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giovedì 4 ottobre 2012

LO SCIOPERO E' UN FATTO INACCETTABILE




Marco Cedolin

La giornata di sciopero del trasporto pubblico loocale che ieri ha paralizzato le principali città italiane sembra avere provocato di tutto e di più. Orde di cittadini in preda al panico in fuga nelle gallerie del metrò milanese come fossero inseguiti dagli zombies di Resident Evil, ressa in ogni dove, malori, tensioni e perfino manipoli di "eroi" disposti ad immolare il proprio corpo strisciamdo sotto le saracinesche in chiusura, pur di riuscire a prendere l'ultimo treno prima dello stop alla circolazione. Orde di pennivendoli pronti a sbavare rabbia dichiarando che "uno sciopero così non è da paese civile" e addirittura il garante sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali Roberto Alesse che con un tempismo da orologio svizzero si è affrettato ad aprire un'inchiesta sull'astensione dal lavoro in oggetto.

Comprendiamo bene come nell'Italia governata dai banchieri lo sciopero somigli sempre più ad una creatura mitologica alla cui vista inorridire e darsi alla fuga pervasi dal panico....
 

giovedì 20 ottobre 2011

IN LIBIA LA RIVOLTA E' FINITA. IN GRECIA STA INIZIANDO





Mentre i leaders mondiali tirano un sospiro di sollievo per la morte del "tiranno" libico, che si porta nell'aldilà anche gli incofessabili segreti delle sue relazioni internazionali, in Grecia il parlamento è inutilmente impegnato ad evitare di far precipitare il paese nel baratro del default.

(TMNews) Un uomo è morto nel corso degli scontri con la polizia davanti al parlamento di Atene. L'uomo sarebbe deceduto in ospedale dove era stato ricoverato dopo i tumulti scoppiati per protestare contro le ennesime misure anticrisi. L'uomo, un muratore, era stato ferito alla testa durante le violenze scoppiate a metà giornata tra manifestanti comunisti e gruppi di giovani provocatori incappucciati. Le cause della morte non sono ancora state chiarite. I manifestanti, muniti di spranghe di legno e bastoni, si sono si sono radunati davanti al parlamento dove i deputati stavano votando le nuove misure economiche. In piazza nella capitale greca sono scesi circa 17.000 manifestanti.

Le forze dell'ordine hanno sparato lacrimogeni per respingere alcuni gruppi di giovani che lanciavano pietre e cocktail Molotov contro l'edificio.Secondo una televisione privata greca un manifestante, caduto da un muro, è rimasto ferito alla testa.

Gli incidenti sono iniziati dopo una rissa tra giovani incappucciati e il servizio d'ordine del fronte sindacale comunista Pame, che si trovava vicino alle ringhiere di ferro messe a difesa dell'ingresso del parlamento. Ieri gli incidenti hanno causato almeno 70 feriti, di cui 50 poliziotti.

Il parlamento è chiamato ad approvare in via definitiva le nuove misure dettate dei creditori del Paese, Ue e Fondo monetario internazionale (Fmi), già approvate ieri sera con 154 sì dei deputati del Pasok, partito socialista del premier George Papandreou, contro 141 no, su 295 deputati presenti. Le nuove misure prevedono una riduzione del numero degli impiegati pubblici e un taglio al loro stipendio, aumenti delle imposte e il congelamento di convenzioni collettive. Ciò comporterà un abbassamento generalizzato dei salari anche nel settore privato.

"Il governo, il Fondo monetario internazionale (Fmi) e l'Unione europea (Ue) nuocciono alla salute", hanno scandito i dipendenti del settore della sanità. Il centro di Atene è nuovamente chiuso alla circolazione e il Parlamento è circondato da decine di furgoni delle forze dell'ordine in assetto anti-sommossa.

martedì 6 settembre 2011

OGGI, SCIOPERO ! E DOMANI ?




Oggi sciopero di otto ore.
Finalmente, per una volta, la Cgil decide di mobilitarsi per un'intera giornata, accantonando, per ora, la pratica patetica della sospensione di quattro ore: la protesta part time, almeno oggi, è stata messa in soffitta.
Gli altri sindacati confederali Cisl e Uil, ormai venduti al padronato, insultano i manifestanti in piazza, definendo demenziale la protesta cui partecipano.
Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole. Del resto, quelli che strillano contro la mobilitazione di oggi sono gli stessi che da anni vendono i diritti del lavoro in cambio di un piatto di lenticchie.
Sta passando in sordina anche il fatto che oggi sono scesi in piazza anche i sindacati autonomi, che protestano anch'essi contro il governo e la sua manovra finanziaria, che giorno dopo giorno si sta rivelando sempre più per quello che è: una pagliacciata incredibile, che spremerà sempre di più chi è già stato colpito ogni oltre ragionevole limite.
In un momento in cui, mai come oggi, unire le forze sarebbe necessario come l'aria che respiriamo, non si capisce come mai ci siano due manifestazioni diverse, stile separati in casa, per protestare contro le stesse cose.
Ma anche questa, del resto, non sarebbe poi una così gran novità.
Oggi, quindi, sciopero di otto ore.
E domani?
Cosa succederà domani se, come sempre è accaduto, il governo dimostrerà ancora una volta di fregarsene della protesta odierna?
Tutti in ufficio a lavorare come niente fosse, raccontando a chi non c'era del corteo per le vie del centro?
E della protesta di oggi, cosa rimarrà?
Non sembra che ci sia stato nessuno che abbia avuto il coraggio di dire che se la protesta di oggi passerà inascoltata come sempre, si continuerà a protestare a oltranza, come del resto si sarebbe già dovuto fare da molto tempo.
Altrimenti, lo sciopero di oggi non servirà.