giovedì 3 ottobre 2013

PUNTI DI VISTA



Questo bellissimo collage l'ho ripreso da qui, in cui per inciso trovate anche un interessante grafico dell'andamento del pil italiano dal 1980 ad oggi.
Se proprio si vuole, è possibile aggiungere anche la puttanata di Letta



E, se ancora non basta, ad abundantiam, ci si può sparare anche un Saccomanni



Ci si potrebbe domandare fino a che punto uno può essere disposto a farsi prendere per il c...
... e la risposta - ovvia - sarebbe: tanto!...

Ci si potrebbe consolare pensando che noi Italiani abbiamo nel dna lo statalismo fascista ("lo stato è fonte di eticità"), per cui ciò che ci dice lo stato per bocca dei suoi rappresentanti è giusto a prescindere...
( E il fascismo ha rappresentato export d'eccellenza )...

Epperò ci si potrebbe anche domandare: se lo stato per bocca dei suoi rappresentanti (e di quelli sopra di loro) ci avesse detto fin dall'inizio "cari concittadini, abbiamo imboccato un tunnel di cui conosciamo l'inizio ma non la fine", quanti ultimi (?) sacrifici saremmo stati disposti a sopportare?

E' STATO DAVVERO UN BLUFF ?

Cosa ha ottenuto oggi Berlusconi?

Alla luce del sole, ha fatto in modo che i malpancisti del suo partito uscissero allo scoperto, sputtanandoli a tal punto che ora sono costretti ad andare fino in fondo e a fondare un gruppo autonomo. Il tutto con la fattiva collaborazione di Bondi e Brunetta che gli hanno retto il gioco (e infatti si guardano bene dal dimettersi, segno che la loro figuraccia era voluta).

Appoggia il governo per spirito di pacificazione, assicurando l'elemento puramente numerico della maggioranza e lasciando ad altri quello politico, cioè la responsabilità di tutto ciò che verrà fatto o meno da qui in avanti. In questo modo prepara il proprio martirio in caso di decadenza, andando contro i suoi stessi interessi immediati.

Sottobanco sicuramente avrà ottenuto qualcosa di inconfessabile, che però al momento rimane del tutto oscuro. Però è sicuro che un giocatore d'azzardo come lui non si sarebbe prestato a questa pantomima senza niente in cambio.

Tutti sicuri che abbia davvero perso?

sabato 28 settembre 2013

L'IMPORTANZA DI SCEGLIERE I MATERIALI QUANDO SI FABBRICA




Si racconta che un piccolo gerarca fascista grande adoratore del vate D'Annunzio volesse a tutti i costi incontrarlo per abbeverarsi alla fonte della sua saggezza.
Tanto fece e brigò che, alla fine, grazie all'opera di un comune amico,riuscì a farsi ricevere al Vittoriale dove il poeta si era autoesiliato da tempo, rifiutando ogni contatto col mondo esterno.
Il piccolo gerarca poté così finalmente coronare il suo sogno di passare un'intera giornata con uno dei personaggi che più davano lustro all'italica stirpe.
Discettando di nobili argomenti, ad un certo punto il piccolo gerarca chiese adorante cosa il vate del fascismo pensasse del glorioso regime.
Il poeta si alzò e con un cenno della mano invitò l'ospite a seguirlo.
In silenzio attraversarono una dopo l'altra le grandi stanze del Vittoriano fino a che sostarono davanti ad una piccola porticina.
D'Annunzio l'aprì e invitò lo stupefatto ospite ad entrare con lui in un piccolo gabinetto di servizio. Poi si diresse verso il water e indicando all'interno esclamò:” Con la merda, non si fabbrica”.

Sono mesi che, ogni tanto, mi veniva voglia di scrivere un post politico. Poi ci pensavo su un po' e mi dicevo che in fondo era una perdita di tempo. Anche perché la qualità dello spettacolo cui assistevo e assisto è andata via via deprimendosi. E francamente era un'eventualità che ingenuamente consideravo difficile.
Ho raggiunto un tale livello di repulsione che ultimamente sui giornali on line mi limitavo a leggere i titoli politici, saltando a pié pari il testo.
Stasera ho saputo che i ministri Pdl si sono dimessi in massa e ho fatto la cacchiata di leggere. In sostanza Tizio dà la colpa a Caio, che accusa Sempronio, che incolpa TizioCaio, che prendilasciraddoppi, che titelefonoono, che l'ivalimulatareslirpef...

Insomma, alla fine mi è tornato in mente questo aneddoto che lessi secoli or sono su un libro di cui non ricordo titolo o autore ( forse Petacco? ) e che però ha il merito di riassumere secondo me benissimo il livello politico in cui siamo e la qualità di ciò a cui assisto e - temo - mi toccherà assistere ancora.

martedì 23 aprile 2013

NAPOLITANO : IMPOTENTI, INCAPACI E STRONZI

Ho avuto una strana sensazione oggi pomeriggio, quando per radio ascoltavo lo scrosciare di applausi che il parlamento tributava al presidente della repubblica mentre con tono istituzionale e parole studiate li definiva impotenti, incapaci e anche stronzi.

Devo dire però che ho apprezzato quella parte. Così come ho apprezzato il passaggio in cui Napolitano ha bacchettato il M5S sulla loro purezza esclusiva contrapposta al marciume di tutti gli altri. E non mi è nemmeno dispiaciuta la lezioncina di storia sull'importanza del ruolo storico dei partiti politici.

Non mi ha invece fatto piacere la parte in cui Napolitano ha detto - parafrasando il suo discorso - che ora, anche senza travalicare la Costituzione, ci troviamo in una repubblica presidenziale di fatto, in cui lui deciderà la maggioranza (larghe intese) e imporrà il programma (quello dei dieci saggi). E guai a dissentire, sennò prende e se ne va. Forse in questa situazione, in cui il potere legislativo non esiste più - e anzi plaude alla propria dipartita - Napolitano non poteva agire diversamente. Però è estremamente probabile che in questo modo ci ritroveremo con un governo privo di opposizione, al cui confronto Monti - facente funzioni di "dictator" romano - era circondato di franchi tiratori.

Comunque la stampa si sta già sperticando in lodi per il coraggioso quasi novantenne vecchio/nuovo presidente, che, incurante della veneranda età, si erge a salvatore della patria. Dimenticando forse che se siamo a questo punto un po' di colpa la condivide anche lui.

E dulcis in fundo, per rendere meglio digeribile una rielezione che, volenti o nolenti, è storica cominciano ad apparire articoli come questo di Repubblica ("Prima di Napolitano, anche De Nicola venne rieletto"), per dimostrare che Napolitano non è il primo presidente rieletto nella storia repubblicana. Con l'intento di dimostrare che essendoci un precedente tutte le argomentazioni critiche non hanno senso.
All'estensore dell'articolo, tal Alessandro Giacone dell'università di Grenoble, andrebbe fatto notare che il paragone non regge: De Nicola si dimise e fu rieletto nel 1947, cioè prima che la Costituzione entrasse in vigore (1 gennaio 1948). E' quindi chiaro che la sua rielezione non avrebbe mai potuto violare una norma non ancora promulgata.
E proprio il fatto che si vada a riesumare maldestramente questi precedenti, un pochino mi fa pensare male.

venerdì 19 aprile 2013

BERSANI DIXIT : "AVRETE UNA BELLA SORPRESA". SOLO UNA ?

Lasciamo perdere il fatto che per i grillini i giornalisti sono tutti "casta" e poi il primo nome tra i loro candidati al Quirinale è la Gabanelli (per inciso grande amica personale di Grillo medesimo).
Poi è spuntato Rodotà, che effettivamente è persona di grande cultura anche giuridica, ma che non si può certo dire che non faccia parte dell'altra casta maledetta, quella dei politici.

Personalmente lui al Colle non mi dispiacerebbe, ma temo che sia troppo laico per l'anima bigotta del sempre più probabilmente "fu" PD. Partito - o forse sarebbe meglio dire accozzaglia - che sono sempre più contento di non aver mai votato, a maggior ragione dopo la figura inqualificabilmente penosa che ha fatto negli ultimi due giorni.

Da convinto annullatore di schede elettorali osservo con distacco queste elezioni per il nuovo presidente della repubblica. E quando è saltato fuori il nome di Marini - la "bella sorpresa" annunciata da Bersani ore dopo che tutti già lo sapevano - ho avuto il sospetto, quasi la speranza, che dietro quel nome ci fosse un disegno politico: un presidente gradito a Berlusconi in cambio della sua neutralità per consentire la nascita di un governo targato PD, salvando così la faccia con l'esclusione di larghe intese. E qui dovrei aprire una parentesi sul fatto che se queste elezioni avvengono col meccanismo della delega ( cioè se il presidente della repubblica non è eletto direttamente dai cittadini), allora chi delega deve anche mettere in conto l'eventualità che i delegati allo scopo operino scelte non pienamente condivisibili. Ma del resto se ti inventi il marketing delle primarie, poi non ti puoi neanche lamentare che i tuoi elettori si incazzino perché non fai per filo e per segno quello che loro vogliono.

Comunque sia, quando dopo la prima votazione Marini è saltato mi sono dovuto ricredere: i democratici navigano a vista, visto che all'improvviso si sono inventati delle mini-primarie (e dànghete) per trovare un nuovo candidato. E hanno estratto dal cilindro Prodi, padre nobile del partito. Che oggi è stato ignobilmente impallinato, decretando così la fine stessa del PD tramite suicidio, con i vaffanculi del suo fondatore. Non sono stati buoni neanche di arrivare al risultato tramite l'eutanasia, ma hanno scelto la morte violenta. Perché adesso non solo il primo partito si è giocato qualsiasi possibilità di fare proposte indipendenti per il Quirinale, ma hanno anche dimostrato la loro inaffidabilità come forza di governo.

E ciliegina sulla torta, Berlusconi ci fa un figurone, prima accettando Marini, poi chiamandosi fuori con Prodi e adesso presentandosi come salvatore della patria accettando qualsiasi nome possa essere condiviso e possa portare alle larghe intese.

Un gran bel risultato in un Paese che si sta devertebrando.