sostanzialmente annullato dalla contrattazione aziendale: anche un bambino potrebbe capire facilmente che, all'interno di un'azienda, la trattativa non potrà mai essere condotta "ad armi pari".
Poi abbiamo dato fuori di matto, quando abbiamo scoperto che non ci avrebbero più calcolato gli anni di studio e quelli di servizio militare nel computo degli anni di lavoro.
I dipendenti pubblici sono infuriati poiché lo Stato ha bloccato gli stipendi e pagherà le liquidazioni a babbo morto, come se quei soldi fossero una gentile concessione e non un diritto.
Insomma, ci hanno messo davanti agli occhi un grosso albero, pieno di frutti avvelenati, contro cui sapevano che ci saremmo scagliati con cieco furore, incuranti del fatto che dietro si trova un'enorme foresta.
Infatti, mentre tutti perdono tempo a discutere animatamente di quanti soldi mancherebbero con il bailamme delle modifiche, che ogni giorno appaiono e scompaiono come spettri, gli organi di informazione battono continuamente su quanti soldi mancherebbero nel saldo della manovra.
Questa è evidentemente una strategia voluta e mi dispiace veramente molto esserci cascato in pieno.
Il risultato è che stiamo perdendo tempo ad incazzarci come bestie per i provvedimenti che costituiscono la parte meno importante della manovra, dato che questi tagli porteranno ad un gettito di 5 o 6 miliardi di Euro.
Dato che però la finanziaria è di 45 miliardi, ci sta passando sotto al naso senza che ce ne accorgiamo la vera ciccia: il taglio delle detrazioni fiscali, che colpirà in misura inversamente proporzionale i redditi dei contribuenti e che nel prossimo triennio ci costeranno rispettivamente 4, 16 e 20 miliardi di Euro.
Insomma, su 50 miliardi totali, stiamo facendo le pulci agli spiccioli.

giovedì 4 agosto 2011

LORO FIRMANO, NOI SCHIATTIAMO



Governo, Confindustria e sindacati hanno deciso di firmare un nuovo patto per tentare di porre un argine allo tsunami che sta per abbattersi sull'Italia.
Ovviamente, nessuna delle decisioni che sono e saranno prese avrà il benchè minimo risultato, dato che ormai la situazione pare aver superato di molto il punto di non ritorno. L'unico effetto che riusciranno ad ottenere sarà quello di sfiancare le forze del paese fino a distruggerle, forse posticipando di pochissimo il momento in cui i nodi arriveranno definitivamente al pettine.
La cosa veramente singolare di questo nuovo patto sono i contraenti: governo e Confindustria da decenni agiscono come carnefici su mandato di potentati economici e politici, tipo Commissione europea e lobbies finanziarie, con il chiaro e spesso dichiarato intento di ridurre all'impotenza e alla disperazione il popolo, al solo fine di mantenere ed accrecere il loro potere e la loro influenza su scala planetaria. Chiaramente, per accrescere le loro "ricchezze" hanno bisogno di creare sacche di povertà sempre più estese. In questo momento quindi a questi potentati fa molto comodo che si parli così tanto della "casta", che rappresenta lo specchietto per allodole ideale, per far si che l'opinione pubblica rivolga le proprie attenzioni e sprechi le proprie energie contro un obbiettivo secondario, perdendo di vista ciò che invece andrebbe davvero combattuto.
Fin qui, comunque, niente di strano.
Invece è singolare, dicevo, il comportamento della varie sigle sindacali, che dopo avere per anni subito i comportamenti criminali e criminosi degli altri due attori, nel momento stesso in cui si rende evidente oltre ogni dubbio il fallimento del sistema, accettano, loro vittime consapevoli, di stringere un patto suicida che comporterà la loro sconfitta definitiva.
Sono anni che i sindacati proseguono a testa bassa sulla strada della concertazione, cioè quella politica che ha permesso di eliminare dei diritti fondamentali, in cambio di quattro soldi di risarcimento: in pratica un ignobile baratto in nome di una produttività che non solo non è mai esistita, ma che adesso sta mostrando il suo vero volto, cioè lo sfruttamento schiavistico.
Da questo punto di vista adesso possiamo dire che finalmente il sistema è collassato.
Purtroppo, visto le geniali mosse di oggi, finiremo per collassare anche noi.

mercoledì 13 luglio 2011

ANCORA UN PASSETTINO...

L'attacco finanziario degli ultimi giorni ha bruciato in 48 ore metà delle entrate che il governo aveva calcolato di incamerare con questa manovra "lacrime e sangue". Quindi le pezze che il sistema sta cercando di mettere nascono già azzoppate, almeno della metà, dando per scontato che non ci siano altre ondate speculative, cosa tutt'altro che scontata.
La politica, ormai nel panico, ha deciso di rispondere con una nuova maxi ondata di privatizzazioni di beni e servizi.
Stiamo ormai raschiando il fondo del barile, ma vale il detto a mali estremi, estremi rimedi.
Il problema è che nessuno ci sta dicendo cosa si farà dopo, visto che ormai è chiaro a tutti che andare avanti così non è più possibile.
Da noi, per ora, si stanno affannando come forsennati a spiegarci cosa si sta facendo, ma non ci stanno dicendo cosa faremo da lunedì prossimo: segno evidente di una totale mancanza di strategie di lungo termine.
I politici assicurano che daranno ai mercati internazionali un segnale forte. Forse stanno organizzando il loro suicidio di massa. Meno di così credo che non possano fare.
E' di oggi la notizia che lo Stato sta valutando la possibilità, sempre più concreta, di privatizzare ulteriori quote dei suoi "gioielli di famiglia". Eni, Enel e Finmeccanica, cioé energia e industria, verranno cedute in mano ad imprenditori privati, che ovviamente non sono enti benefici e quindi penseranno prima ai loro profitti e, se avanzerà qualcosina, anche ai nostri bisogni.
Ma la nuova politica di liberalizzazioni interesserà anche, e soprattutto, le aziende municipalizzate. Questo nella speranza di aumentare il tasso di concorrenza sul mercato (?).
Alzi la mano chi ha visto un miglioramento dei servizi o una diminuzione delle tariffe.
In questi anni hanno privatizzato le ferrovie: avete visto una diminuzione del prezzo del biglietto o un miglioramento del servizio?
Hanno liberalizzato la telefonia: pagate meno una telefonata?
Hanno liberalizzato luce e gas: avete notato qualche differenza per voi vantaggiosa?
Hanno privatizzato la sanità: state meglio e pagate di meno le visite?
Comunque, la vera chicca è un'altra: pare sia stato deciso che quei comuni che procederanno a privatizzare beni e servizi verranno premiati, mentre quelli che si opporranno ad imboccare questa strada senza uscita verranno penalizzati. Non toccheranno la distribuzione dell'acqua, per rispetto dell'esito referendario: come sono democratici.
Visto che noi con le nostre tasse abbiamo contribuiamo tutti gli anni al funzionamento di questi beni e/o servizi, perché non chiederci prima se siamo d'accordo?

lunedì 11 luglio 2011

LARGHE INTESE VERSO IL BARATRO

Ormai è fatta: la manovra finanziaria in salsa greca pare che verrà approvata in tempi brevi. Evidentemente siamo con l'acqua alla gola. La prova risiede nel fatto che, mentre i governi si stanno profondendo in dichiarazioni di facciata sulla serietà e sull'efficacia della finanziaria di Tremonti, i grandi speculatori economici stanno scommettendo sul fallimento italiano come dimostra l'andamento della borsa milanese.
Mentre il Governo è eloquentemente taciturno, il prode Presidente Napolitano cerca in modo patetico di farne le veci, invitando le opposizioni ad un periodo di tregua, visto il momento drammatico: in pratica, gli sta chiedendo di abdicare al loro ruolo.
L'opposizione più imetta degli ultimi sessant'anni ha approfittato subito dell'occasione e ha riunito le sue varie anime. Il risultato è che costoro non voteranno a favore (continuano a dichiararlo: forse qualcuno di loro pensava si potesse), ma non faranno nulla per mettere il governo in difficoltà, limitandosi ad esigere che vengano approvati solo dei piccoli correttivi.
Una posizione francamente insostenibile, che, però, dà paradossalmente ragione agli speculatori che scommettono sul nostro fallimento.
Da un lato, infatti, la speculazione attacca l'Italia perché con un governo così indebolito e screditato, il successo è praticamente garantito: l'economia nazionale si sta avvitando su sè stessa, in attesa di precipitare nel gorgo.
Dall'altro, Napolitano fa esattamente l'opposto di ciò che andrebbe fatto: togliere di mezzo il governo, per dare un segnale forte di credibilità internazionale, sostituendolo magari magari un esecutivo tecnico.
Questa non sarebbe certo una soluzione definitiva, ma darebbe comunque un segnale forte, che, almeno nell'immediato, potrebbe tenere a freno l'ondata speculativa (un governo più credibile potrebbe anche dare del filo da torcere), nella speranza poi che altri fattori possano metterci al riparo da un default che, al momento, appare inevitabile, anche se (forse) non nell'immediato.
Io sono pessimista. E voi?