Berlusconi oggi può cantare giustamente vittoria, assieme agli altri "statisti" della sua maggioranza.
Era quasi stato costretto a mettere le mani in tasca alla luce del sole e questo, per lui, era francamente insopportabile.
Per di più, aveva quasi dovuto dare un dispiacere a quei pochi ricchi che non evadono e questo avrebbe potuto far incazzare non pochi dei suoi elettori.
Non sia mai, deve aver pensato in queste due settimane.
Quindi, dato che è il sovrano ad avere l'ultima parola, si è dato molto da fare in questi giorni per smentire il decreto che lui stesso aveva presentato in una memorabile conferenza stampa ferragostana, "grondante sangue".
Adesso l'opera è compiuta e lui può giustamente affermare di essere riuscito ancora una volta a non toccare i portafogli degli Italiani.
Infatti, come sempre, non li tocca, ma, come i migliori borseggiatori, li sfila direttamente non facendosi scoprire.
Come ci riesce?
Per prima cosa toglie il contributo di solidarietà ai redditi più alti, compreso il suo, ovviamente.
Cacchio, per una volta che chi guadagna tanto pagava qualcosina di più!
In più, toglie gli anni di università e del servizio militare dal conto degli anni lavorativi, mantanendo però il calcolo degli stessi per i contributi.
In pratica, aumenta dall'oggi al domani di un anno la permanenza degli uomini al lavoro, per di più in un periodo in cui di lavoro non ce n'è in giro: bella trovata, non è vero?
Se invece hai studiato, riscattare gli anni di università costerà sempre uno sproposito e il gioco non varrà la candela, dato che in questo periodo di crisi in cui i soldi sono pochi per i comuni mortali, nessuno sarà più in grado di pagare somme così elevate. Quindi, quegli anni di contributi prevedibilmente andranno persi.
Quando si dice incentivare gli studi...
Un altro miracolo italiano.
P.S. Adesso, aspettiamo la reazione dei mercati a cotanta genialità: secondo me saranno stupidi e non capiranno questa intelligenza superiore.