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sabato 22 ottobre 2011

PARLA IL BLOCCO NERO : SENTITE COSA DICE

Avrei voluto scrivere un commento a questo video, ma è impresa che va oltre le mie capacità.
Avverto subito: arrivare fino in fondo è una vera e propria impresa.
Però, consiglio di farlo: per certi versi ciò che l'intervistato dice è molto interessante.
E' proprio con queste posizioni che il movimento dovrà confrontarsi in futuro.





Per i più pigri, ecco il "bignamino".




L'unico commento che faccio è:
  • Se l'intervistato ha più di vent'anni, mi taglio le palle.
  • E' preoccupante prendere atto che le nuove generazioni abbiano tanta supponenza da pensare di avere la verità in tasca.

giovedì 20 ottobre 2011

LA PROTESTA NON POTRA' ESSERE SEMPRE PACIFICA. BISOGNERA' SEGUIRE L'ESEMPIO DI " ER PELLICCIA " ?





Voglio essere chiaro sin da subito: penso che il movimento di protesta che ha sfilato sabato in centinaia di città del mondo dovrà in futuro prendere in considerazione l'ipotesi di "alzare il livello dello scontro", perché altrimenti non otterrà nulla di quello che chiede.

Se questa è una rivolta, la sua strada è chiaramente tracciata. Altrimenti sarà una semplice protesta per fare in modo che chi viene contestato prenda atto che non si condividono i suoi progetti: ma dubito che a chi di dovere freghi più di tanto.

E' evidente che il sistema tollera la protesta, basta che questa si svolga secondo le regole che esso stesso impone: Draghi che dice che i giovani fanno bene a protestare deve essere un grosso campanello d'allarme, perché in realtà sta facendo sapere che le proteste pacifiche non sono temute.

In questo senso quindi, come ho cercato di spiegare in un precedente post, ciò che non è pacifico non deve essere aprioristicamente condannato: sarebbe come far sapere al potere che in realtà non si intende combatterlo.

A questo punto, però, occorre analizzare attentamente quello che è successo.

In questi giorni la rete è invasa da innumerevoli commenti: chi sostiene che i "black bloc" siano infiltrati manovrati da qualcuno allo scopo di distruggere il movimento; chi esalta questa nuova ventata rivoluzionaria, asserendo che d'ora in poi bisognerà fare i conti con questa nuova realtà; chi, ancora, mette in risalto il fatto che non si trattava solo di 500 infiltrati, ma di un numero consistente di persone che, pur rappresentando una minoranza dei manifestanti, comunque godeva dell'appoggio attivo e passivo di un gran numero di persone ( seppure minoritario rispetto al totale di chi c'era).

Oggi ho trovato su "L'eco della rete" questo articolo a firma di Fiorenzo Fraioli che condivido in pieno e di cui consiglio la lettura.

In questo articolo viene spiegato in modo semplice e chiaro cosa non va nell'odierna esaltazione del mito della rivolta, che l'arresto di "er pelliccia" ha contribuito a rendere tragicomica, poiché denota una totale mancanza di assunzione di responsabilità di chi, scoperto, non ha il coraggio di farsi carico del suo gesto (lanciare un estintore e dire che lo si è fatto per tentare di spegnere un incendio è un esempio calzante di ciò); e, al contempo, vi è un'analisi sulla situazione del movimento che, dopo sabato, dovrà per forza, pena il fallimento, prendere atto che nella società odierna esistono aree di protesta radicali - cioè più violente - di cui non si può non tenere conto.

domenica 16 ottobre 2011

LA VIOLENZA E LE VIOLENZE : PERCHE' SONO UN FIANCHEGGIATORE





Una grande manifestazione pacifica a Roma di centinaia di migliaia di persone pacifiche, rovinata da poche centinaia di violenti, che hanno messo a ferro e fuoco la città eterna.
Questa la sostanza del messaggio che tutti i media hanno fatto passare, a beneficio di chi non ha partecipato.

Che questo risultato fosse stato in larga parte previsto e auspicato da qualcuno direi che può essere più che un sospetto. Del resto, fare in modo di lasciare lungo le strade di un corteo molte macchine parcheggiate non mi pare sintomo di una “gestione della piazza” oculata, anzi. Direi che si è voluto lasciare delle esche, nella speranza che certi pesci abboccassero. In più, non credo che le “forze dell'ordine” siano così inermi da non essere state a conoscenza della presenza di “poche centinaia” di violenti (mica dieci o venti scalmanati).

La mia sensazione è che si sia voluto lasciar fare proprio per ottenere il duplice risultato di far fallire la manifestazione da un lato, e di ottenere un argomento di sicura presa sull'opinione pubblica dall'altro, proprio per far affogare in un mare di chiacchiere inutili le ragioni dei manifestanti.

Direi che l'obiettivo – meglio: gli obiettivi – sono stati perfettamente centrati: il dibattito si è immediatamente spostato sulla ferma condanna delle violenze e sulla richiesta fatta chiaramente agli organizzatori, e implicitamente a tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione, di condannare nettamente non i singoli episodi, ma LA violenza in generale: cosa che è stata prontamente fatta.

“Chi non condanna la violenza è un fiancheggiatore” e “occorre isolare le frange violente dal movimento” sono le parole d'ordine urlate a squarciagola da tutti.

Fermiamoci però un attimo a rifletterci sopra.

Dato che personalmente sono convinto che gli episodi di violenza di ieri siano stati nella migliore delle ipotesi colpevolmente e nella peggiore volutamente provocati, sono d'accordo sul fatto che siano da condannare. Per di più, assaltare una banca (dove soldi ormai ne tengono pochini, e poi mica hanno assaltato Goldman Sachs), un supermercato, o incendiare la macchina di un anonimo tizio (anche se è un'Audi, chi ti dice che non è stata pagata a rate?), siano gesti inutili e cretini.

Aggiungo anche che in questo momento, in cui il movimento sta allargando le sue basi, è necessario il dialogo e il confronto tra tutti coloro che più o meno attivamente ne fanno parte.

Quindi sicuramente bisogna distinguersi da questi episodi. E dico distinguersi, perché sono convinto che in mezzo a quelli che sono stati definiti teppisti ci sia anche qualcuno che teppista di professione non è, ma che si sia fatto per così dire tirare in mezzo. E prima di condannarlo e isolarlo, forse sarebbe il caso di provare a spiegargli (volendo, anche a calci in culo) dove e perché sbaglia, se non, addirittura, ascoltare le sue motivazioni (se ci sono).

Se però la richiesta che viene imposta è quella di condannare non gli episodi di, ma LA violenza, allora mi dispiace, ma io sono un fiancheggiatore e secondo me sbagliano tutti quelli che non lo sono.

Provo a spiegarmi. Tutte le rivolte e/o le grandi rivoluzioni del passato hanno sempre avuto, volenti o nolenti, un carattere violento, perché solo con la violenza è possibile provocare un cambiamento traumatico di un sistema.

La rivoluzione francese è stata violenta; il Risorgimento italiano è stato violento; la lotta partigiana è stata violenta, solo per citare alcuni esempi. Ebbene, io non ho memoria di nessun personaggio che in quelle epoche si sia alzato a dire che “chi non condanna la violenza è un fiancheggiatore” o che “occorre isolare le frange violente dal movimento”.

Infine, l'esempio secondo me più importante: la lotta pacifica per l'indipendenza dell'India.

Il Mahatma Gandhi, quello vero, predicò di affrontare il proprio nemico facendosi perfino macellare col sorriso sulle labbra. Ma disse anche che se non si posseggono i mezzi per fare ciò, l'apatia non può mai essere giustificata. E allora che si imbraccino i fucili e si spari al nemico. Questo disse Gandhi.

Allora cosa facciamo ? Isoliamo e condanniamo anche lui?

martedì 6 settembre 2011

OGGI, SCIOPERO ! E DOMANI ?




Oggi sciopero di otto ore.
Finalmente, per una volta, la Cgil decide di mobilitarsi per un'intera giornata, accantonando, per ora, la pratica patetica della sospensione di quattro ore: la protesta part time, almeno oggi, è stata messa in soffitta.
Gli altri sindacati confederali Cisl e Uil, ormai venduti al padronato, insultano i manifestanti in piazza, definendo demenziale la protesta cui partecipano.
Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole. Del resto, quelli che strillano contro la mobilitazione di oggi sono gli stessi che da anni vendono i diritti del lavoro in cambio di un piatto di lenticchie.
Sta passando in sordina anche il fatto che oggi sono scesi in piazza anche i sindacati autonomi, che protestano anch'essi contro il governo e la sua manovra finanziaria, che giorno dopo giorno si sta rivelando sempre più per quello che è: una pagliacciata incredibile, che spremerà sempre di più chi è già stato colpito ogni oltre ragionevole limite.
In un momento in cui, mai come oggi, unire le forze sarebbe necessario come l'aria che respiriamo, non si capisce come mai ci siano due manifestazioni diverse, stile separati in casa, per protestare contro le stesse cose.
Ma anche questa, del resto, non sarebbe poi una così gran novità.
Oggi, quindi, sciopero di otto ore.
E domani?
Cosa succederà domani se, come sempre è accaduto, il governo dimostrerà ancora una volta di fregarsene della protesta odierna?
Tutti in ufficio a lavorare come niente fosse, raccontando a chi non c'era del corteo per le vie del centro?
E della protesta di oggi, cosa rimarrà?
Non sembra che ci sia stato nessuno che abbia avuto il coraggio di dire che se la protesta di oggi passerà inascoltata come sempre, si continuerà a protestare a oltranza, come del resto si sarebbe già dovuto fare da molto tempo.
Altrimenti, lo sciopero di oggi non servirà.

martedì 19 luglio 2011

RIVOLUZIONE






A morte la casta!
Mandiamoli a casa!
Sono tutti ladri!
Siamo indignati, arrabbiati, proviamo odio per loro.
Giustissimo.
In tutti questi anni tutti ci siamo trovati prima o poi a pensare qualcosa del genere.
Alcuni di noi ogni tanto si sono mobilitati, sono scesi in piazza, hanno pensato che fosse la volta buona, che finalmente ce ne saremmo liberati.
Anch'io l'ho pensato. Sono sceso in piazza e vedevo tantissima gente protestare. Poi tornavo a casa e riprendeva la solita routine casa-lavoro-amici.
Bisogna pur mangiare, mica si può manifestare tutti i giorni, se no ti licenziano.
Figuriamoci poi noi Italiani, che storicamente siamo sempre stati religiosamente fedeli al detto “armiamoci e partite!”.
E poi, io, da solo, cosa posso fare, mi schiaccerebbero come una formica, sono troppo piccolo, io, per combattere contro qualcuno così tanto più forte di me.
Forse il problema sta proprio lì: starò mica combattendo contro il nemico “sbagliato”?...

(...continua)

lunedì 14 febbraio 2011

SE NON ORA, QUANDO ?


Ieri pomeriggio, dunque, sono andato in Piazza Castello a Milano per assistere alla manifestazione per la dignità delle donne.
Prevedendo polemiche da parte di Silvio e delle sue " ragazze coccodé ", mi sono portato dietro la mia digitale e, circondato da faziosità e atmosfera radical-chic, ho scattato alcune foto.
Le dichiarazioni di Berlusconi, Gelmini e Santanché, basate sulla loro realtà virtuale, sono ben spiegate da queste immagini...













...Per finire, un cartello fazioso, che incita in modo incivile all'odio e alla violenza : decisamente insopportabile!!!