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giovedì 24 novembre 2011

EVVIVA !!! MONTI E' EDUCATO. L'ITALIA HA RIGUADAGNATO IL SUO PRESTIGIO INTERNAZIONALE.





"Fiducia nell'Italia e nelle sue impressionanti riforme strutturali".

Se lo dicono Merkel e Sarkozy, che da queste riforme non verranno toccati, forse noi dovremmo preoccuparci un tantino, visto che mentre loro sono stati messi a conoscenza della cosa noi ancora non abbiamo la più pallida idea di quali siano; nè, tantomeno, quanto siano vaste da impressionare gli interlocutori di Monti.

Invece oggi si fa un gran parlare dell'enorme cambiamento di stile che Monti ha portato e dell'enorme beneficio che l'Italia ne trarrà. Sicuramente sarà vero, anche se, dopo uno che durante i vertici passava il tempo a "lumare" donne o raccontare barzellette, chiunque si fosse presentato in giacca e cravatta, con un atteggiamento sobrio avrebbe ottenuto lo stesso risultato.

Francamente, il fatto che Monti abbia ridato prestigio internazionale all'Italia comportandosi semplicemente in maniera educata, non mi sembrava una notizia così sensazionale da meritare tutto questo clamore. Però io non faccio il giornalista...

giovedì 3 novembre 2011

CONTRORDINE, COMPAGNI





Alla fine è bastata una cenetta intima e qualche bacchettata sulle dita perché il pericolo referendum greco evaporasse. Merkel e Sarkozy ( a proposito: in Grecia del referendum ne parlano da Giugno scorso. Possibile che lo sapessero tutti tranne 'sti due?) devono aver usato ottimi argomenti, evidentemente.

A questo punto, cosa resta delle ipotesi che ieri facevo? Forse, solo il fatto che il coraggioso (?) premier greco Papandreou avesse deciso di indire la consultazione perché, vistosi con le spalle al muro, aveva bisogno di trovare un'espediente che gli consentisse di rimanere in sella.

Il bluff gli è riuscito solo in parte, purtroppo la peggiore. L'opposizione ha accettato l'accordo con la Trojka: il cappio quindi è pronto e i greci potranno infilarlo al più presto senza neppure la fatica di dover esprimere il loro punto di vista sulla questione.

A questo punto tutte le ipotesi che si stanno facendo su governi di transizione, elezioni anticipate, larghe intese, sono nella migliore delle ipotesi assolutamente ininfluenti.
Le parti in questa tragedia si stanno disvelando sempre più chiaramente: c'è un gruppetto di tecnici non eletti che decide e ordina; e ci sono i governi nazionali che devono eseguire questi ordini, con margini di manovra molto esigui.

Chiedere il parere dei cittadini non è ammissibile, visto che nessuno sano di mente potrebbe aspettarsi che costoro dicano si alla propria fine come persone libere, per cominciare una nuova esistenza da schiavi, costretti a lavorare tutta la vita per assicurare i profitti dei propri sfruttatori.
Quindi, niente referendum, nemmeno in Grecia: avrebbe potuto essere un precedente troppo pericoloso.

Contrordine, compagni...

venerdì 28 ottobre 2011

SALVARE LA GRECIA PER SALVARE NOI ? NO, GRAZIE





Il primo ministro greco Papandreou esulta: il taglio di 100 miliardi, che porta l'ammontare del debito greco da 350 a 250 miliardi di euro, rende sostenibile il debito stesso.

Il presidente francese Sarkozy si vanta di aver salvato la Grecia, per impedire che dopo toccasse a noi: per arrivare a ciò, si è addirittura rischiata l'esplosione dell'Europa. L'errore è stato commesso dieci anni fa, quando si sono lasciati entrare i biechi levantini, che avevano truccato i loro conti.

Gia qui ci si potrebbe domandare come mai si stia tentando di tutto per tenersi "i ladri" in casa, anziché buttarli fuori facendosi ridare il maltolto. In più, nessuno dice chi mai siano questi geni della finanza così abili da essere riusciti a mettere nel sacco chi avrebbe dovuto controllare.

Comunque, così vanno le cose...

Tutti contenti, alla fine è stato raggiunto l'accordo che ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo. Le borse sono balzate in alto, segno dell'approvazione dell'intesa raggiunta. Il cosiddetto "fondo salva-stati", che dei suoi originari 440 miliardi ne verserà seduta stante 100 alla Grecia, è stato aumentato con il sistema del leverage a 1000 miliardi di euro. Le banche private creditrici hanno ottenuto di veder rientrare i loro investimenti non più per un misero 21%, ma diirittura della metà (50%).

E ora che i governi e le banche esultano, bisognerà anche domandarsi chi ci perde, dato che in tutte le operazioni finanziarie se qualcuno incassa significa che qualcun altro paga.

La risposta è persino ovvia: noi.

Chi è interessato anche a capire perché, può tranquillamente leggersi questo articolo e poi meditare su come, ancora una volta, ci fregano con le parole...