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giovedì 12 luglio 2012

PROPRIETA' TRANSITIVA



Ricordate quella regola matematica che ci insegnarono a scuola? Si chiamava “proprietà transitiva“. Era quella quella regola che se A è uguale a B e B è uguale a C, allora si puo’ legittimamente affermare che A è uguale a C.

Quindi:
  • (A): quelli che non vogliono la Tav Torino-Lione sono anarco-insurrezionalisti.
  • (B): il governo francese non vuole la Tav Torino-Lione.
  • (C): il governo francese è anarco-insurrezionalista.

venerdì 23 marzo 2012

ALTA VELOCITA' : A QUANDO UN DOCUMENTO SERIO ?

Il Fatto Quotidiano


di Massimo Zucchetti


Il Governo italiano ha pubblicato, di fronte alle imponenti manifestazioni di dissenso alla proposta grande opera “Alta Velocità” Torino-Lione un breve documento di 9 pagine “Tav Torino-Lione: Domande e Risposte”.

Nel mondo scientifico e tecnico, questo documento ha causato imbarazzo. Fa davvero specie riscontare in un documento firmato dal Governo, e del quale il “tecnico” Monti si prende in qualche modo la responsabilità, l’affastellarsi di affermazioni approssimative, errate, e soprattutto – questa la cosa più grave – prive di fonti e studi verificabili a loro supporto. Lo scrivente, insieme ad un gruppo di tecnici e studiosi “seri”, sta elaborando un documento che metta in evidenza l’imbarazzante pochezza di questo compitino di nove pagine, evidentemente messo a punto allo stesso modo di quando noi, studenti delle medie, facevamo i compiti per la giornata scrivendoli sul tram che ci portava a scuola. Come è possibile che il governo ancora oggi non faccia uscire uno studio o un complesso di studi a supporto delle sue affermazioni che siano analizzabili e criticabili da esperti indipendenti?

Parlando di merito, farò un esempio unico, che concerne quel che mi compete. Dice il documento: “Il progetto non genera danni ambientali diretti ed indiretti. L’impatto sociale sulle aree attraversate, sia per la prevista durata dei lavori sia per il rapporto della vita delle comunità locali e dei territori attraversati è assolutamente sostenibile.”. Una affermazione molto netta, e basata sulle nuvole. Vediamo invece la realtà.

La Valsusa è stata per 40 anni oggetto di cantieri per grandi opere: la diga internazionale del Moncenisio, il raddoppio della ferrovia e dei tunnel ferroviari, il tunnel autostradale e l’autostrada del Frejus, poi l’impianto e la centrale idroelettrica di Pont Ventoux: la pretesa “sostenibilità” della nuova opera (a parte che il concetto di “sostenibile” non è definito se non in modo euristico) non viene mai valutata considerando l’impatto ambientale di quanto è già presente, che non è poco.

I cantieri danneggiano gravemente la salute degli abitanti: lo stesso studio di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) presentato da LTF, i proponenti l’opera [1], calcola un incremento del 10% nell’incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari a causa dei livelli di polveri sottili prodotte dai cantieri. In base alle statistiche attuali questo aumento corrisponde a circa 200 morti in dieci anni. I documenti considerano le polveri sottili PM 10, senza considerare, ad esempio per la tratta italiana – le polveri sottilissime PM 2,5 e altri inquinanti: attendiamo quindi una valutazione seria su questi aspetti, che tuttora manca.

Il problema dell’amianto, poi, è stato minimizzato: si ammette la presenza di amianto solo per i primi 500 metri, in una zona dove per anni LTF ha negato che si potessero trovare rocce amiantifere. Salvo poi ammettere che “…la presenza di rocce potenzialmente contaminate da presenza naturale di vene asbestiformi (ofioliti, pietre verdi e serpentiniti) che possono determinare durante le fasi di scavo e movimentazione di materiale di risulta una contaminazione ambientale in aria e su superfici di entità non trascurabile”. Le misure di cautela per lo smarino amiantifero sono poi incredibili: dire che lo si chiuderà in sacchi per spedirlo all’estero significa non rendersi conto che anche solo 500 metri di tunnel di base corrispondono a 170.000 mc, pari al carico di 17.000 TIR. Per lo scavo del tunnel nella tratta italiana, si definisce come “tenore molto basso” un tenore sotto il 5% delle rocce potenzialmente riscontrabili durante lo scavo: che ne è del limite di legge, che parla di 0.1%?
Le mineralizzazioni di uranio in Valsusa sono una realtà: a presenza di uranio nelle rocce del massiccio D’Ambin oggetto dello scavo del tunnel di base sono ampiamente documentate fin dagli anni ’60 e ’70. Si va dallo studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) del 1965 [2] alle prospezioni condotte dall’Agip nel 1978, alle misure dell’ARPA [3]. Sul versante francese, analoghe prospezioni furono svolte dalla società Minatome [4]. Chi propone l’opera afferma che sono stati effettuati dei carotaggi nei dintorni del tunnel geognostico e che tutti i valori “rientrano nella norma”. Appare peculiare, innanzitutto, che proprio nella zona dove si pensa di costruire il tunnel geognostico e poi il tunnel di base, decine di chilometri in totale, sia assente la presenza di uranio, quando tutta la Valle di Susa abbonda (se ne contano ben 28) di affioramenti di filoni uraniferi. In realtà, nulla si conosce su quello che si incontrerà scavando, se non la ragionevole probabilità di andare ad incocciare in filoni uraniferi grandi e piccoli. Inoltre, valutazioni indipendenti effettuate sulla base di “valori normali” del contenuto di uranio prevedono, a causa dell’emissione di gas radon da parte di queste rocce “normali”, la necessità di ricambiare ogni ora l’intero contenuto di aria del tunnel in fase di scavo, oltre al problema della risospensione di polveri e al dilavamento del materiale di smarino, con dosi alle popolazioni non trascurabili.

Per lo smarino, una stima conservativa darebbe un volume da mettere a discarica sul lato italiano di 15 milioni di metri cubi, pari al volume di 6 piramidi di Cheope, il triplo di quanto dichiarato dal progetto. E quindi per 2/3 senza alcuna ipotesi di collocazione a discarica.

In ultimo, un cenno va fatto al problema del dissesto idrogeologico in seguito agli scavi dell’opera, alla sparizione di fonti, falde, corsi d’acqua, all’enorme spreco di una risorsa preziosa come l’acqua. Il Mugello insegna. Non aggiungiamo nulla a quanto scritto in un nostro precedente articolo: le belle parole passano, i grandi disastri restano, al Mugello, e resterebbero anche in Valsusa, qualora questa pazzia venisse effettivamente messa in opera. Ma tutte le evidenze – foss’anche soltanto la rigidità di chi dice “discutiamone pure, ma non si discute che l’opera si faccia” (un ossimoro quasi comico) – ci fanno capire come la vada a pochi. Occorre soltanto capire quanti ulteriori soldi pubblici verranno sprecati prima che il progetto venga abbandonato.

[1] LTF sas - Progetto preliminare in variante – Studio d’impatto ambientale-sintesi non tecnica (documento PP2-C3C-TS3-0105-A_AP-NOT del 9/7/2010 basato sull’originario trattato italo-francese del 29/1/2001)

[2] Studio geo-petrografico del versante italiano del massiccio d’Ambin; Lorenzoni S., Memorie degli Istituti di Geologia e Mineralogia dell’Università di Padova, 1965, vol. 25.

[3] ARPA Piemonte – documento prot. 3065 del 9/10/1997 relativo all’analisi delle rocce prelevate presso la miniera di venaus

[4] Le socle du massif d’Ambin (Alpes franco-italiennes); Gay M.; Vialette Y. , Bulletin de la Societe Geologique de France, 1974, Vol. 16, Issue 3, pp. 245-246

martedì 5 luglio 2011

TAV : DESAPARECIDO

Già oggi, sulle edizioni on line di Repubblica e Corriere della Sera non si parla più di TAV.
Segno evidente che quello che interessava non era l'argomento in sé, bensì le violenze che prevedibilmente sarebbero scoppiate nel corso della manifestazione.
Dopo la due giorni non-stop di condanne politiche, con il ministro dell'interno Maroni (pregiudicato) che invocava il pugno duro contro i violenti, addirittura suggerendo alla magistratura i reati da perseguire, è calato il silenzio.
La condanna è già stata emessa: è stata una manifestazione pacifica, rovinata dai soliti Black Bloc, che, evidentemente pieni di soldi, girano tutta l'Europa per andare da una manifestazione all'altra al solo scopo di spaccare tutto e tutti.
Di solito non ne beccano mai neanche uno: sarei pronto a scommettere che anche stavolta sarà così.

TAV : NON DIMENTICHIAMO

Ecco un altro servizio



Prestate attenzione all'ultima affermazione del parlamentare dell'IDV.

TAV : NON DIMENTICHIAMO

Stefano Esposito, parlamentare PD.


Non dimentichiamo quanti si sono dichiarati favorevoli, andando contro le decisioni di tutti gli abitanti della Val di Susa.
Non dimentichiamoli alle prossime elezioni.

lunedì 4 luglio 2011

ANCHE NAPOLITANO FARNETICA

Il presidente della repubblica Napolitano, sino ad oggi primo con distacchi da doppiaggio nella classifica dei peggiori presidenti, condanna con fermezza quanti in Val Susa si sono permessi di reagire con la violenza ad anni di indifferenza da parte delle istituzioni, che non hanno mai neanche cercato di convincerli che il TAV in valle avrebbe portato benefici anche a loro.
Che credibilità potrà mai avere un presidente della repubblica che nomina Ministro dell'interno quel Maroni (che oggi invoca condanne esemplari per i violenti), che è già condannato per resistenza ed oltraggio ai danni di alcuni poliziotti?
Che credibilità potrà mai avere ai nostri occhi un presidente della repubblica che esprime solidarietà alle forze dell'ordine aggredite, senza aver nulla da obiettare circa l'utilizzo di interi reparti di polizia e carabinieri come "vigilantes" di cantieri privati?

P.S. Andate a vedere le notizie sui giornali di oggi: in molti si parla solo degli agenti feriti, "dimenticandosi" dei feriti tra i manifestanti e degli intossicati dai fumogeni a base del cancerogeno ed illegale CS

GLI ASSEDIATI

Continuano anche oggi le prese di posizione dei nostri politici contro le violenze scoppiate nel corso della manifestazione NO-TAV di ieri.
Proseguono i tentativi di attirare l'attenzione del pubblico solo sugli episodi più violenti, per denigrare le ragioni degli abitanti di un'intera valle contraria ad un progetto costoso, assurdo e che, se tutto va beme, vedrà la luce tra vent'anni.
Iniziano le accuse agli organizzatori della manifestazione di non aver saputo isolare le frange violente: quest'argomentazione non vi ricorda qualcosa?
A me fa tornare in mente il G8 di Genova di dieci anni fa: anche allora furono mosse le stesse accuse. Evidentemente è un disco rotto, frutto di una strategia preordinata.
E' anche una posizione assurda: la sicurezza è un dovere delle forze dell'ordine; se queste sono impegnate a manganellare manifestanti, a sparare lacrimogeni ad altezza d'uomo, a presidiare cantieri, non si può certo pretendere che assolvano anche ai loro compiti istituzionali.
Ormai gli assediati da noi sono coloro che detengono il potere, che cercano di difendere con le unghie e coi denti, ben chiusi nei loro manieri.

domenica 3 luglio 2011

TAV : TRENO ALTA VIOLENZA

Un'intera comunità di cittadini da anni si dichiara contraria al progetto della TAV in Val di Susa. I governi per anni fingono di ascoltarli, dicendo però che, comunque vadano le cose, la TAV si farà: un bell'esempio di democrazia.
Passano gli anni: la TAV si dimostra, dati alla mano, eccessivamente costosa e sempre più inutile. Il governo ascolta, dicendo però che, comunque vadano le cose, la TAV si farà: un bell'esempio di intelligenza.
"Basterebbe rimodernare e potenziare la ferrovia che già c'è e che è sottoutilizzata", propongono i contrari al faraonico progetto.
"Qualunque cosa accada, la TAV si farà", si sentono rispondere.
Visti i risultati di questo dialogo costruttivo, i movimenti NO-TAV presidiano ad oltranza i siti dove dovrebbero essere aperti i cantieri.
Il governo qualche giorno fa, per non perdere i finanziamenti europei, decide che i tempi sono maturi per iniziare i lavori e manda polizia e carabinieri in tenuta anti-sommossa per liberare le aree: i manifestanti tentano di resistere ma vengono sbaragliati, manganellati ed inseguiti su per le montagne.
La comunità decide di manifestare oggi per protestare contro uno stato che non li ascolta e che tratta così alcuni dei suoi membri.
All'interno della comunità ci sono varie posizioni: quelli che vogliono protestare pacificamente, chi vuole tentare di rioccupare le posizioni perdute, chi è talmente incazzato che ha voglia di menare le mani e fare casino.
La manifestazione è pacifica, ma alcune centinaia di partecipanti decidono di non seguire il percorso autorizzato e di attaccare la zona del cantiere, presidiato per l'occasione come una base militare. Risultato: botte da orbi e feriti.
Subito il mondo politico tutto si è affrettato a solidarizzare con le forze dell'ordine, condannando le frange violente del movimento come le uniche responsabili di quanto sta accadendo in Val di Susa e dichiarandosi sempre disponibili al dialogo, purché civile e costruttivo.
DI CHE COSA STANNO PARLANDO ?
Sono anni che la Val di Susa dice che non vuole i cantieri.
Sono anni che propongono progetti alternativi di potenziamento della ferrovia già esistente.
Sono anni che la politica tutta fa finta di niente.
Adesso il governo ha deciso di militarizzare la zona e i politici si lamentano se i suoi abitanti si incazzano e decidono di reagire anche in modo violento?
I PRIMI (E UNICI) RESPONSABILI DI QUESTA SITUAZIONE SONO I NOSTRI POLITICI, SEMPRE PIU' SCHIAVI DEI GRANDI POTENTATI ECONOMICI E SEMPRE MENO AL SERVIZIO DEI CITTADINI!!!
ESSERE AL SERVIZIO DEI CITTADINI, SIGNIFICA SERVIRE LO STATO!!!