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giovedì 5 aprile 2012

QUALIS PATER, TALIS FILIUS




Umberto Bossi ha improvvisamente scoperto di essere stato preso per il culo anche dal Trota.
"Renzo paga le rate per il leasing della macchina". Peccato che la macchina sia già stata pagata per intero.

Oddio, dopo averlo sentito parlare, francamente un'intelligenza così superiore alla media come la sua potrebbe anche essere capace di arrivare a tanto. E poi sarebbe in linea con la moda politica del momento: pagare le rate per il leasing dell'automobile, essendone già proprietario a sua insaputa.

"Renzo studia Economia all'università. Mi ha fatto vedere il libretto". Balla anche questa.
Pare che i suoi studi siano costati 300.000 Euro. E' vero che riuscire a far studiare un così fantastico esponente della futura classe dirigente del partito deve essere stata una fatica immane, ma comunque è una cifra un tantino esagerata.

Comunque non è tutta colpa del Trota. E' un vizio di famiglia e del resto buon sangue non mente.



' UMBERTO? BUGIARDO E SFATICATO'

MILANO - "Bugiardo e fannullone. Uno che a 35 anni non aveva mai lavorato, si faceva mantenere agli studi dai genitori e mi raccontò una clamorosa bugia, facendomi credere che si era laureato. Ecco com' era il Bossi che ho sposato". Parola di Gigliola Guidali, ex moglie del leader della Lega nord Umberto Bossi, che ha rilasciato al settimanale Oggi una intervista nella quale traccia un profilo sul suo ex marito a dir poco velenoso. La signora Gigliola finora aveva osservato un rigoroso silenzio sui dodici anni trascorsi accanto al leader del Carroccio. Ora lo rompe e consegna al settimanale una confessione al vetriolo. "Lo sposai - racconta l' ex consorte di Bossi a Oggi - perché mi aveva fatto montagne di promesse. Non ne ha mai mantenuta nessuna. Lui è fatto così. E' un inguaribile incoerente, uno che dice di voler fare una cosa e invece fa esattamente il contrario. Non mi sono pentita di averlo lasciato, anche se ha avuto tanto successo in politica. Non mi potevo fidare di lui. E come me, nessuno dei nostri amici di allora". Nell' intervista, la signora Gigliola rivela numerosi particolari inediti della sua vita accanto al futuro senatur leghista, a partire dal primo incontro fino al giorno del matrimonio. Il servizio è corredato dalle foto tratte dall' album delle nozze, celebrate nel 1975.

Wikipedia scrive anche un altro simpatico aneddoto:

"Gigliola Guidali [...] in un'intervista, raccontò di aver chiesto la separazione dopo aver scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore, dicendole «ciao amore, vado in ospedale»".

Come recita l'antico detto: " Qualis pater, talis filius "

REQUIESCAT IN PACE


Dalla malattia di Bossi la Lega non esiste più
E dopo di lui le correnti si azzanneranno


A parlare è Rosanna Sapori fino al 2000 membro del direttivo provinciale del Carroccio ed ex conduttrice di Tele Padania Libera: "Il Senatur dice cose che in realtà gli vengono messe in bocca da chi gli sta intorno. Peccato però che queste persone non abbiano ancora capito che senza di lui sono finiti anche loro. La gente vera, i leghisti duri e puri, credono solo nel leader. Il partito è lui e basta"


Rosanna Sapori, ex conduttrice di Tele Padania Libera
Bossi minaccia di cacciare chi lo contesta e dice che Flavio Tosi è uno stronzo. Ma non è lui a pensarlo. E’ chi gli sta intorno. Peccato però che queste persone non abbiano ancora capito, o fingano di non capire, che finito Bossi sono finiti anche loro. La gente vera, i leghisti duri e puri, credono solo nel Senatùr. La Lega è lui e basta”.

Chi parla è una che la pancia del movimento la conosce bene. E’ Rosanna Sapori, ex consigliera comunale leghista ad Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo e fino al 2000 membro del direttivo provinciale del Carroccio. Oggi gestisce una tabaccheria a Bergamo, ma ancora nel 2004, quando il contratto di collaborazione non le fu più rinnovato, era una delle giornaliste e conduttrici di punta di Radio Padania Libera, l’emittente che qualche giorno fa ha censurato le telefonate di protesta contro l’imposizione di Maurilio Canton a segretario provinciale di Varese.

Ma non chiamatemi epurata – aggiunge – E’ vero, sono stata licenziata in tronco da Radio Padania, ma nessuno mi ha mai buttato fuori dalla Lega. Sono io che da allora non ho più rinnovato la tessera”. E al fattoquotidiano.it ricorda anche il patto segreto stipulato tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, di cui ha parlato di recente Gigi Moncalvo nel corso di In mezz’ora di Lucia Annunziata.

Si smette così di essere leghisti?
Perché? Cosa significa essere leghisti oggi?

Ce lo spieghi lei.
Significa essere cretini. Dalla malattia di Bossi la Lega non esiste più.

Come no? Ci sono ministri, parlamentari e sindaci leghisti in tutto il Nord Italia.
Ma perché secondo voi è Bossi che li sceglie? E’ lui che decide?

Cosa intende?
Che Bossi ha avuto un ictus fortissimo e da allora non è stato più lo stesso. Se oggi mi incontrasse per strada probabilmente non mi riconoscerebbe nemmeno. Due anni fa, al funerale di Vito Gnutti (ministro leghista dell’Industria nel primo governo Berlusconi, ndr) non riconobbe Alessandro Patelli (ex tesoriere del Carroccio, ndr)! Dopo la malattia non sapeva più nemmeno chi erano i figli e così chi gli stava intorno ha assunto il controllo su tutto.

A chi allude in particolare?
Soprattutto alla moglie. E’ lei che dal 2004 ha preso in mano la Lega e anche l’alleanza con Berlusconi. Sull’accordo scritto tra il Cavaliere e il Senatùr per la cessione del simbolo, oltre a quella del senatore Giuseppe Leoni, uno dei fondatori della Lega, c’è anche la sua firma.

Che prove ha lei per dire che quell’accordo esiste davvero?
La parola di Daniele Vimercati, l’unico giornalista che Bossi abbia mai apprezzato e stimato al punto da sceglierlo come suo biografo ufficiale. La storia della cessione del simbolo della Lega a Silvio Berlusconi, come garanzia della nuova alleanza del 2001 dopo il ribaltone del ’94, in cambio del ritiro delle querele e dei soldi necessari a far fronte alla disastrata situazione finanziaria del movimento – la sede di via Bellerio era tutta pignorata – me l’ha raccontata Vimercati alla fine del 2001 pochi mesi prima di morire. Me lo ricordo come fosse ieri, era un pomeriggio e, con le lacrime agli occhi, mi disse: “Rosanna, non c’è più niente da fare. Lo hanno convinto che Berlusconi sta molto male e che nel giro di poco sarà costretto a lasciare la politica così lui, Bossi, si riprende il simbolo e tutto, intanto incassa i soldi”.

Davvero Bossi era convinto che Berlusconi fosse messo così male? Per questo accettò di cedergli il simbolo con lo spadone?
Bossi era stato convinto di questo perché qualcuno glielo fece credere. Ne ebbi un’ulteriore conferma quando un pomeriggio si presentò in radio e io, che con lui avevo un ottimo rapporto, un po’ per provocarlo gli dissi: “Ma come Umberto, ti vendi a Berlusconi?” e lui, piuttosto alterato, mi rispose: “Ma che dici? Che non lo sai che sta male?”. Allora capii che quello che mi aveva detto Vimercati era tutto vero.

Come fa lei a dire di un uomo che oggi arriva a minacciare di epurazione chi lo contesta, che sarebbe pilotato da altri?
Cito testuali parole pronunciate da Calderoli a Venezia: “Questi sindaci che rompono i coglioni non si rendono conto che sono polvere e senza la Lega ritorneranno polvere”. Secondo voi chi è che decide chi deve essere cacciato dalla Lega?

Però è Bossi che ha dato dello “stronzo” a Flavio Tosi per poi fare retro marcia assicurando che il sindaco di Verona non sarà mandato via.
Ma quelle sono cose che gli mettono in bocca altri: Calderoli, la moglie Manuela Marrone, Rosy Mauro e tutti quelli che fanno parte del cosiddetto cerchio magico. Tosi poi non lo può minacciare più di tanto nessuno perché sanno che a lui dei ruoli nazionali non gliene è mai fregato niente. C’è una sola cosa che Tosi vuole fare: il sindaco di Verona. E da sindaco può parlare e contestare la linea del partito, incluso il voto su Milanese, ad esempio. Chi sta a Roma invece non può farlo perché sa che se si va a votare di nuovo con questa legge elettorale non sarebbe più ricandidato.

Ma se è Tosi il vero anti-Bossi, Maroni allora che ruolo avrebbe?
Maroni non è mai stato pericoloso in sé. Maroni è la persona più tranquilla, moderata ed equilibrata che io conosca dentro la Lega. La vera pericolosità di Maroni, per il cerchio magico, sta nel ruolo che ricopre come ministro dell’Interno, per l’accesso che ha a determinati documenti.

Però a Pontida è lui che la base ha acclamato.
Quella che a Pontida acclamava Maroni non è la vera base. La vera base sta con Bossi e basta. E’ lui l’unico vero guru, nonostante la malattia, nonostante tutto, è solo Bossi che i duri e puri della Lega riconoscono come leader assoluto. Se togli Bossi la Lega è finita e se Bossi chiudesse gli occhi domani mattina non potete immaginare cosa accadrebbe.

Cosa?
Avete presente la storia della lista dei politici gay e omofobi? Bè, credete sia un caso che lì in mezzo ci fosse il nome di Calderoli? Io lo dico oggi e lo sottoscrivo: senza Bossi finirà male. Divisi tra maroniani, calderoniani, tosiani, zaiani, cotiani, cominceranno a lanciarsi fango addosso. Mica sono come i democristiani che di giorno litigavano e di notte andavano a letto insieme, questi si ammazzano!

Ma alla guerra tra “cerchio magico” e “maroniani” come ci si è arrivati?
Ci si è arrivati perché quelli che stanno con Maroni sanno bene che quando non ci sarà più Bossi verrà fuori la storia del simbolo e vogliono aver pronta una nuova Lega da presentare agli elettori.

di Claudia Daconto

martedì 15 novembre 2011

TUTTO BENE. TUTTI D'ACCORDO. MA L'OPPOSIZIONE DOVE STA ?



Monti stasera ha praticamente accettato l'incarico. Visto che l'unico che teoricamente poteva non essere d'accordo era Berlusconi, il risultato appariva abbastanza scontato: del resto, bastava che venisse data l'assicurazione che non si sarebbe toccata la sua roba e i suoi affari - più naturalmente un occhio di riguardo ai suoi processi - e l'assenso alla formazione del nuovo governo era cosa fatta.

Del Pd ormai è anche difficile parlare: bastava che Monti assicurasse di non fargli prendere alcuna responsabilità, che questa ex-opposizione (ex ormai da anni, del resto) avrebbe ripreso beatamente il suo letargo, blaterando come al solito di non meglio precisate riforme. A proposito, segnalo un interessante articolo che spiega bene come il termine riforme possa avere in questo momento quella valenza non puramente positiva, che invece questi cervelli dall'encefalogramma piatto spacciano ormai da anni: pensate per esempio cosa ci può essere di positivo per chi lavora nella riforma delle pensioni.

La Lega se ne frega - scusate la rima - e riapre il parlamento del nord, ricominciando a parlare di secessione e autodeterminazione. Un po' come i bimbi che giocano coi soldatini. Del resto il leader Bossi, causa demenza senile, sta tornando pian piano all'infanzia.

Di Pietro inizialmente aveva detto no. Poi si è ritrovato da solo - come sempre non ha capito con chi si è alleato - e ora sta facendo una patetica retromarcia a tappe per non essere costretto ad ammettere apertamente la sua giravolta di 180 gradi: dal "no", siamo al "quasi si", passando per il "ni".

I partitini più piccoli, entità monocellulari, sono d'accordo e sosterranno il nuovo governo.

Ma se tutti sono d'accordo, se gli avversari di ieri diventano gli alleati di domani, c'è qualcosa che manca: l'opposizione. E, se manca, non ci sarà nessuno in grado di controllare e, magari, contrastare l'operato del nuovo esecutivo. Il fatto che questo nuovo governo non si ponga limiti di tempo, significa quindi che per almeno due anni non ci sarà niente e nessuno in grado di fare da contrappeso.

A questo punto, dubito che la "querelle" Amato-Letta sia poi così importante come i grandi media tentano di presentarla. Ho invece la tentazione sempre maggiore di definire questa manovra come un golpe e quello che nascerà domani come un regime.

Forse aveva ragione Veronica Lario quando diceva che il vero pericolo non era Berlusconi, ma quello che sarebbe venuto dopo.

domenica 2 ottobre 2011

REFERENDUM ELETTORALE : PERCHE' QUESTO DIBATTITO NON E' COSI' IMPORTANTE





Si accende sempre più il dibattito sulla raccolta delle firme per chiedere un referendum che cancelli l'attuale legge elettorale, "una porcata" secondo la definizione del medesimo ideatore, il ministro Calderoli ( e del resto con la faccia che si ritrova non ci si poteva onestamente aspettare che dal truogolo della sua fervida mente uscisse qualcosa di anche minimamente decente).

Da ieri tutto il mondo politico è mobilitato a discutere sull'argomento, ben sapendo che la "grande" informazione farà come sempre il suo dovere ed amplificherà ogni starnuto dei cosiddetti potenti.

E infatti ieri Maroni ha dato il via al concerto, dicendo che di fronte ad un così grande numero di firme raccolte non si può far finta di nulla; quindi occorrerà mettersi di buona lena per varare una nuova legge elettorale che modifichi il "porcellum".

Oggi il coro si è completato con le varie proposte di tutti gli altri esponenti politici: chi dice che la legge va fatta ex-novo, chi che si può tenere quella che già c'è aggiungendovi le preferenze, chi dice che la legge non si tocca, chi delira di proporzionali alla tedesca, alla francese, all'amatriciana.

Il tutto sulle prime pagine di tutti i media, ragion per cui mi chiedo: è una notizia così importante?

Dal punto di vista di chi si è fatto il mazzo per raccogliere le firme, sicuramente si: il risultato ottenuto è andato oltre ogni più rosea aspettativa, segno questo che il martellamento mediatico di questi mesi sulla "casta" ha avuto grande presa sui cittadini, ragion per cui ogni proposta che in qualche modo vada contro l'attuale politica sarà destinata a risolversi in altrettanti successi di dimensioni plebiscitarie.
Pensate se si raccogliessero le firme per chiudere i ristoranti di Camera e Senato o per diminuire gli stipendi dei parlamentari che risultati straordinari si otterrebbero.

Ma dal punto di vista di chi non è convintamente neoliberale o europeista, il fatto che domani si voti con questa legge o con un'altra totalmente diversa, comunque fatta per assicurare l'ingresso in parlamento di esponenti magari anche nuovi, ma comunque portatori di queste ortodossie economiche e politiche, non sposta di un millimetro il problema, quindi non rappresenta di certo una notizia tale da meritare tutta questa attenzione.

Allora perché questa notizia - benchè di una certa qual rilevanza - viene così tanto enfatizzata dai media?

Ancora una volta perché, come già scrivevo ieri a proposito della "querelle" Bossi-Napolitano, l'obiettivo è quello di convogliare l'attenzione - e le energie - delle persone su un argomento di scarsa rilevanza, distogliendole da argomenti più rilevanti per cui forse occorrerebbe riservarne la maggior parte, ma che in questo modo passano in secondo piano.

Così facendo, si raggiungerà il risultato di chi al momento è al potere di "cambiare, affinché nulla cambi", ma dal punto di vista degli elettori la scelta rimarrà comunque la stessa, cioè -schematizzando- tra uno che è al governo per farsi gli affari propri ( Berlusconi ) e uno che, se mai riuscisse ad andarci ( Bersani ),  avvierebbe una paurosa ondata di liberalizzazioni di tutti i servizi pubblici, secondo la migliore ricetta neoliberista: non dimentichiamoci ad esempio che, prima di mettere il cappello sul referendum sull'acqua, lui e i suoi difendevano a spada tratta i vantaggi dell'ingresso dei privati nei servizi idrici.

Ancora una volta, dunque, veniamo stimolati a parlare del "come", quando prima di tutto dovremmo parlare del "chi".

sabato 1 ottobre 2011

CHIACCHIERE DA OSTERIA





Da due giorni si leggono i continui strali del Presidente Napolitano contro la secessione della "Padania" invocata dalla Lega, che sempre più mi ricorda ( in versione comica ) il fascismo della Repubblica Sociale, con il suo ritorno alle origini nel tentativo di impedire l'inevitabile tracollo.
Ho sempre sostenuto che se domani mattina mi dicessero che sono ungherese, non avrei nulla da obiettare. Ma "padano", inteso come nazionalità, mai!
Sono anche d'accordo con Calderoli, quando dice che esiste il diritto all'autodeterminazione dei popoli.
Giustissimo. Io voglio essere Cartaginese.

C'è però una cosa che mi lascia sempre perplesso. Non capisco quale sia la necessità di dedicare così tanto tempo, e inchiostro, a una diatriba francamente futile come questa.
Abbiamo un presidente della repubblica ottantenne che definisce ignoranti quanti sul prato di Pontida gridano alla secessione, minacciando il carcere per i loro caporioni. Un po' come il vecchietto del bar che dice "fosse per me, un bel mitra e tutti al muro".
E lo fa per rispondere ai proclami di un'altra macchietta da osteria che, ripresosi(?) dall'ictus, spara cazzate e fa gesti volgari a destra e a manca, ormai preda della demenza senile che gli ha fatto perdere ogni freno inibitore. In fondo, le sue ultime gag altro non sono che la degenerazione triste del "celodurismo" delle origini: un po' come il vecchietto fuori di testa che va in giro nudo per i corridoi dell'ospizio.

Ma che razza di "dibattito" è questo?

E tutti i politici dietro a commentare come ancora una volta il granitico Napolitano si dimostri garante della Costituzione, difensore delle leggi e dell'unità nazionale.
Quello stesso presidente che non più tardi di quest'estate aveva detto che l'Italia doveva essere grata ai suoi politici per la rapidità e responsabilità con cui i parlamentari - anche leghisti- e il governo - anche leghista - avevano saputo reagire alla crisi economica, che anche secondo lui era piovuta improvvisamente dal cielo ( all'epoca gli scrissi, domandando perché mai avrei dovuto manifestare la mia gratitudine. Mai ottenuto risposta: evidentemente non c'era motivo ).

Insomma: per quanto tempo ancora ci dovremo sorbire delle stupide chiacchiere da bar tra anziani che giocano a briscola tra un "bianchino" e l'altro, mentre scompare alla velocità della luce la lettera di Trichet e Draghi?

lunedì 26 settembre 2011

OBBLIGO DI RETTIFICA





Con il Ddl intercettazioni potrebbe entrare in vigore la norma "ammazza-blog". In pratica, letteralmente, ogni gestore di "sito informatico" ha l'obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c'è possibilità di replica, chi non rettifica paga fino a 12mila euro di multa.

E, badate bene, non importa che il contenuto della richiesta sia fondato:  è sufficiente la richiesta perché il blog, sito, giornale online o quale che sia il soggetto "pubblicante" sia obbligato a rettificare.

Il testo in approvazione infatti recita: "Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono".

Un rischio di censura illimitato ed incivile, dato che si potrebbe essere obbligati a rettificare cose vere, documentate, per la maggior gloria di qualche farabutto, che non gradisce che siano messe in piazza le proprie porcate.

Quindi per facilitare il compito ai "professionisti della rettifica", ecco un po' di affermazioni palesemente vere e inconfutabili, scelte a caso.
  1. Il ministro Brunetta è alto e intelligente, come dimostrano le sue foto e i continui attestati di stima tributatigli dai suoi colleghi di governo.
  2. Nicole Minetti è stata eletta consigliere regionale per la sua lunga e appassionante militanza politica.
  3. Roberto Formigoni non è il governatore della regione Lombardia e non è di Comunione e Liberazione.
  4. L'Euro è la nostra salvezza e in Italia non c'è la crisi.
  5. Il ministro Tremonti non pagava l'affitto in nero a Milanese, dato che è abituato a vivere a scrocco.
  6. Bossi non parla di secessione e non ha avuto un ictus: tiene semplicemente il lato sinistro del corpo a riposo. Un po' come i delfini, che non dormono mai completamente, ma "addormentano" alternativamente metà del corpo.
  7. Bossi jr., "il Trota", è un genio.
  8. La Grecia è economicamente florida e sta trainando la crescita dell'eurozona.
  9. In Giappone non c'è stato nessun disastro nucleare.
  10. Berlusconi è il miglior primo ministro degli ultimi 150 anni.
  11. La Gelmini è il miglior ministro dell'istruzione degli ultimi 150 anni.
  12. Le "olgettine" sono un ordine monastico: infatti, si vestivano da suore e da infermierine.
Adesso me ne sto qui e attendo le mail di rettifica.
Mica pago 12.000 euro per difendere la verità!

venerdì 9 settembre 2011

UNITI... O COMPLICI ?



Da quando è in carica questo governo, ho sempre più spesso sentito rivolgere continui appelli al dialogo tra le forze politiche. Di solito questi appelli nella migliore delle ipotesi cadevano nel vuoto. Se no, si risolvevano in estenuanti risse da pollaio, con reciproci, quanto sterili, scambi di accuse: il governo è inetto, l'opposizione è comunista.
Del resto, per parlare con un presidente del consiglio, che è lì per risolvere esclusivamente le sue faccende, occorre necessariamente discutere solo dei fatti suoi.
Altrimenti si fa come il Pd che da vent'anni parla di politica con il cavaliere, che li ascolta come si ascolta un cretino.
Adesso è arrivata questa crisi, che non sembra ci lascerà tanto presto.
Da quel momento, gli appelli si sono fatti sempre più pressanti. Se a farli è l'insipido Napolitano, addirittura si tramutano in moniti.
Oltre al dialogo, veniamo quotidianamente ammoniti ad essere uniti con chi deve affrontarla, questa crisi.
Ora: pensate a Berlusconi, che ha avuto rapporti con la mafia (chez Dell'Utri) e con la P2, oltre a svariate altre pendenze giudiziarie; guardate Tremonti, che si fa pagare l'affitto di una casa dal suo braccio destro, indagato per corruzione; guardate come si è ridotto Bossi, che comunica tramite il digitale (medio) e, dato che non si capisce quello che dice, il Trota gli fa da interprete (mamma mia!); vedete la faccia di Calderoli, che non avendo più nulla da semplificare al ministero è direttamente passato alla sua già primitiva materia grigia; pensate a chi volete voi e poi chiedetevi se essere uniti a costoro sia prova di unità, o non piuttosto di complicità.

martedì 6 settembre 2011

COSA DISCUTONO A FARE ?





Mentre al Senato gli onorevoli sono impegnati a discutere della legge finanziaria scritta sull'acqua, dato che il testo in discussione non è quello definitivo, noi comuni mortali assistiamo ad un continuo bailamme di ipotesi di modifica del decreto sempre più tragicamente comiche.
I nostri senatori se ne stanno chiusi in aula a parlare di cose che potrebbero essere cancellate da un secondo all'altro, mantenendo un atteggiamento serio ed istituzionale, anziché fare la cosa più sensata: prendere e andarsene a farsi un bell'aperitivo, in attesa che il governo decida una volta per tutte gli argomenti su cui discutere.
Invece no. Complice la campagna denigratoria sulla casta dei politici e il loro dolce far nulla, i nostri onorevoli si prestano volentieri a questa farsa del tutto inutile, dato che alla fine comunque verrà posto il voto di fiducia. Solo il Pd poteva pensare il contrario e svendere i suoi emendamenti per evitare che il governo la mettesse. Solo loro potevano dimostrare, ancora una volta, la loro dabbenaggine
Pensate che spreco di soldi, pagare trecento e passa senatori per fare un'appassionata discussione da bar sull'innumerevole miriade di puttanate uscite come conigli dai cilindri dei vari Berlusconi, Bossi, Calderoli, Maroni, Sacconi...
Pensate che spreco di energie fisiche e mentali, star lì a parlare dei deliri di costoro, anziché poter fare come i mercati finanziari, che non perdono neanche tempo ad aspettare la manovra definitiva e la seppelliscono con una gigantesca risata ribassista.

P.S. Pare, sembra, si dice, che il governo abbia finalmente deciso cosa diavolo scrivere nella finanziaria. Se stanotte non cambieranno idea un'altra volta, domani sapremo di che morte dovremo morire.

mercoledì 31 agosto 2011

IL GOVERNO ALLA GABER





Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale.
Per vedere come stanno le bestie feroci
e gridare aiuto aiuto è scappato il leone
e vedere di nascosto l'effetto che fa.

Questo è esattamente ciò che sta facendo il governo dei nostri peracottari.
Due giorni fa si sono riuniti per sette ore di vertice nella reggia del signore di Arcore, per approntare le modifiche al decreto grondasangue di ferragosto, di cui nessuno osava più assumersi la paternità nel momento stesso in cui lo avevano varato.
Immaginate la tempesta di cervelli che ci dev'essere stata in un vertice presieduto da Berlusconi, Bossi (insieme al Trota), Calderoli, Maroni, Alfano, Azzolini, Giorgetti, Moffa e Cota: dall'intelligenza spropositata di questi crani di primissimo ordine sono nate le proposte di modifica a quest'ennesima manovra finanziaria,  già impresentabile così com'era.
Abolizione degli anni di studio e di servizio militare dal calcolo della pensione.
Niente contributo di solidarietà per quei pochi coglioni che guadagnano tanto e lo dichiarano pure.
La notizia viene subito resa pubblica e subito monta l'indignazione popolare.
Oggi scopriamo che almeno la proposta di aumentare subdolamente l'età pensionabile verrà ritirata, dato che la Lega non è riuscita ad inventarsi una balla grande abbastanza per dimostrare che le pensioni con questa modifica non sarebbero state toccate.
Ma, allora, che sta succedendo?
Sono stati tutti contagiati dalla demenza senile di Bossi, che ormai non ricorda più cosa dice da un giorno all'altro?
Possibile, anche se a me sembra che la spiegazione sia più semplice.
Questi ci hanno semplicemente provato, apposta per farci incazzare e per vedere l'effetto che una notizia del genere avrebbe fatto.
Visto che l'esperimento è perfettamente riuscito, dato che l'arrabbiatura è stata tanta, adesso potranno far digerire più facilmente le proposte "alternative" che verranno presentate a breve, tipo un aumento dell'iva, una ulteriore picconata ai diritti del lavoro e, dulcis in fundo, un'ennesima manovra finanziaria.
Per quanto tempo ancora dovremo soffrire, pensando alle cazzate che potrebbero inventarsi?

mercoledì 27 luglio 2011

IL PENSATOIO

Mi ero ripromesso, dopo averne parlato una volta, di dedicare alla questione dei ministeri leghisti a Monza il giusto interesse: coiè nulla.
In questi giorni, quindi, non mi sono minimamente interessato all'ennesima pagliacciata in camicia verde, finché non ho trovato su YouTube questo stupendo filmato


A questo punto, lo confesso, anch'io ho sentito la necessità di informarmi su come era andata a finire questa boiata pazzesca e, devo dirlo, non sono rimasto più che tanto stupito dal fatto che le sedi appena inaugurate siano già chiuse (dicono che apriranno a Settembre), che il ministro Brambilla si sia imbucata alla festa rivendicando una scrivania o che la Digos e i carabinieri siano stati utilizzati come vigilanza privata per garantire il successo della pagliacciata.
Ho letto con piacere che la Corte dei Conti si sta interessando alla vicenda per verificare che la per ora finta apertura degli uffici non comporti un aggravio di spesa per le casse dello Stato, cosa che pare essere impossibile a meno che gli uffici in questione rimangano sprovvisti di personale.
Mi ha però colpito molto una frase del ministro Calderoli, che ha definito i 150 metri quadri di villa rapinati alla collettività "un pensatoio".
Ho cercato di immaginarmi lui, Bossi, Tremonti e la Brambilla seduti alle loro scrivanie, assorti in profondi pensieri e, a parte l'enorme sforzo di immaginazione che ho dovuto fare, mi sono chiesto in che modo i parti di queste menti sopraffine possano giustificare la funzione di questo sportello aperto al pubblico.
Voi l'avete capito?

giovedì 21 luglio 2011

I BUNKER DI BERLINO





Dopo l'arresto di Alfonso Papa, Berlusconi sta lentamente prendendo coscienza che ormai per lui è finita. Lo ha detto lui stesso ai suoi fedelissimi a libro paga: si rischia di tornare a ciò che successe nel '92.
La differenza sostanziale con quell'epoca, però, è che allora lui stava cavalcando quell'omda di indignazione popolare per salvare se stesso, mentre ora ne rimarrà inesorabilmente travolto.
E' per questo che sta cercando con tutte le sue forze di posticipare il più possibile quel momento, aiutato in questo dalla gelatinosa opposizione, anche lei impegnata come un sol uomo a tentare di salvare il salvabile, cercando di rifarsi una verginità nell'illusione, si spera vana, di sopravvivere alla tempesta che anche loro ritengono inevitabile.
Ormai tutto il mondo politico è rinchiuso nei rispettivi bunker.
Bossi è costretto a sacrificare Papa, per non rischiare di essere disarcionato seduta stante dal controllo di quella Lega che, con lui in sella, affonderà inesorabilmente insieme a Berlusconi. I suoi antagonisti, Maroni (pregiudicato) in testa, stanno tentando disperatamente di smarcarsi offrendo il loro leader come capro espiatorio alla base del partito sempre più insofferente.
Il Pd, dopo anni di inesorabile declino politico e culturale cerca pateticamente di darsi una nuova apparenza di affidabilità, sacrificando Tedesco per tentare di dimostrare ai cittadini la loro onestà. Arrivano al punto di cacciare dal paradiso il reprobo, sperando che nessuno ricordi i due anni in cui lo hanno protetto, assicurandogli l'impunità con un seggio al Senato.
Fini e Casini non pensano minimamente a scrollarsi di dosso la patente di "traditori", perché ai due fa molto comodo, dato che per dieci sono stati complici del sistema: passare quindi come infami adesso, potrebbe risultare molto comodo in un futuro prossimo.
Berlusconi, che di certo stupido non è, sa benissimo che ormai è giunta la sua ora: da questo punto di vista, il suo bunga-bunga ricorda in versione pecoreccia il "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini.
Certo, come è umano, sta anche cercando di evitare la sua fine e quindi tenta in tutti i modi di escogitare un sistema per raggiungere il suo scopo. Rivolgere le sue attenzioni al mondo della rete è un ottimo esempio di ciò.
Questo, in un mondo di persone sveglie e attente, sarebbe solo un disperato tentativo, destinato inesorabilmente a fallire.
Il problema da noi sta proprio nella mancanza di attenzione. L'ambiente è stato inquinato per decenni in modo massiccio: in un Paese dove la maggior parte dei cittadini forma le proprie opinioni esclusivamente assorbendo i messaggi della televisione che lui controlla, direttamente o indirettamente in modo totale, questo è, al contrario il momento più pericoloso, perché, se non dovesse farcela lui, è altamente probabile che abbiano successo coloro che gli sopravviveranno.

lunedì 11 luglio 2011

LA LEGA CI SALVERA'

Dopo il "Cretino",
Dopo la speculazione,
Dopo gli appelli di Napolitano,
Dopo la prova di "responsabilità" delle opposizioni,
Dopo tutto...
Confesso che ero angosciato.
Poi ho visto Bossi...
Ho sentito Calderoli...




...E, devo dirlo, l'angoscia è sparita.
Ora mi sento meglio.
Perché non ho più incertezze...

E' davvero finita!

domenica 30 gennaio 2011

OGGI E' DOMENICA

Oggi è domenica, quindi si santifica la festa.
Silvio ha organizzato una manifestazione contro i PM di Milano che indagano su di lui e quelli del PDL si dissociano, o dicono che ha ragione a prescindere ma che comunque non è il caso.
Ruby va in una discoteca di Rimini, i gestori sono tutti contenti perché così arrivano più clienti e loro guadagneranno di più... lei si presenta e non fa un cazzo, clienti e soldi sono meno del solito.
Una signora sordomuta fa causa alla Rai perché non può seguire Porta a Porta, perché non è sottotitolato.
D'Alema si fa intervistare per dire che è ora che il governo vada a casa, che bisogna votare e fare una intesa costituente contro Berlusconi, facendo decidere agli elettori tramite un "referendum di indirizzo" se vogliono la Repubblica presidenziale o quella parlamentare.
Napolitano, che è l'unico che dovrebbe intervenire, riposa, pensando all'unità d'Italia.
Bossi riposa, pensando all'unità d'Italia e a come distruggerla, tra un rutto e una pernacchia.
Io riposo, cercando di non pensare proprio.