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mercoledì 18 luglio 2012

ERA ORA

Vivisezione, blitz della Forestale Green Hill finisce sotto sequestro


Il Corpo forestale dello Stato sta eseguendo il sequestro di Green Hill, l'azienda situata a Montichiari, in provincia di Brescia, che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Alle operazioni di ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario di Brescia, partecipano 30 forestali appartenenti ai comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al nucleo investigativo per i reati in danno agli animali. E' presente anche personale della Questura di Brescia. L'operazione sta portando al sequestro di cani di razza beagle, sia cuccioli sia adulti, e dell'intera struttura costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze per un totale di circa 5 ettari. Fra i reati contestati c'è anche quello quello di maltrattamento di animali.

FONTE

Ps. Guardate il video 

domenica 20 novembre 2011

GREEN HILL : UN ESEMPIO DI LAGER



Alessio Pisanò


In duemila hanno manifestato per oltre cinque ore a Montichiari, in provincia di Brescia, per chiedere la chiusura di Green Hill, il centro che alleva e vende cani destinati alla sperimentazione in laboratorio. Persone venute da tutto il Nord Italia e oltre, per chiedere che il centro chiuda per sempre. Si tratta dell’ultimo capitolo di una battaglia che nel bresciano va avanti ormai da anni. Non sono mancati i momenti di tensione durante la manifestazione. Anche perché nel corteo c’era l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, non nuova a iniziative animaliste, ma accusata da qualche manifestante di “essere titolare di un salumificio” e di “adottare la causa animalista solo per raccogliere voti”.

Il centro di Green Hill alleva cani di razza “beagle” per i laboratori di vivisezione di tutto il mondo. Si stima che dentro i cinque capannoni del centro siano rinchiusi circa 2500 cani adulti più varie cucciolate. Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, Green Hill è diventato il principale fornitore di cani sul mercato europeo, con circa 250 esemplari venduti ogni mese. Tra i suoi clienti figurano laboratori universitari, aziende farmaceutiche e centri di sperimentazione come l’Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio europeo. Da alcuni anni Green Hill è stata acquisita da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc. la più grande “fabbrica di cani” da laboratorio al mondo.

Dal centro della piccola Montichiari partono stock di animali verso i laboratori di tutto il mondo, dall’America alla Cina. Ma il grosso delle spedizioni resta in Europa, ad esempio in Francia. Nel febbraio 2011, un cagnolino di un anno di età è stato acquistato dalla Cea, il Commissariato per l’energia atomica e le energie alternative francesi. Ma non mancano i compratori italiani, tra cui il Research Toxicology Centre di Pomezia che si trova nel cosiddetto ‘Campus Menarini’ insieme alle due divisioni del colosso farmaceutico italiano, Menarini Ricerche Spa e Menarini Biotech Spa. Sempre a Pomezia figura la Sigma Tau, una società per azioni che dichiara, oltre alla produzione di prodotti farmacologici, anche cosmetici e dietetici. Poi un paio di divisioni, ad Aprilia in provincia di Latina e a Catania, della Wyeth Lederle, multinazionale americana con sede nel New Jersey specializzata in prodotti per la zootecnia e cura di animali domestici e di allevamento. Infine l’Aptuit con sede a Verona, una multinazionale americana con sede nel Connecticut.

File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori”. Così descrivono quel luogo i membri del coordinamento Fermare Green Hill attivi da anni ed organizzatori di numerose azioni dimostrative contro il canile-lager. Gli animalisti, oltre a contestare la vivisezione in sé, denunciano maltrattamenti e violenze ai cani allevati nel centro, che tiene rigorosamente chiuse le porte al pubblico. Recentemente l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) ha denunciato anche una serie di inadempienze di natura amministrativa per il basso numero di microchip inoculati ai cani e obbligatori per legge.

Ma l’allevamento di cani da laboratorio rappresenta un ottimo business economico, tanto che la Marshall ha previsto un allargamento del centro di Montichiari con l’obiettivo di arrivare a “produrre” 5.000 cani e farne così il più grande allevamento di cani beagle d’Europa. Per un prezzo compreso dai 450 ai 900 euro si possono infatti comprare cani di tutte le età, e aggiungendo qualcosa in più si può comprare una femmina gravida. Green Hill e Marshall Farm inoltre “offrono” ai propri clienti trattamenti chirurgici su richiesta, tra cui il taglio delle corde vocali o l’asportazione di alcune ghiandole.La manifestazione di ieri è stato l’ennesimo tentativo degli animalisti di chiudere quello che viene chiamato “lager dei cani”. “Vogliamo salvare i cani rinchiusi dentro Green Hill e quelli prigionieri di tutti i laboratori e i lager del mondo, ma non vogliamo certamente salvare solo loro”, recita il manifesto.

In Europa però la vivisezione è una pratica permessa. Nel settembre 2010 è stata approvata in via definitiva dal Parlamento europeo la nuova direttiva Ue sulla vivisezione in mezzo a non poche critiche da parte delle associazioni animaliste internazionali. In quell’occasione gli animalisti accusarono la direttiva di livellare gli standard di tutela al ribasso. Sotto accusa erano finiti proprio gli scarsi incentivi a quei “metodi alternativi” di sperimentazione che non prevedono l’utilizzo di cavie da laboratorio.
Il Fatto