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martedì 4 febbraio 2014

COME FAI A SCRIVERE ?

Ormai sono mesi che assisto a bocca aperta agli avvenimenti e alle notizie che li descrivono. Ed è altrettanto il tempo in cui ogni volta mi viene quasi quasi voglia di scriverci su qualcosa anch'io. Ma poi mi chiedo se effettivamente valga la pena di commentare cose che francamente sono incommentabili e per le quali o ti incazzi, oppure ridi per non piangere.

Qualche esempio in disordine cronologico:

  • Pisapia: «La città è molto migliorata ma lo riconoscono soprattutto da fuori» : a parte che se fossi in lui mi preoccuperei molto se volessi ricandidarmi, forse è perché chi ci vive non ha notato le mirabolanti migliorie apportate dalla giunta. Soprattutto quelli che non abitano in centro e che quindi non hanno bike sharing a disposizione e possono tranquillamente respirare i gas di scarico come prima dell'introduzione dell'area "c", che rende evidente quali sono i confini della città nella concezione del suo sindaco...

  • La Fiat pagherà le tasse nel Regno Unito e avrà sede in America. I sindacati esultano perché l'azienda resta in Italia...


  • La legge elettorale: premio di maggioranza (se va bene) al 37%. A casa mia la maggioranza è al 50% + 1. Se penso che sessant'anni fa chiamavano "truffa" la legge di De Gasperi...


  • Cosa faresti se fossi in macchina con la Boldrini? Scenderei immediatamente perché ho sbagliato auto e cercherei di scappare velocemente per non essere linciato dalla sua scorta.


  • La disoccupazione cala dello 0,1%: vero e infatti Letta esulta. Peccato che gli "scoraggiati", cioè quelli che rinunciano a cercare lavoro (e che per questo non vengono più conteggiati come disoccupati) aumentano dello 0,4%.

Ora ditemi: come si può scrivere un commento su 'ste cose senza avere nello stesso tempo la certezza che in fondo non si sta facendo altro che perdere tempo?

martedì 13 settembre 2011

LA "SQUOLA" DI FORMIGONI



Chi tocca le scuole cattoliche, muore!
E' questa, in parole povere, la risposta che il presidente ciellino Formigoni ha dato al sindaco di Milano Pisapia, che ha “osato” ricordare l'articolo 33 della Costituzione, quello che stabilisce la parità dell'istruzione privata senza oneri per lo Stato.
Il presidente della Regione Lombardia salta come la rana di Galvani, se qualcuno osa solo permettersi di dire una cosa che in un mondo normale sarebbe perfino ovvia, cioè che va benissimo che le scuole cattoliche insegnino ai propri studenti i precetti religiosi, ma che non pretendano di farlo a spese di uno Stato che si professa, almeno sulla carta, laico.
Oltretutto, è una questione di matematica da scuola elementare: se un Paese divide le proprie risorse tra istruzione pubblica e privata, è chiaro che la prima, l'unica che ha l'obbligo di mantenere efficiente, non potrà avere tutte le risorse necessarie,dato che queste, almeno in parte, andranno alla seconda, che potrà così garantire standard sempre più elevati, mentre chi riceverà meno soldi dovrà necessariamente impoverire l'offerta.
In periodo di crisi come questo, è chiaro che un sistema del genere non può sopravvivere e che quindi occorra scegliere cosa finanziare. Viste le posizioni di un simile personaggio, in linea, del resto con quelle del peggior ministro dell'istruzione che la storia repubblicana ricordi, la risposta appare, purtroppo, sin troppo ovvia. Questo, per inciso, avrà delle conseguenze devastanti sull'accesso all'istruzione, inteso come diritto garantito a tutti i cittadini, considerato che un'istruzione pubblica senza fondi non garantisce pari diritto allo studio a quanti non dispongano di risorse proprie per accedervi.
Non contento delle stupidaggini che riesce a sparare colui che da Cl è considerato il cavallo vincente per il dopo Berlusconi, Formigoni ha dimostrato concretamente la sua scarsa cultura storica. Nella sua sdegnosa risposta al sindaco di Milano, è riuscito ad affermare che, se non ci fosse la pari dignità delle scuole pubbliche e private, garantita anche grazie alla sua indefessa attività alla Regione, la scuola italiana tornerebbe a livelli medievali.
Una persona con un minimo di cultura, avrebbe potuto attendersi una citazione del laicismo proprio del periodo Illuminista.
Invece,tra tutti i periodi storici che poteva scegliere per meglio spiegare il suo punto di vista, ha scelto il Medio Evo, cioè il periodo storico in cui maggiormente l'istruzione e la cultura erano sostanzialmente appannaggio della Chiesa e del suo clero.
Lapsus, o citazione voluta per meglio spiegare a quale tipo di cultura, e di scuola, lui faccia riferimento?

giovedì 14 luglio 2011

EXPO: A MILANO SI LITIGA

Approvato il progetto di variante urbanistica per il progetto di Expo 2015.
Alla fine, il sindaco ha dovuto cedere al Pd, primo partito della sua coalizione, che come al solito si è appellato al senso di responsabilità: è stato approvato il piano della vecchia giunta Moratti, che prevede per l'area, una volta finito l'evento, un indice di edificabilità dello 0,52 pari a 400.000 metri quadrati di future costruzioni. Della cui funzione, ovviamente, non si è ancora deciso nulla, raro esempio di pianificazione.
Molto soddisfatti della cosa il presidente della regione Formigoni e l'ex sindaco della città che ha polemicamente esternato la propria soddisfazione per l'approvazione del piano preparato dall sua giunta: la loro soddisfazione vorrà ben dire qualcosa.
Questo ennesimo figurone ha creato forti fibrillazioni all'interno della maggioranza. Basilio Rizzo ha già detto che non voterà questo provvedimento, visto che essendovisi opposto quando era sindaco la Moratti non vede perché dovrebbe essere favorevole ad un documento identico solo perché nel frattempo è cambiato il sindaco: raro esempio di logica.
Rifondazione è incazzata per il fatto di non essere entrata in giunta, nonostante il suo decisivo contributo al successo delle elezioni (è il secondo partito del centro-sinistra, numericamente parlando) e infatti sta cercando di far pesare la cosa proponendo varianti sostanziali al piano, come la diminuzione dell'indice di edificabilità a 0,16 e la convocazione dei comitati dei cittadini che appoggiano Pisapia per aprire una discussione pubblica: proposta non certo disprezzabile, ma fatta per interessi di bottega. Siccome la loro arrabbiatura è tanta, possiamo aspettarcene delle belle: erano convinti di essere morti e sono risorti, quindi è prevedibile che vendano cara la pelle. Del resto sono ancora quelli della cacchiata del "partito di lotta e di governo"
Boeri, che non ha ancora digerito il fatto di non essere lui il sindaco, fa i capricci: è convinto che, se avesse vinto le primarie, avrebbe vinto anche le elezioni (io non lo avrei mai votato, secondo me con lui candidato rivinceva la Moratti).
Morale della favola, nessuna novità: tutti pensano che l'Expo sia una palla al piede (inutile, costoso, già ridotto rispetto al progetto originale), ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo chiaramente. Così, mentre la giunta litiga per una cosa inutile, il centro-destra gode.

lunedì 30 maggio 2011

PISAPIA E DE MAGISTRIS: I PRIMI CHIODI SULLE BARE DI PD E PDL

Erano giorni che tutti quelli con cui parlavo erano scaramantici sul ballottaggio di Milano. Continuavano a dirmi di essere preoccupati, che non avrebbero detto nulla prima della fine dello spoglio.
Io, invece, li provocavo concludendo ogni conversazione sempre con le stesse due parole:"E' fatta!".
Oggi verso le dieci ho osato anche di più e ai miei colleghi ho lanciato l'affondo: Pisapia e De magistris vinceranno con percentuali da doppiaggio.
A Milano, Pisapia ha messo il primo chiodo sulla bara del PDL: è giusto che il berlusconismo muoia là dove nacque e "nocque".
A Napoli, De Magistris ha dimostrato che anni di bassolinismo sono stati deleteri per la città e che nulla ha potuto l'attivismo di facciata di Berlusconi.
Forse, finalmente, possiamo buttare via il vecchio che era avanzato e iniziare ad accogliere, con diciassette anni di ritardo, il nuovo che avanza.

mercoledì 18 maggio 2011

E ADESSO ?

Sono passati due giorni dal terremoto politico delle amministrative e voglio dire la mia su quello che è successo, anche perché nei commenti che ho sentito e letto secondo me manca qualcosa.
Primo: perdono tutti i partiti, tranne i movimenti "grillini", che però non fanno grandissima presa sui delusi.
Secondo: abbiamo un grande partito di maggioranza a livello nazionale, cioé gli astenuti. Tutti parlano dei numeri di chi ha votato, ma nessuno si è soffermato a riflettere sull'unico dato che è rimasto costante tra queste e le precedenti amministrative. Cantare vittoria per queste elezioni sembra eccessivo.
Terzo: sorvolando sulle minchiate alla Verdini ("Tolta Milano è un pareggio". Come dire che tolti dieci anni alla mia macchina, è fresca di fabbrica ) il risultato di Berlusconi è molto più di una sconfitta. Se, avendo il monopolio dell'informazione è riuscito a subire un rovescio simile, questa è una Fukushima politica.
Quarto: Milano deve essere un campanello d'allarme anche per il PD. Il candidato che loro non volevano fa il pieno di voti, compie un vero e proprio miracolo e il partito diventa uno dei primi due della città.
Quinto: personalmente ho assolto il mio compito votando Pisapia per protestare contro l'ignobile comportamento della Moratti durante il confronto in TV. Ora che faccio? Lo voto sperando che vinca, o me ne frego e lascio fare alla natura?
Qualcuno mi aiuti.

venerdì 13 maggio 2011

VOTO PISAPIA PER PROTESTA

Fino a due giorni fa, facevo parte di coloro che, per protestare contro i nostri politici, non li avrebbe mai votati, per agevolarne prima o poi l'estinzione. Sarei andato al seggio per esercitare il mio diritto di voto (secondo me i diritti si difendono così) e avrei annullato la scheda.
L'altroieri ho visto il pezzo del confronto tra Pisapia e la Moratti in cui quest'ultima lanciava accuse enormi e totalmente false contro il suo contendente, approfittando del fatto che le regole del dibattito non avrebbero consentito repliche e dimostrando così il suo leonino coraggio. Devo dire che lì le mie convinzioni hanno cominciato a cedere il passo all'incazzatura.
Più tardi ho sentito l'irreprensibile donna Letizia sostenere che la sua accusa non era un'accusa, ma che lei intendeva dimostrare che siccome Pisapia quarant'anni fa era legato ad ambienti di sinistra oggi non può essere diventato un moderato: a parte il fatto che non mi risulta che il candidato di centro-sinistra abbia mai detto di essere un moderato, era da tempo che non sentivo una cazzata di queste dimensioni. Come dire che se trent'anni fa ero povero, devo esserlo anche oggi: un po' come le caste in India.
Quindi ho deciso: vado al seggio e voto Pisapia, non perché creda in lui e nel suo programma, ma per protestare contro questo sistema di fare politica, indegno di esseri umani.

domenica 6 marzo 2011

MILLY

Volevo scrivere del "siparietto" tra Fini e Vespa a Porta a Porta e del fatto che per quest'ultimo invitare Berlusconi a cena non significa frequentarlo... Il giorno dopo, il Fatto pubblica un pezzo di Travaglio sul tema.
Volevo scrivere che Pisapia non cavalca lo scandalo della Bat-casa del figlio del sindaco Brichetto in Moratti con micragnoso scandalo annesso... Il giorno dopo, il Fatto pubblica un altro blog sull'argomento.
Allora mi tocca parlare di un esponente del PD milanese, che sullo scandalo della Bat-casa del figlio del sindaco Moratti non ha detto assolutamente nulla: Emilia Michela Enza Bossi, detta Milly, cognata di donna Letizia.
Mentre mamma Letizia diceva che ognuno si deve prendere le proprie responsabilità, non assumendosi quella di voler approvare il nuovo piano di gestione del territorio che renderebbe molto più semplice i cambi di destinazione dgli immobili milanesi, zia Milly non ha aperto bocca.
La zietta è stata negli scorsi mesi in prima fila per spiegare quello che non andava in questo piano e gli abusi che avrebbero potuto verificarsi. Ora che si staglia in tutta la sua lucentezza questo scandalo a cielo aperto, gli oppositori dovrebbero rivendicare a voce alta le loro ragioni, consapevoli che questa è la migliore dimostrazione delle loro tesi.
Invece tacciono.
Pisapia non dice nulla dello scandalo degli affitti, perché sa benissimo che la sua compagna è parte in causa. Tra parentesi si è scoperta una letterina di disdetta definitiva che la signora ha consegnato al Trivulzio il giorno prima che le liste fossero pubblicate sui giornali.
Che Milly taccia perché il protagonista dello scandalo della casa di via Ajraghi 30 è suo nipote?
E' possibile avere un'opposizione che davanti ad uno scandalo possa indignarsi liberamente e urlare, invece di balbettare frasi di circostanza?
E' così difficile svuotare i propri armadi di tutti gli scheletri che ci stanno dentro?

martedì 22 febbraio 2011

MA PISAPIA VIVE IN UNO SGABUZZINO ?

Ieri su " Repubblica ", si poteva trovare una interessante intervista al candidato sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che cerca di disinnescare gli effetti della notizia secondo la quale la sua compagna appare negli elenchi delle case ad "equo canone" del Pio Albergo Trivulzio.
La buona fede e l'onestà del buon Giuliano non credo che valga la pena metterle in discussione.
Quello che mi ha colpito sono altre cose.
Primo: l'avvocato ha subito puntato il dito alla "macchina del fango", che stava cercando di rovinare la sua reputazione di candidato onesto. Ma nessuno ha insinuato che lui abitasse in quell'appartamento. E' stata resa nota una lista di affittuari, cioé un dato di fatto. Dichiararsi infangati da una cosa vera, anche se spiacevole, sembra un controsenso: allora una balla non sarebbe stata infangante? Mi sembra il solito gridare al complotto e francamente mi delude.
Secondo: in un secondo momento, Pisapia si è doverosamente scusato, affermando di non aver subito compreso che, essendo la sua compagna compresa in quelli elenchi, la notizia avrebbe potuto avere effetti negativi per la sua campagna elettorale. Un'ingenuità, insomma, compiuta in assoluta buona fede. Sono convintissimo della sua buona fede, ma presentarsi come un ingenuo non mi sembra un bellissimo modo per accreditarsi come un buon sindaco.
Terzo: il buon Giuliano ha precisato che lui non ha mai abitato lì e che quell'appartamento era stato affittato dalla sua attuale compagna quando loro due ancora non si conoscevano: lei lo aveva chiesto all'ex sindaco Paolo Pillitteri in epoca non sospetta.  Proviamo anche noi a chiedere al sindaco Moratti, per favore ovviamente, se ci può dare un appartamentino a canone molto agevolato in centro città: in fondo, domandare è lecito, rispondere è cortesia.
Quarto: la potenziale "first sciura" ha disdetto il contratto di affitto nel 2008, quando i due hanno deciso di andare a convivere. A causa dei ritardi nella costruzione del nuovo nido d'amore, la signora ha vissuto ( e se non ho capito male continua a stare ) nell'appartamento dello scandalo. Quando l'avvocato Pisapia ha deciso di candidarsi, non poteva dirle di mollare subito la casa e di andare a vivere da lui? Non potevano insieme trovare un altro appartamento in affitto a prezzi di mercato? Sono indigenti ( lui avvocato e lei giornalista di "Repubblica" ) o il nostro eroe vive in uno sgabuzzino?
Chiediamo spiegazioni al candidato e pretendiamo delle risposte!