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lunedì 26 settembre 2011

OBBLIGO DI RETTIFICA





Con il Ddl intercettazioni potrebbe entrare in vigore la norma "ammazza-blog". In pratica, letteralmente, ogni gestore di "sito informatico" ha l'obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c'è possibilità di replica, chi non rettifica paga fino a 12mila euro di multa.

E, badate bene, non importa che il contenuto della richiesta sia fondato:  è sufficiente la richiesta perché il blog, sito, giornale online o quale che sia il soggetto "pubblicante" sia obbligato a rettificare.

Il testo in approvazione infatti recita: "Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono".

Un rischio di censura illimitato ed incivile, dato che si potrebbe essere obbligati a rettificare cose vere, documentate, per la maggior gloria di qualche farabutto, che non gradisce che siano messe in piazza le proprie porcate.

Quindi per facilitare il compito ai "professionisti della rettifica", ecco un po' di affermazioni palesemente vere e inconfutabili, scelte a caso.
  1. Il ministro Brunetta è alto e intelligente, come dimostrano le sue foto e i continui attestati di stima tributatigli dai suoi colleghi di governo.
  2. Nicole Minetti è stata eletta consigliere regionale per la sua lunga e appassionante militanza politica.
  3. Roberto Formigoni non è il governatore della regione Lombardia e non è di Comunione e Liberazione.
  4. L'Euro è la nostra salvezza e in Italia non c'è la crisi.
  5. Il ministro Tremonti non pagava l'affitto in nero a Milanese, dato che è abituato a vivere a scrocco.
  6. Bossi non parla di secessione e non ha avuto un ictus: tiene semplicemente il lato sinistro del corpo a riposo. Un po' come i delfini, che non dormono mai completamente, ma "addormentano" alternativamente metà del corpo.
  7. Bossi jr., "il Trota", è un genio.
  8. La Grecia è economicamente florida e sta trainando la crescita dell'eurozona.
  9. In Giappone non c'è stato nessun disastro nucleare.
  10. Berlusconi è il miglior primo ministro degli ultimi 150 anni.
  11. La Gelmini è il miglior ministro dell'istruzione degli ultimi 150 anni.
  12. Le "olgettine" sono un ordine monastico: infatti, si vestivano da suore e da infermierine.
Adesso me ne sto qui e attendo le mail di rettifica.
Mica pago 12.000 euro per difendere la verità!

martedì 13 settembre 2011

LA "SQUOLA" DI FORMIGONI



Chi tocca le scuole cattoliche, muore!
E' questa, in parole povere, la risposta che il presidente ciellino Formigoni ha dato al sindaco di Milano Pisapia, che ha “osato” ricordare l'articolo 33 della Costituzione, quello che stabilisce la parità dell'istruzione privata senza oneri per lo Stato.
Il presidente della Regione Lombardia salta come la rana di Galvani, se qualcuno osa solo permettersi di dire una cosa che in un mondo normale sarebbe perfino ovvia, cioè che va benissimo che le scuole cattoliche insegnino ai propri studenti i precetti religiosi, ma che non pretendano di farlo a spese di uno Stato che si professa, almeno sulla carta, laico.
Oltretutto, è una questione di matematica da scuola elementare: se un Paese divide le proprie risorse tra istruzione pubblica e privata, è chiaro che la prima, l'unica che ha l'obbligo di mantenere efficiente, non potrà avere tutte le risorse necessarie,dato che queste, almeno in parte, andranno alla seconda, che potrà così garantire standard sempre più elevati, mentre chi riceverà meno soldi dovrà necessariamente impoverire l'offerta.
In periodo di crisi come questo, è chiaro che un sistema del genere non può sopravvivere e che quindi occorra scegliere cosa finanziare. Viste le posizioni di un simile personaggio, in linea, del resto con quelle del peggior ministro dell'istruzione che la storia repubblicana ricordi, la risposta appare, purtroppo, sin troppo ovvia. Questo, per inciso, avrà delle conseguenze devastanti sull'accesso all'istruzione, inteso come diritto garantito a tutti i cittadini, considerato che un'istruzione pubblica senza fondi non garantisce pari diritto allo studio a quanti non dispongano di risorse proprie per accedervi.
Non contento delle stupidaggini che riesce a sparare colui che da Cl è considerato il cavallo vincente per il dopo Berlusconi, Formigoni ha dimostrato concretamente la sua scarsa cultura storica. Nella sua sdegnosa risposta al sindaco di Milano, è riuscito ad affermare che, se non ci fosse la pari dignità delle scuole pubbliche e private, garantita anche grazie alla sua indefessa attività alla Regione, la scuola italiana tornerebbe a livelli medievali.
Una persona con un minimo di cultura, avrebbe potuto attendersi una citazione del laicismo proprio del periodo Illuminista.
Invece,tra tutti i periodi storici che poteva scegliere per meglio spiegare il suo punto di vista, ha scelto il Medio Evo, cioè il periodo storico in cui maggiormente l'istruzione e la cultura erano sostanzialmente appannaggio della Chiesa e del suo clero.
Lapsus, o citazione voluta per meglio spiegare a quale tipo di cultura, e di scuola, lui faccia riferimento?

domenica 17 luglio 2011

FORMIGONI, GIRATI !!!


Dopo l'intervista, ne ha personalmente fatto affondare qualcuno?
Bravo Roberto! Il posto giusto dove parlare di tagli e casta !!!