Una
grande manifestazione pacifica a Roma di centinaia di migliaia di persone pacifiche, rovinata da
poche centinaia di violenti, che hanno messo a ferro e fuoco la città eterna.
Questa
la sostanza del messaggio che tutti i media hanno fatto passare, a beneficio di chi non ha partecipato.
Che questo risultato fosse stato in larga parte
previsto e auspicato da qualcuno direi che può essere più che un sospetto. Del resto, fare in modo di
lasciare lungo le strade di un corteo molte macchine parcheggiate non mi pare sintomo di una “
gestione della piazza” oculata, anzi. Direi che si è voluto lasciare delle
esche, nella speranza che certi pesci abboccassero. In più,
non credo che le “forze dell'ordine” siano così inermi da non essere state a conoscenza della presenza di “poche centinaia” di violenti (mica dieci o venti scalmanati).
La mia sensazione è che
si sia voluto lasciar fare proprio per ottenere il duplice risultato di far
fallire la manifestazione da un lato, e di
ottenere un argomento di sicura presa sull'opinione pubblica dall'altro, proprio per far
affogare in un mare di chiacchiere inutili le ragioni dei manifestanti.
Direi che l'obiettivo – meglio: gli obiettivi – sono stati perfettamente centrati:
il dibattito si è immediatamente spostato sulla ferma condanna delle violenze e sulla richiesta fatta chiaramente agli organizzatori, e implicitamente a tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione, di condannare nettamente non i singoli episodi, ma LA violenza in generale: cosa che è stata prontamente fatta.
“Chi non condanna la violenza è un fiancheggiatore” e
“occorre isolare le frange violente dal movimento” sono le parole d'ordine urlate a squarciagola da tutti.
Fermiamoci però un attimo a rifletterci sopra.
Dato che personalmente
sono convinto che gli episodi di violenza di ieri siano stati nella migliore delle ipotesi
colpevolmente e nella peggiore
volutamente provocati, sono d'accordo sul fatto che siano
da condannare. Per di più, assaltare una banca (dove soldi ormai ne tengono pochini, e poi mica hanno assaltato
Goldman Sachs), un supermercato, o incendiare la macchina di un anonimo tizio (anche se è un'
Audi, chi ti dice che non è stata pagata a rate?), siano
gesti inutili e cretini.
Aggiungo anche che in questo momento, in cui il movimento sta allargando le sue basi, è
necessario il dialogo e il confronto tra tutti coloro che più o meno attivamente ne fanno parte.
Quindi sicuramente bisogna
distinguersi da questi episodi. E dico distinguersi, perché sono convinto che in mezzo a quelli che sono stati definiti teppisti ci sia anche
qualcuno che teppista di professione non è, ma
che si sia fatto per così dire tirare in mezzo. E prima di condannarlo e isolarlo, forse sarebbe il caso di provare a spiegargli (volendo, anche a calci in culo) dove e perché sbaglia, se non, addirittura, ascoltare le sue motivazioni (se ci sono).
Se però la richiesta che viene imposta è quella di condannare
non gli episodi di, ma LA violenza, allora mi dispiace, ma
io sono un fiancheggiatore e secondo me sbagliano tutti quelli che non lo sono.
Provo a spiegarmi.
Tutte le rivolte e/o le grandi rivoluzioni del passato hanno sempre avuto, volenti o nolenti, un carattere violento, perché solo con la violenza è possibile provocare un cambiamento traumatico di un sistema.
La
rivoluzione francese è stata violenta; il
Risorgimento italiano è stato violento; la
lotta partigiana è stata violenta, solo per citare alcuni esempi. Ebbene, io non ho memoria di nessun personaggio che in quelle epoche si sia alzato a dire che
“chi non condanna la violenza è un fiancheggiatore” o che
“occorre isolare le frange violente dal movimento”.
Infine, l'esempio secondo me più importante:
la lotta pacifica per l'indipendenza dell'India.
Il Mahatma Gandhi, quello vero, predicò di affrontare il proprio nemico facendosi perfino macellare col sorriso sulle labbra. Ma disse anche che se non si posseggono i mezzi per fare ciò, l'apatia non può mai essere giustificata. E allora che si imbraccino i fucili e si spari al nemico. Questo disse Gandhi.
Allora cosa facciamo ? Isoliamo e condanniamo anche lui?