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lunedì 2 aprile 2012

OBAMA VS CICCHITTO

Immaginate per un attimo di essere voi in Corea al posto di Monti. Sta parlando il presidente Usa Obama, colui che è considerato l'uomo più potente del pianeta. Dalla tasca della vostra giacca improvvisamente parte la fastidiosa melodia del vostro cellulare. Inutile che diciate che voi non usate quelle musichette idiote: ci sono momenti e luoghi in cui anche una sinfonia di musica classica rompe le balle. E questo è uno di quei momenti. Imbarazzati vi precipitate fuori, cercando di rispondere il più in fretta possibile, cosicché possiate porre fine a quella cacofonia musicale. Finalmente riuscite a rispondere e scoprite che all'altro capo del filo c'è nientepopodimeno che Fabrizio Cicchitto. Che fate?

  1. Lo mandate a quel paese in malo modo, dato che vi ha fatto fare una figura di merda sesquipedale di fronte all'uomo più potente della Terra.
  2. Dato che siete persone educate, gli dite che ora non avete tempo per stare al telefono con lui - sta parlando l'uomo più potente della Terra - e gentilmente lo congedate, promettendogli che lo richiamerete non appena possibile.
  3. Vi intrattenete a parlare amabilmente con lui mentre sta parlando l'uomo più potente della Terra, facendo sorgere in quest'ultimo più di un dubbio sul suo effettivo potere e, colmo della sfiga, vi assentate proprio nel momento in cui egli, parlando a braccio, sta rivolgendo un solenne encomio alla vostra arte di governo.
Non ho preso in considerazione il caso 4, che è quello che dice che una persona di buone maniere in certi contesti - conferenze, cinema, teatro, concerti, ecc. - si premura di spegnere preventivamente il cellulare per non essere disturbato e per non disturbare gli altri, perché è una risposta banale.

La risposta 1 e 2 ci direbbero che effettivamente il nostro Monti è persona non proprio di grande educazione, ma comunque tecnico non succube dei pessimi esponenti politici che siedono al Parlamento. E che, a meno che in Italia non si verifichi un'immane catastrofe, quando parla Obama "lui non c'è per nessuno".

La risposta 3 invece potrebbe far sorgere qualche dubbio sul carisma internazionale di cui gode il buon Mario, che preferisce al presidente Usa il sicuramente più provinciale Cicchitto.
A me ricorda anche un altro presidente del consiglio, di cui Monti per l'aplomb viene considerato l'alter-ego.



Sensazione di déjà vu...

lunedì 19 settembre 2011

PAOLO BARNARD : "IL PIU' GRANDE CRIMINE". L' AGGIORNAMENTO 1

Il 18 Ottobre dell'anno scorso, il giornalista Paolo Barnard pubblicava in rete questo primo aggiornamento del suo lavoro "Il più grande crimine":


"La Commissione Europea ha appena passato una direttiva che multa gli Stati dell'Eurozona per lo 0,2% del PIL se non si adeguano ai parametri del Patto di Stabilità (deficit al 3% del PIL e debito al 60%), quei parametri che sono stati disegnati appositamente per paralizzare i governi nel loro compito di creare ricchezza per i cittadini, e per distruggere i mercati europei su cui le nostre famiglie dipendono per il lavoro e per vivere. Il risultato di questo ennesimo crimine contro la nostra vita vera è riassunto dall'economista Joseph Halevi (Sydney Univ.) così: "Siccome è ora chiaro che la UE, e l'Eurozona in particolare, non potranno generare più alcuna spesa significativa, accade che la domanda ora sta appesa disperatamente alla spesa a deficit interna ed esterna degli USA. Come ha detto Krugman, è l'unica cosa che sopravvive al momento".Tradotto: con la produzione pubblica di ricchezza e di posti di lavoro totalmente paralizzata in Europa da un disegno criminoso, dobbiamo tutti - persone, figli, aziende, lavoratori, anziani - sperare che gli USA continuino a spendere, perché sono l'unica fonte di domanda di beni e servizi che ancora funziona. Se si spegne quella siamo fottuti. Cioè, calano gli stipendi, schizza alle stelle la già stellare cassa integrazione, i licenziamenti galoppano, milioni di italiani perdono i diritti, perché da disperati si è ricattati da chiunque. L’economista Micheal Hudson (Univ. of Missouri, Kansas City) aggiunge: “In gioco ci sono proposte per cambiare radicalmente le leggi e la struttura della società europea. Se le forze anti-lavoro avranno successo, spezzeranno l’Europa, che diventerà una palude morta col mercato interno a pezzi. Siamo a questo punto di gravità, è un colpo di Stato finanziario in piena regola”.
La Caritas ha appena pubblicato il suo rapporto sulla Povertà ed Esclusione Sociale in Italia e vi si legge che oggi le persone che vivono sotto la soglia  di “forte fragilità economica” nel nostro Paese sono 8.370.000. Naturalmente dovremo aspettare che si arrivi ai bollini per un pasto caldo al giorno, come già accade negli USA a 40 milioni di cittadini, per accorgerci che sarà il caso di smettere di preoccuparci da veri fessi esagitati (caro popolo viola) per la messa in onda di Santoro o per le presunte malefatte di una marionetta senza potere reale".

Tutto chiaro?
Bene, allora pensiamo all'accordo sull'innalzamento del tetto del debito Usa di un mese e mezzo fa: dopo un lungo braccio di ferro tra Obama e il Congresso, tutti hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.
Il temuto default degli Stati Uniti non ci sarebbe stato, grazie all'accordo raggiunto in extremis con cui veniva deciso questo benedetto aumento.
I Repubblicani hanno esultato, poiché in cambio Obama ha dovuto impegnarsi a non aumentare le tasse: tradotto, i ricchi, che grazie agli sgravi fiscali introdotti da Bush Jr. pagavano meno dei poveri, continueranno a pagare meno.
In più, l'accordo prevede un drastico taglio della spesa pubblica, cioè una notevole diminuzione della spesa a deficit: se effettivamente la "domanda sta appesa disperatamente alla spesa a deficit interna ed esterna degli Usa", forse dovremmo prepararci ad una catastrofe, le cui cifre saranno certo peggiori di quelle della Caritas di un anno fa.

venerdì 27 maggio 2011

MA A OBAMA CHE GLI FREGA ?




Silvio si avvicina ad Obame e, con l'ausilio dell'interprete dato il suo non perfettissimo Inglese, gli spiega che in Italia c'é una dittatura dei giudici di sinistra e che quindi si rende necessaria una riforma del nostro sistema giudiziario.
L'espressione del presidente USA è da guardare: un'imbarazzata cortesia lo obbliga a sentire cazzate monumentali, di cui si capisce avrebbe fatto volentieri a meno.
La domanda è: se in Italia comandano i giudici, Berlusconi era al G8 come rappresentante di un governo in esilio?