Ieri sera ho ascoltato la conferenza stampa con cui Mario Monti ha fatto un riassunto delle consultazioni da lui svolte nell'arco della giornata.
Niente di speciale: non ha mai pensato di avere un incarico a termine, vorrebbe dei politici dentro al governo sennò pazienza, sacrifici ed equità sociale, mai parlato di lacrime e sangue, crescita e prestigio nazionale.
Tutti mettevano in risalto la differenza di un uomo che finalmente rispondeva con proprietà di linguaggio alle domande dei giornalisti, pesando e misurando le parole, anziché lasciarsi andare in spettacolini e barzellette come chi lo ha preceduto.
All'improvviso ho ascoltato questa frase:
"Domani - cioè oggi - incontrerò i rappresentanti istituzionali delle donne e dei giovani".
Fermi tutti. Mai avevo saputo che giovani e donne avessero dei rappresentanti istituzionali. Anche tra i giornalisti deve essere sorto qualche dubbio, dato che a Monti è stato chiesto chi, precisamente, avrebbe incontrato oggi. Il "forum dei giovani" è stata la risposta. Se si va a vedere il sito, ci si può cominciare a fare un'idea di quali giovani rappresentino tutta la categoria: i consiglieri dell'associazione sono tutti laureati in legge o in discipline attinenti marketing e comunicazione.
E' già qualcosa, ma non credo proprio che questo forum possa essere considerato rappresentativo di tutti i giovani.
Per quanto riguarda le donne, invece, la risposta non c'è stata. D'altra parte non riesco a immaginarmi chi possa essere il rappresentante istituzionale delle donne.
Come si può trasformare un genere - femminile in questo caso - in una categoria?
Una donna può essere ricca o povera, bella o brutta, gentile o maleducata, giovane o vecchia. Può avere figli o meno, lavorare o no, ma se appartiene al genere in questione sarà sempre una donna, a prescindere dalla sua condizione o dalla sua attività. Ci sono sicuramente svariate associazioni a cui iscriversi, ma non riesco a comprendere a quale occorra iscriversi per essere qualificate come donne e per avere diritto ad una rappresentanza istituzionale.
Mentre ero impegnato in queste elucubrazioni, troppo complicate per essere descritte qui, è arrivata a casa la mia compagna. Le ho subito domandato chi fosse la sua rappresentante istituzionale, ma non ho ottenuto risposta. Dato che mi stava fissando come si guarda un folle, ho spiegato il motivo della domanda.
La sua risposta, che Monti è un economista, è stata illuminante. Ecco come un genere può essere trasformato in una categoria: economica in questo caso.
Allora, vuol dire che sono donne solo quelle economicamente produttive. In questo caso si ottiene il diritto alla rappresentanza. Si diventa addirittura istituzione.
Mi resta sempre il dubbio su quale sia il genere cui appartengano coloro che sono economicamente improduttive: forse sarebbe il caso che si organizzassero per costituire un'associazione di genere e/o categoria che possa istituzionalmente rappresentarle.
Altrimenti, rimarranno inascoltate.